L’abbraccio in ospedale degli inseparabili

Michelarcangelo Grieco abbraccia la moglie Giovannina Di Bella all’ospedale

Positivi al covid, festeggiano 54 anni insieme

Guardatela, questa foto. Non avrebbe bisogno di una didascalia, né di quello che stiamo scrivendo perché è una foto che parla. Parla di una vita trascorsa insieme – come si dice nella formula del matrimonio – nella salute e nella malattia. Di una malattia vinta, anche, e di una vita che prosegue. Un attimo prima dello scatto c’era stata una festicciola. Un vassoio di pasticcini, alcuni bicchieri di aranciata e il brindisi d’obbligo per celebrare un traguardo importante, nonostante la malattia e il ricovero. Michelarcangelo Grieco, 84 anni a marzo, e la moglie Giovannina Di Bella, che a luglio ne compirà 71, giovedì scorso hanno festeggiato così i loro 54 anni di matrimonio all’interno del reparto di cure intermedie dell’ex ospedale del Ceppo di Pistoia. Lo stesso luogo dove, entrambe, sono assistiti da circa un mese a causa della loro positività al covid. A festeggiare insieme a loro, tutto il personale sanitario del reparto di cure intermedie che, fin dal giorno dell’arrivo dei coniugi, ha deciso che Michelarcangelo e Giovannina avrebbero trascorso il ricovero nella stessa stanza, per rimanere sempre vicini l’uno all’altra. Come da oltre 50 anni a questa parte.

Marito e moglie, dopo aver trascorso quasi un mese ricoverati nel reparto covid dell’ospedale San Jacopo e aver superato il periodo più critico della malattia, a metà dicembre sono stati trasferiti al Ceppo, per continuare a ricevere le cure. E proprio con l’avvicinarsi dell’anniversario di matrimonio, la figlia ha chiesto al personale del reparto di cure intermedie di potergli organizzare una piccola festa. Così, nella giornata del 14 gennaio, ha consegnato agli infermieri un vassoio di pasticcini da portare ai genitori per farli festeggiare. E a giudicare dalle foto degli abbracci e dei sorrisi della coppia, la sorpresa è riuscita in pieno. Anche grazie all’affetto e alla disponibilità di tutto il personale del reparto. «Un percorso di cura efficace non può prescindere dal considerare anche gli aspetti affettivi ed emotivi delle persone ricoverate - dice la coordinatrice infermieristica Lucia Cirillo - Fin dal primo giorno di università ci insegnano l’importanza del valore umano nel nostro mestiere, e mai come in questa battaglia contro il covid e l’isolamento cui sono sottoposte le persone malate, abbiamo capito quanto sia importante stare vicini ai pazienti e regalare loro qualche momento di felicità. Come il brindisi di Michelarcangelo e Giovannina. Una coppia ancora molto innamorata». Ecco che allora un piccolo gesto come quello acquista un significato molto più grande. «In questi mesi complessi - prosegue Cirillo - abbiamo sempre cercato di regalare qualche momento di gioia ai pazienti ricoverati in ospedale o in questo reparto di cure intermedie. Noi operatori sanitari siamo le uniche persone che vedono e con cui possono avere un rapporto di vicinanza. Per questo il nostro ruolo diventa ancora più importante e, ogni volta che possiamo, siamo pronti a realizzare tutti i desideri e le richieste che ci arrivano dai familiari».

Nel lungo periodo di ricovero, lontani dagli affetti, Michelarcangelo e Giovannina erano stati protagonisti anche di un’altra bellissima sorpresa, la visita del figlio. Alla fine di dicembre, infatti, grazie al progetto Incontriamoci - promosso dalla Società della salute pistoiese e dalla direzione sanitaria e infermieristica dell’ospedale San Jacopo, e organizzato anche nel reparto di cure intermedie del Ceppo - la coppia aveva potuto trascorrere alcuni minuti con uno dei due figli, che per l’occasione era stato dotato di tutti gli appositi dispositivi di protezione individuale. «Anche in quella occasione - ricorda ancora la coordinatrice infermieristica Cirillo - abbiamo vissuto una grande emozione. È stato un regalo anche per noi vedere gli abbracci di una famiglia ricongiunta dopo settimane di lontananza».

desso che il peggio è passato, comunque, Michelarcangelo e Giovannina stanno per essere dimessi. Anche in questo caso, il personale sanitario ha ritenuto opportuno che il loro ritorno a casa dovesse avvenire contemporaneamente. Così da evitare che uno dei due rimanesse lontano dall’altro, anche se solo per qualche giorno. «Sono sempre stati in stanza insieme - conclude Cirillo -, e il marito, che si è ripreso più velocemente, si è sempre preso cura della moglie con grande affetto. A breve dovrebbero essere dimessi entrambi, così che, anche a casa, Michelarcangelo possa continuare a prendersi cura, con tanto amore, di Giovannina».

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