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Vaccini in Toscana, attesa per le dosi Pfizer: a rischio 45mila richiami

Anche la nostra regione fa i conti con il baratro di incertezza a cui le case farmaceutiche costringono tutta Italia. Giani furioso

FIRENZE. È furioso, Eugenio Giani. Lui, uno dei pochi che fino a una settimana fa, nei vertici online fra Stato e Regioni, sfoderava numeri e prassi da governatore virtuoso. La Toscana procedeva con oculatezza, ma veloce. Faceva scorta, ma non perdeva tempo. Ora invece fa i conti con il baratro di incertezza a cui le case farmaceutiche costringono tutta Italia. «Dobbiamo garantire il richiamo affinché le persone possano completare il percorso ed essere immuni. Sarà l’impegno della prossima settimana perché non abbiamo sufficienti vaccini per somministrarle a nuove persone», dice il presidente.

Eppure i ritardi e i tagli di Pfizer-BioNTech ora rischiano di gettare al vento le prime dosi per 44.800 persone e 1.075.200 euro solo in Toscana (dato che l’Ue ha ottenuto da Pfizer il prezzo di 12 euro a dose). Sì perché se Pfizer non mantenesse la promessa fatta ieri, molti fra medici, infermieri ma anche anziani delle case di riposo già sottoposti alla prima iniezione, rischierebbero di non ricevere la seconda. «L’Oms valuta che il vaccino Pfizer resti efficace se la seconda dose viene eseguita fra 21 e 40 giorni dalla prima, ma noi vorremmo attenerci alle prime indicazione della casa farmaceutica, le tre settimane», dice Carlo Tomassini, direttore del dipartimento di sanità. In questo momento la Toscana ha utilizzato 85.582 dosi e ne ha ancora circa 20mila di scorta, abbastanza per completare i richiami fino al 28 gennaio. Ma il programma delle seconde dosi è già stabilito e dal 28 gennaio all’8 febbraio all’appello ne resterebbero 44.800. In Regione hanno ricevuto rassicurazioni da Roma, anche dagli apparati di sicurezza: Pfizer non dovrebbe più sgarrare. Almeno per domani, quando sono attese 25 “pizze”, i vassoi da 195 fiale ciascuno da conservare a –80 gradi e da cui dovranno essere estratte 29.250 dosi. Ma è chiaro che non basterebbero a completare quel che resta dei richiami.

Dunque le prime vaccinazioni resteranno sospese almeno fino al 1° febbraio, quando Pfizer dovrebbe fornire altre dosi. Se ritardasse, i richiami a rischio diventerebbero 15mila. Forse meno, visto che l’ordine agli ambulatori è di provare a ottimizzare le fiale e, dove possibile, estrarre 7 dosi. «Proporrò a tutti i capigruppo di fare un atto urgente affinché la Toscana, insieme al governo, intraprenda un’azione legale contro la casa farmaceutica che sta mettendo a rischio la salute dei toscani e la ripresa economica», tuona Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale. Una proposta su cui potrebbe scricchiolare la maggioranza, però, visto che ieri s’è subito messa di traverso Italia viva. «Anziché annunciare guerre legali che avrebbero come solo effetto quello di ingrassare le casse di qualche studio legale, magari frequentato dall’attuale premier – dice il deputato Gianfranco Librandi – l’Italia dovrebbe pretendere da Pfizer e da Astrazeneca una fornitura extra, persino a un prezzo maggiorato se serve». Certo, che se c’è qualcuno da ingrassare, per i renziani, è giusto che siano le industrie farmaceutiche. 


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