Coronavirus, il piano vaccini in Toscana: dosi sicure solo per i richiami. Tegola AstraZeneca

La Regione convocata dal ministro e dal commissario Arcuri. Giani: flusso Pfizer regolare tra 20 giorni

FIRENZE. Col fiato sospeso in attesa dell’inizio della settimana quando dovrebbero arrivare le 29. 250 dosi di vaccino Pfizer che potranno consentire di procedere con i richiami. Ma ieri la giornata ha aggiunto elementi negativi: la Regione è stata convocata dal ministro per gli affari regionali Francesco Boccia e dal commissario per il Covid Domenico Arcuri per fare il punto su una situazione che il presidente della Regione Eugenio Giani ha definito «problematica». Le nubi sulle consegne dell’azienda Pfizer sono aumentate e anche la situazione sulla britannica AstraZeneca, su cui l’Italia ha scommesso, non sembra volta al meglio.

La nuova consegna Pfizer è prevista tra domani e martedì. Quante saranno le dosi in arrivo non è chiaro: se 29. 250, quelle da programma, oppure con l’aggiunta di quelle mancanti della settimana e pari a quasi 11mila. In questo momento vengono fatti i richiami: sono state utilizzate 82. 394 dosi dall’inizio della campagna; 75. 274 sono ancora prime vaccinazioni e 7. 120 richiami. La Regione, come viene spiegato, è programmata «per sopportare un ritardo di 3/4 giorni sulla previsione della prossima consegna». Il presidente Giani spiega che, nell’incontro di ieri sera c’è stata «la raccomandazione di tenere le scorte per le seconde dosi. Non si fidano della programmazione di Pfizer. Noi, con le scorte e l’aggiunta di un piccolo numero di unità, siamo in grado di garantire i richiami ai circa 75mila operatori». Poi «il flusso regolare, ci hanno spiegato, che dovrebbe riprendere intorno al 15 febbraio».


Le priorità per Giani sono queste: prima di sicuro le seconde dosi, poi bisogna procedere con i 60mila operatori sanitari che sono rimasti per concludere la cosiddetta fase 1. E infine procedere con la quella seguente dove sono inseriti gli anziani, quelli con più di 80 anni. «Ma qui vorrei agiungere anche gli insegnanti – ha spiegato Giani – perché stanno a contatto con i bambini e i giovani».

Dopo i ritardi Pfizer, anche il quadro dell’altra casa farmaceutica è a rischio. AstraZeneca, anche se il 29 gennaio avrà l’autorizzazione dall’Ema (Agenzia europea del farmaco), a quanto è stato spiegato, produrrà meno di quello che era stato previsto. Si parla di un taglio del 60%. E anche questo è un problema per la Toscana perché secondo il piano messo a punto l’azienda inglese avrebbe dovuto fornire alla nostra regione 400. 000 dosi solo per il mese di febbraio.

Senza contare, poi, l’incognita sulla fascia di età a cui saranno dirette le dosi, pare alle persone con meno di 55 anni (il che modificherà il piano per gli anziani quando ci saranno fiale a sufficienza anche per loro). —

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