Tirrenica appesa a un filo e anche al governo Conte

Riccardo Breda (Camera di Commercio):  «Il territorio non accetta più promesse»

La Tirrenica è di nuovo – anzi, sempre di più – appesa a un filo. Un filo sottile che può essere spezzato dalla possibile crisi del governo di Giuseppe Conte. Ma anche dall’inerzia del ministero che, dai tempi del decreto Milleproroghe, divenuto legge nel febbraio scorso, quindi quasi un anno fa, non è riuscito ad arrivare un accordo con Sat per l’indennizzo da corrispondere per il passaggio della concessione ad Anas. Sat, è noto da mesi, l’ultimo Pef (piano economico e finanziario) è di novembre, vuole 200 milioni di euro: 160 per le opere già realizzate (i due inutili monconi a nord e a sud) e 40 milioni per il progetto. La Regione, pressata dai territori, chiederà un incontro alla ministra Paola De Micheli, per avere garanzie su tempi, finanziamenti e commissario. Sempre che la ministra resti al suo posto.

Il ministero


La Tirrenica non è stata inserita nel dpcm “grandi opere”, trasmesso nei giorni scorsi da Giuseppe Conte al presidente della Camera Fico per l’esame delle commissioni. Sono 59 le grandi opere che saranno finanziate, con 30 commissari a velocizzare l’iter. Ci sono E78 e Darsena Europa, non la Tirrenica, perché il passaggio della concessione non è completo. E, a ieri, l’incontro decisivo fra ministero e Sat, non c’era ancora stato, nonostante le assicurazioni. Il problema è che il governo rischia di cadere: fra martedì e mercoledì, con il voto sulla relazione del Guardasigilli, si potrebbe andare a un Conti-ter, ma anche ad elezioni. Dipenderà dal toscano Matteo Renzi, che piaccia o no. In questo clima, con le poltrone ballerine, la Tirrenica non è certo una priorità. Insomma, c’è il rischio di ripartire da capo, con un nuovo ministro. E i tempi che si dilatano ancora.

I territori

La lettera aperta di Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio di Livorno e Grosseto e del sindaco della città maremmana, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, è stata inviata ufficialmente anche alla ministra Paola De Micheli, oltre che al presidente Eugenio Giani e all’assessore Stefano Baccelli. «Da Livorno e dalla Maremma – ci dice Breda – arriva una richiesta semplice: parlino chiaro. Ci dicano cosa hanno in mente, senza nascondersi dietro alla scusa del passaggio della concessione. È un problema noto da un anno, da mesi si conoscono le cifre. Diano a Sat ciò che chiede e si proceda, l’economia della costa non può attendere oltre. A mio avviso questi soldi dovrebbero uscire da Anas, poi il finanziamento dell’opera da fondi statali. Siamo stanchi delle promesse, come sempre arrivate in campagna elettorale».

E non è detto che il commissario, quando e se sarà nominato, abbia i poteri di fare tutto molto in fretta, come si augura la costa toscana. E non solo. «Non credo che il commissario sia la panacea per tutti i mali. Certo, avrà il vantaggio di riunire su di sé tutte le decisioni. Ma ci è sempre stato detto che non sarà “straordinario” come a Genova, non avrà i poteri di superare tutti gli ostacoli. A mio avviso la nomina potrebbe essere fatta in fretta, magari scegliendo lo stesso della E78 (Massimo Simonini, amministratore delegato della società, ndr), visto che c’è sempre l’Anas di mezzo. Intanto chiediamo che, almeno, si cominci a lavorare. Con Settimio (Bianciardi, sindaco di Capalbio, scomparso qualche giorno fa per un malore a caccia, ndr) avevamo un accordo con Anas per realizzare intanto un cavalcavia nella zona più a sud per poter chiudere gli incroci a raso e ridurre la pericolosità. Potrebbe essere un primo segnale».

La regione

A Firenze la Tirrenica preoccupa. Perché Eugenio Giani l’ha messa nel suo programma, più volte, negli incontri in campagna elettorale, a Livorno e a Grosseto, ha ribadito che si sarebbe impegnato per la sua realizzazione. Nei giorni scorsi un altro toscano, il maremmano Marco Simiani, responsabile delle infrastrutture del Pd, ha assicurato che ci saranno, a breve, commissario e finanziamenti. Nulla si è mosso e in piazza Duomo, a Firenze, ci si sta muovendo per incontrare la ministra. Crisi permettendo.

Il progetto

La progettazione dell’opera, peraltro, è completa. Da Grosseto Sud ad Ansedonia c’è uno studio dell’Anas per la realizzazione di una strada “tipo B”, cioè una superstrada a scorrimento veloce con sezione di 22 metri e 110 kmh di velocità massima. È previsto un bypass ad Albinia, resta da chiarire meglio l’attraversamento di Orbetello Scalo. Nella zona a nord a di Grosseto e nel tratto di Capalbio il progetto è quello di Sat per l’autostrada. Andrà rivisto per ridurre la sezione, ma il lavoro è marginale rispetto a partire da capo, anche perché si andrà in sovrapposizione rispetto al tracciato attuale.

Ecco, qui ci sono gli unici soldi stanziati al momento, 50 milioni sugli oltre mille necessari per l’opera: serviranno ad acquisire il progetto di Sat. Restano da trovare oltre 900 milioni e c’è il rischio che si vada per lotti funzionali, un pezzetto alla volta.

«Facciano come vogliono – dice ancora Riccardo Breda –, ma i soldi ora devono trovarli. Per la prima volta il tracciato è condiviso da Regione e territori. Abbiamo anche il sì dei comitati locali. C’è un accordo completo. Temiamo una nuova beffa, ma stavolta non ci fermeremo. Le promesse le abbiamo sentite in diretta, è l’ultima volta che ci prendono in giro».

Va anche detto che la scelta del commissario e il possibile finanziamento successivo non porterebbero automaticamente a una soluzione. Troppo spesso in passato le sorprese sono arrivate anche quando le cose sembravano fatte. E qui siamo indietro, molto indietro.

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