Tirrenica, Giani: «Aspetto tre mesi poi vado a Roma da Conte»

L'autostrada fuori dalle grandi opere, il presidente della Regione: «Mi sono allarmato, ho avuto rassicurazioni ma è la priorità, con la Darsena e gli ospedali»

Allarmato. Ma anche determinato ad avere chiarezza. Dal ministero o, in ultima analisi, dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Sempre che alla guida del governo ci sia ancora lui.

Non si lascia andare a facili promesse il presidente della Regione, Eugenio Giani, ma sulla Tirrenica pretende risposte dallo Stato. In tempi brevi: due mesi, tre al massimo.


Perché quella proposta di dpcm (decreto della presidenza del Consiglio dei ministri) sulle grandi opere, trasmesso da Conte al presidente della Camera Roberto Fico lo scorso 21 gennaio, lo ha fatto sobbalzare sulla poltrona: 59 opere da finanziare, 30 commissari, dentro la Darsena Europa e la E78 Grosseto-Siena-Fano, ma non la Tirrenica. Un’opera fondamentale per la Toscana, inserita peraltro nel suo programma elettorale, “promessa” ai territori in tutti gli incontri pubblici.

Presidente, la Tirrenica fra le grandi opere non c’è. Che succede?

«Intanto fatemi dire che condivido la vostra battaglia che va avanti da oltre un mese. La considero, diciamo così, di “utilità sociale”. Però quella proposta di dpcm mi ha allarmato parecchio, non lo nego. Perché la Tirrenica è un obiettivo fondamentale di questa legislatura e finora ci sono state tante parole e pochi fatti. E sono convinto che l’unico modo per ottenerla sia percorrere la strada che comporta meno problemi, quella che ha indicato anche il presidente della Camera di Commercio (Riccardo Breda, ndr), che sta rivestendo un ruolo di coordinatore degli interessi dei territori. Quindi non una nuova arteria, ma una messa in sicurezza dell’attuale Aurelia, con un percorso che ricalca l’attuale è che è condiviso da tutti. Proprio i contrasti sul tracciato, finora, sono stati i principali ostacoli alla realizzazione».

Però nel dpcm “grandi opere” non c’è. Non ci sono né soldi, né commissario.

«Quando sono stato avvertito che era stata esclusa sono sobbalzato sulla sedia. In un primo momento ho temuto un’altra fregatura per la Toscana. Poi, però, ho fatto qualche telefonata a Roma al ministero e gli interlocutori, in assoluta buonafede, mi hanno spiegato che non è stato nominato ancora il commissario perché non è stato ancora perfezionato il passaggio ad Anas (il problema è noto da un anno, Sat chiede 200 milioni di “indennizzo”, ndr). Siccome sono loro che dovranno realizzarla, il commissario dovrà rapportarsi con loro».

E quindi? Quali saranno i tempi?Hanno preso impegni?

«Mi hanno detto che serviranno ancora due o tre mesi per il passaggio, non di più. Credo che, dopo tutti questi anni, non siano 90 giorni a cambiare le carte in tavola. Quindi mi sono sentito di dare loro fiducia, anche se vigileremo giorno per giorno. Insomma, li presseremo».

Quindi c’è una scadenza.

«Sì, tre mesi, non un giorno di più. Poi, la mia determinazione la conoscete bene, nel caso ciò non avvenisse sono pronto ad andare direttamente da Giuseppe Conte per dirgli che la Tirrenica è per noi “la” priorità e che da questa vicenda misurerò la sensibilità con cui il Governo si rapporta alla Toscana».

Un’infrastruttura che non è solo per la costa, ma per l’intera regione.

«Non voglio che i cinque anni della presidenza Giani si caratterizzino per l’interesse su Firenze o l’area centrale, la mia vera ambizione è, fra le altre cose, portare a casa tre passaggi che ritengo fondamentali per la costa. Non prometto, non è da me, ma ce la metteremo tutta: quindi la realizzazione della Darsena Europa, per la quale ci sono anche fondi regionali, la modernizzazione delle strutture ospedaliere, con il nuovo ospedale a Livorno e l’adeguamento di Cisanello e quindi la Tirrenica e il sistema della viabilità. Tre punti chiave. Poi c’è anche il potenziamento dell’aeroporto di Pisa che però, per me, passa dall’impostazione di Toscana Aeroporti, quindi gli intercontinentali al Galilei e i voli di medio e corto raggio a Peretola. Lo vedo come un city-airport, ma Firenze non può farne a meno».

Intanto nel dpcm è stata inserita la Grosseto-Siena, un’altra opera fondamentale. Ci sono soldi e commissario. Non è garanzia del completamento, ma almeno un passo avanti.

«Firenze e Grosseto ora sono più distanti di quanto non dica la cartina. Se si faranno, come spero, i lotti mancanti (in tutto circa 14 km, divisi in due lotti, il 4 e il 9, uno appaltato, uno in progettazione, ndr), sarà possibile coprire il percorso in un’ora e un quarto. Un passo avanti per quella “Toscana diffusa” a cui tengo tanto: penso alla valorizzazione dell’Amiata, ai benefici che potrà averne il turismo maremmano. E la quadratura mi sembra ci sia anche sulla Darsena Europa, importante per il porto di Livorno. È vero, manca la Tirrenica. Ma voi richiamatemi fra tre mesi e vediamo se hanno fatto quello che promettono. Sennò andiamo a Roma da Conte».

Un impegno che si prende il presidente Eugenio Giani e che ci prendiamo anche noi. Tre mesi da oggi per avere risposte. La data è segnata. 

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