Sitoco, per le bonifiche è corsa contro il tempo

Le gare vanno fatte entro dicembre 2021 Minucci: «C’è accordo, ci sarà la proroga»

ORBETELLO. I fenicotteri rosa dovranno avere ancora un po’ di pazienza e, magari, continuare a tornare in inverno in laguna sulla fiducia. Perché il percorso per la bonifica della ex Sitoco, per quanto proprio in questi giorni sembri aver avuto un’accelerata, richiederà ancora un po’ di tempo. Non è detto che basti il 2022, come in molti speravano.

La sinergia pubblico-privato, concordata nel “masterplan” (piano attuativo) trasmesso proprio in questi giorni dalla Regione al ministero dell’Ambiente, dovrebbe come tale avere un percorso parallelo sui due fronti ma, mentre la parte pubblica può contare su fondi già stanziati (34 milioni di euro), la parte privata dovrà fare investimenti importanti e, al tempo stesso, rivedere il progetto immobiliare che, in origine, prevedeva 450 mila metri cubi fra albergo e residenziale. Oltre a direzionale, commerciale, parcheggi interrati. E anche aree a verde.


Proprio due giorni fa, dopo tanti mesi, è tornata a riunirsi la cabina di regia pubblica, composta da Regione, ministero e Comune di Orbetello, alla presenza anche di Arpat (agenzia regionale per la protezione ambientale) e Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Al prossimo incontro, programmato entro questo mese, sarà coinvolto anche l’Istituto superiore di sanità.

Perché, al di là degli aspetti paesaggistici e ambientali, in questo caso, come per l’amianto nella fabbrica di Piombino, proprio di salute si parla, visto che la ex fabbrica è di fatto attaccata a Orbetello. In 80 anni di attività, in quella “Cittadella” che ora cade a pezzi, si è prodotto di tutto: colla e superfosfato (1908-19); superfosfato in polvere (1908 -91); superfosfato granulare e concimi complessi (1954- 1991); solfato di alluminio (1964-71); criolite e fluoruro di alluminio (1954-1966) e acido solforico da pirite con il sistema delle camere a piombo (1910- 1982). E, va detto, l’attenzione allo smaltimento delle scorie, nel secolo scorso, non era certo nelle priorità. Tanto che fra silice, ceneri di pirite, depositi di colmata e sedimenti vari sono da rimuovere quasi 450 mila metri cubi di materiali, divisi fra parte pubblica e parte privata. La Laguna Azzurra, proprietaria dell’area dopo averla acquistata nel 2004 all’asta fallimentare, peraltro, è soggetto “incolpevole”, avendo comprato una fabbrica già inquinata. Alla riunione di giovedì della cabina di regia, per il Comune di Orbetello, ha partecipato l’assessore all’Ambiente, Luca Minucci.

Assessore, c’è stato questo incontro fra enti pubblici. A che punto siamo?

«Finalmente, dopo tanti mesi, ci siamo di nuovo riuniti. L’incontro era stato richiesto dal ministero dell’Ambiente perché queste bonifiche, in base all’accordo di programma del 2018, hanno un vincolo temporale. Gli affidamenti dei bandi di gara vanno fatti entro il 31 dicembre di quest’anno. Anche se, come spesso accade, ci sarà la possibilità di una proroga. Intanto – come avete scritto – è arrivato il “masterplan” (piano attuativo, ndr). Abbiamo deciso di valutarlo in fretta e rivederci entro febbraio, per non perdere altro tempo. Ora abbiamo un percorso condiviso, anche con la parte privata, per fare un intervento complessivo».

Quindi anche Laguna Azzurra è d’accordo?

«Il “masterplan” è stato fatto partendo da una loro proposta. Non è stato accolto tutto, ma nella sostanza siamo in sintonia. C’è un accordo sulla spartizione dei lavori. E poi, nel caso dovessero avere delle problematiche o essere inadempienti, la Regione ha una sorta di “tesoretto”, somme accantonate nel tempo, che consentirebbero di andare avanti comunque. Ci sono interventi, come la bonifica del bacino 1 (fra la fabbrica e la laguna, ndr) che sono a metà: sarebbe inutile fare la parte pubblica se non si fa anche quella privata».

Al momento, però, ci sono 34 milioni, che comprendono anche quanto avanzato (4 milioni) della gestione commissariale di Rolando Di Vincenzo, terminata nel 2012.

«I primi 17 serviranno per gli interventi già programmati, ma non è detto che bastino. Gli altri per la seconda fase. Tutti gli enti sono in linea e, visto che si parla di salute, al prossimo incontro ci sarà anche l’Istituto superiore di sanità. Peraltro tutti i lavori sono stati organizzati considerando i tantissimi vincoli ambientali che insistono sulla nostra laguna. Sono cose che vanno fatte, ma con una sorta di delicatezza».

Certo il loro progetto originario non pare più realizzabile. Anche per la crisi del mercato immobiliare.

«Quello è un problema, per quanto ci riguarda, secondario. Orbetello da anni chiede che venga bonificata l’area e a questo noi puntiamo. Dopo 30 anni non me la sento di essere ottimista fino in fondo, ma almeno c’è un percorso. Quando l’area sarà sicura, Laguna Azzurra farà le proprie valutazioni». Valutazioni che non potranno non tener conto del fatto che, negli ultimi cinque anni, il valore al metro quadro delle nuove abitazioni a Orbetello è quasi dimezzato. Anche se hanno la vista sui fenicotteri rosa. —

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