Il paese si mobilita per salvare l’asilo aperto nel 1913

Uno dei contenitori per le donazioni in favore dell’asilo che i genitori hanno sistemato nei negozi del paese

I genitori dei bimbi hanno creato una pagina fb

Un’intera comunità si mobilita per “salvare” l’asilo San Giuseppe, ossia la scuola materna nel centro di Castelnuovo della Misericordia, frazione collinare del Comune di Rosignano Marittimo che conta ottocento abitanti. Un asilo paritario che dall’inizio del Ventesimo secolo accoglie i bambini sotto i sei anni. E che adesso rischia di chiudere.
I genitori dei quindici piccoli iscritti non ci stanno. E hanno lanciato un appello, coinvolgendo tutti i cittadini. Hanno attivato la pagina facebook “Salviamo il nostro asilo” e chiedono donazioni alla comunità. Soldi che chiaramente saranno destinati al prosieguo dell’attività della materna.

Ad occuparsi dell’educazione dei piccoli, fino al 2017, sono state le suore della congregazione Figlie del Crocifisso, che nel 1913 aveva aperto su via della Rimembranza a Castelnuovo sia un asilo che quella che allora si chiamava “scuola di lavoro”, poi divenuta una casa-famiglia in cui le suore hanno accolto e seguito decine di ragazzi e ragazze con situazioni familiari particolarmente difficili. Nel giardino davanti all’elegante palazzo su via della Rimembranza, per oltre un secolo si sono formate le giovani generazioni del paese. Ai bimbi sono sempre stati garantiti giochi all’aria aperta, ma anche l’apprendimento dei primi rudimenti di grammatica e matematica. Insomma “Le suorine” di Castelnuovo sono un’istituzione, non solo in paese ma su tutta la costa.

Da tre anni la confraternita, non potendo più portare avanti l’attività anche in considerazione della continua diminuzione del numero delle suore presenti, con un accordo ha affidato la gestione di asilo e casa-famiglia – situate rispettivamente al primo e secondo piano di uno storico palazzo – alla cooperativa pisana “Il simbolo”. Un passaggio di gestione che non ha comportato sussulti nell’educazione dei piccoli allievi, tanto che i genitori sottolineano la validità del servizio. «Già lo scorso settembre – spiega Francesco Valori, uno dei rappresentanti delle famiglie - sembravano esserci difficoltà per garantire l’anno scolastico in corso. Poi il Comune ha indirizzato sull’asilo San Giuseppe alcuni fondi straordinari del Miur». Ma la scuola materna del paese non è ancora salva.
«Con la pandemia – dice Alberto Grilli, presidente della cooperativa “Il simbolo“ – sono aumentati i costi di gestione della struttura, che già di per sé non permette di andare neanche in pareggio. In agosto abbiamo incontrato il Comune, che oltre ai contributi ordinari per le scuole paritarie ha responsabilmente deciso di utilizzare parte dei fondi del Miur per garantire l’apertura di alcune strutture, tra cui appunto l’asilo San Giuseppe». Da far presente che le famiglie, per far frequentare la struttura ai figli, spendono ad oggi 125 euro al mese come retta, a cui si aggiunge il costo dei pasti. Soldi che evidentemente non bastano per mandare avanti una struttura educativa che quest’anno conta quindici iscritti. «Negli ultimi mesi – prosegue Brilli – abbiamo intuito che il Comune ha l’intenzione di garantire risorse extra anche per l’anno scolastico 2021-2022, così a dicembre scorso abbiamo inviato una pec a sindaco, assessore alle politiche educative e alla congregazione Figlie del Crocifisso, in cui spieghiamo la nostra volontà di proseguire la gestione di asilo e casa-famiglia anche per il prossimo anno scolastico purché ci siano le risorse. Per questo abbiamo dettagliato al Comune la previsione di spesa per garantire questo servizio».

I genitori di Castelnuovo della Misericordia, però, temono che i prossimi mesi possano riservare una brutta sorpresa. Hanno paura che a giugno, finito l’anno scolastico, venga annunciata la chiusura dello storico asilo. Hanno scritto una lettera alla Madre superiora delle Figlie del Crocifisso, avviando un dialogo per trovare una soluzione. E poi nei giorni scorsi hanno deciso di avviare una vera campagna di sensibilizzazione per coinvolgere tutti i paesani. Una battaglia di civiltà che considerano fondamentale non solo per garantire una educazione adeguata ai loro figli, ma per evitare che il borgo collinare perda un servizio essenziale come è appunto la scuola materna. E per continuare a sentire, passeggiando lungo via della Rimembranza, le voci allegre e spensierate di bambini felici. —

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