Davide, dal banco alla cattedra in pochi mesi

Davide Bongiorni, 19 anni, con il vicepreside dell’Istituto agrario Arzelà di Sarzana Andrea Sarti

Diciannove anni, insegna ai suoi ex compagni

In pochi mesi, è passato dal banco della Quinta F a dietro la cattedra: davvero una vicenda singolare e bella, da record, quella di Davide Bongiorni, 19 anni, di Massa, da settembre diventato docente all'Agrario Arzelà, proprio lo stesso istituto superiore di Sarzana dove poco più di due mesi prima si era diplomato con il massimo dei voti.
Il coronamento precoce di un sogno, quello di diventare insegnante, grazie all’opportunità offerta nelle scuole ad indirizzo professionale, nelle quali per alcuni ruoli non è necessaria la laurea: si tratta dell’insegnante tecnico pratico (in sigla Ipt).

Il professore Ipt affianca nelle ore scolastiche il docente della materia di riferimento, come chimica, fisica, silvicoltura, economia, agronomia. Prepara le eventuali esercitazioni di laboratorio, e sotto l'aspetto giuridico ed economico è equiparato a quello dei colleghi laureati. Domanda d’obbligo: che sensazione ha provato ad entrare in classe e sedersi in cattedra anziché sul banco? «Una sensazione strana, ma non mi sono fatto prendere dall'emozione e tutto è andato per il meglio. Ho provato un certo effetto ad entrare in sala docenti, dare del tu agli ex prof, superare tante forme di cortesia. Qualche insegnante mi ha chiesto cosa ci facessi da quelle parti. Ora sono contentissimo. Questa scuola è la mia seconda casa, mi ha dato l'opportunità di crescere, formarmi e progettare il futuro». E l'incontro con i suoi studenti, coetanei e amici? «Ho subito pensato che non sarebbe stato giusto darci del lei, quando fino a pochi mesi prima si studiava e scherzava insieme. Chiaramente devo attenermi al comportamento da insegnante con le giuste restrizioni verso gli alunni».

Davide lavora al fianco degli insegnanti delle materie professionali, sviluppando, sulla base della teoria, le competenze pratiche nel campo agricolo, chimico e biologico. Il suo sogno è restare nella scuola: «Da quando mi sono iscritto all'Agrario Arzelà mi sono sempre più interessato allo studio. Strada facendo ho capito che il mio sogno era quello di diventare insegnante. Dopo aver ottenuto il diploma si è presentata l'opportunità di diventare docente tecnico pratico. Però, contemporaneamente, sto seguendo la facoltà di Scienze agrarie all'Università di Pisa. Vorrei laurearmi e poi prendere l'abilitazione per insegnare materie di indirizzo».

Il professor Andrea Sarti, docente di economia agraria, vicepreside del Parentucelli Arzelà, l'istituto superiore di Sarzana, guidato da dirigente Generoso Cardinale, comprendente tre indirizzi, liceale, tecnico e professionale, parla di Davide come “uno studente di eccellenza, sempre a disposizione dei compagni. Si è diplomato con il voto 100 sfiorando la lode. In estate gli avevo consigliato di prendere crediti sostenendo un esame all'università. Gli sarebbero serviti per entrare nella graduatoria provinciale dei cosiddetti Ipt, insegnante tecnico pratico. Così è stato. Ha ottenuto una supplenza annuale sostituendo una collega in maternità». E infine, tornando a Bongiorni, chiediamo qual è il segreto per prendere 100 alla Maturità. «Il segreto - riprende Davide Bongiorni - è la passione. Ho seguito l'indirizzo che mi piaceva, mi sono applicato in classe con gli insegnanti, ho approfondito a casa le materie di studio. Vengo da Massa, avevo saputo dell'Agrario Arzelà grazie all'Open Day. Mi sono piaciuti il piano di studio e le materie. Mi dicessero di tornare indietro rifarei senza dubbio la stessa scelta».

Un percorso esemplare il suo. L’esame universitario necessario per entrare in graduatoria Ipt si è svolto su pedagogia e psicologia dell’apprendimento, fornendogli i 24 Crediti formativi universitari necessari. Ha affrontato questo suo primo anno da docente in un momento particolare, con gli studenti spesso in didattica a distanza: «Ma io sono sempre stato in classe - specifica - perché comunque gli alunni con bisogni educativi speciali o disturbi specifici dell’apprendimento hanno diritto a frequentare la didattica in aula e nei laboratori. Insegnare - ribadisce - è il miosogno e lo faccio volentieri». Torniamo un attimo su come ha affrontato i suoi ex colleghi studenti: insegna infatti in una prima classe, e lì non ci sono problemi di conoscenza, ma con le due quarte e le due quinte in cui è docente, insomma, vi siete incrociati per anni nella scuola: «Ripeto - conclude - c’è stata grande correttezza da parte degli studenti, hanno capito la situazione e nel rispetto reciproco tutto sta andando per il meglio. Io ci metto la mia professionalità e la mia passione».

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