Biagina, che vive nell’aeroporto sognando Prato

Biagina, 71 anni con il carrello dove tiene le sue cose nel terminal dell’aeroporto di Napoli

Se la sua storia fosse un film, ricorderebbe quella di Tom Hanks in The Terminal, dove il protagonista è costretto dagli eventi a vivere in un aeroporto (quello di New York) di cui apprezzerà mano a mano l’umanità, la generosità, il calore. Solo che stavolta i motivi che portano Biagina a stare nel terminale di un aeroporto internazionale sono ben diversi da quelli raccontati nella celebre pellicola di Steven Spielberg. Lei, Biagina, non è una passeggera comune con un biglietto in tasca e bagaglio in mano. Il bagaglio ce l’ha e lo tiene su un carrello della spesa. Ma quella valigia custodisce pochi oggetti personali, l’essenziale per vivere in aeroporto.

Già perché quello di Capodichino, a Napoli, è diventato ormai la sua casa. Domani l’anziana senzatetto compirà 71 anni. Non ci sarebbe più bel regalo che rivedere il figlio residente a Prato. Quella di Biagina è una storia di speranza, dignità, emarginazione, affetti spezzati, desiderio di ritrovare il calore di una famiglia: la vicenda è apparsa il 16 gennaio sul quotidiano La Repubblica.

Galeotto fu l’incontro tra la donna e la scrittrice napoletana Valeria Parrella: la finalista all’ultima edizione del premio Strega era in procinto di imbarcarsi su un volo per Torino quando si è fermata a parlare con Biagina. Ma lo scoglio non sono tanto i 500 chilometri che distano tra Napoli e Prato per esaudire il desiderio di una madre lontana: è anche una questione di rapporti familiari.

Intanto fa l’elemosina anche per comprare il biglietto del treno, Biagina, che prova a tirare avanti con una pensione di 200 euro al mese e qualche spicciolo messo insieme per comprare il cibo. Ormai il personale dello scalo aeroportuale l’ha adottata. Biagina ha sempre una parola gentile, si avvicina ai passeggeri con garbo, sa che ogni notte diventa un problema cercare un riparo al buio quando l’aeroporto chiude le sue porte. «Sono nata ad Ercolano. Il mio ex marito vive con mio figlio in Toscana, a Prato. L’unica cosa che vorrei è raggiungerlo per vivere con lui. Non ho i soldi del treno, quello che riesco ad elemosinare lo conservo per il viaggio. In molti qui mi aiutano, non solo per darmi un posto dove stare, ma anche per farmi mangiare» ha detto la donna.

La sua storia ha scaldato il cuore di Prato. In queste ore i servizi sociali del Comune stanno cercando di rintracciare il figlio per ricostruire un tessuto familiare sfilacciato mentre un ispettore della polizia aeroportuale proverà a fare da ponte per tenere aperto un canale fra Biagina e le assistenti sociali del Comune. Il punto è capire quanto il figlio cinquantenne sia disponibile ad accogliere la madre a fronte delle sue possibilità economiche derivate da un lavoro precario.

A prendere a cuore la vicenda è stata l’assessora alla sicurezza Flora Leoni. «Va costruito un percorso protetto, altrimenti si corre il rischio di sradicare la donna da una situazione dove è già inserita. Non possiamo permetterci di far arrivare Biagina a Prato e rischiare di vederla poi tornare sulla strada. Occorre muoversi con cautela e con tutta la delicatezza che richiede il caso». Interpellato dal Tirreno attraverso l’ufficio stampa, l’aeroporto di Capodichino racconta che Biagina non è una presenza costante da quelle parti, che non tutti i giorni si fa vedere al terminale aeroportuale. E che il suo desiderio di raggiungere il figlio a Prato è mutevole, varia a seconda della giornate. La donna ha quattro figli: uno di loro, appunto, vive nella città tessile.

Intanto la rete del volontariato locale si è messa in moto in un cuore generoso che batte tra Prato e Napoli. L’associazione Oltre, che collabora con la protezione civile e la polizia municipale, è pronta a far risparmiare un viaggio in treno a Biagina. «Possiamo organizzarci per andare a prendere la signora con i nostri mezzi – fa sapere il presidente di Oltre Paolo Corti – Quando abbiamo letto la storia di Biagina siamo rimasti molto colpiti. Ma devono esserci certamente le condizioni familiari per permettere questo trasferimento. Intanto abbiamo dato la disponibilità al Comune».

Prima che si mobiliti tutta la macchina per Biagina, occorre che sia palese la sua volontà di trasferirsi a Prato: è quanto dovranno accertare, prima di tutto, i servizi sociali del Comune. —

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