Carissimo Pinocchio... Quando il politico promette, non mantiene e poi fa finta di niente

Carissimo Pinocchio... la nostra raccolta (in aggiornamento) di promesse eclatanti non mantenute da parte di politici illustri sul futuro della Toscana. Ecco i nodi al fazzoletto territorio per territorio. Inviateci le vostre segnalazioni a filodiretto@iltirreno.it

Qualcuno ha volato alto. Tanto se si deve promettere per non mantenere, perché non spararle grosse? Qualcuno, invece, l’impegno magari lo ha preso anche in buona fede, pensando di riuscire a mantenerlo. Altri, invece no. Si sono impegnati ad avviare strade, a realizzare progetti fermi da anni, da decenni perché vicini alle elezioni, perché in calo di popolarità, magari anche solo per vanità politica. Il risultato è che la Toscana è piena di opere incompiute o mai iniziate. Che però sono costate tanto: in termini di soldi (per progettazioni, ad esempio) oppure in termini di lavori iniziati e mai finiti. O, peggio ancora, in termini di aspettative. Deludere le aspettative, con promesse non mantenute, crea un danno irreparabile: la perdita di fiducia nelle istituzioni.

Gli esempi di interventi o promesse non mantenute che da oggi Il Tirreno propone in questa pagina sono solo un "assaggio" di quello che la nostra regione, i nostri territori hanno patito e stanno patendo. Alcune situazioni le abbiamo già segnalate con le inchieste in corso sulle infrastrutture: la Tirrenica fantasma, l’Alta velocità che non si sviluppa, l’arretratezza ferroviaria.

Tutto sulle spalle dei Pinocchi della politica locale, regionale, nazionale. Non c’è un livello istituzionale che sia stato risparmiato dalla tentazione di annunci ai quali non sono seguiti i fatti. Già questo sarebbe grave di per sé. Quello, però, è ancora più grave è: 1) che si persevera con le promesse, anche quando non si ha la certezza di poter mantenere gli impegni; 2) che non si chiede mai scusa per quello che si è promesso e non realizzato. Per questo Il Tirreno continuerà a raccontare tutte le bugie che ci sono state dette. Da oggi e per i prossimi giorni. Il materiale, purtroppo, non manca.

Accanto alle promesse, di seguito, tra parentesi, la data di pubblicazione sul giornale.

TOSCANA

MASSIMO D'ALEMA
2000. «Mio governo garante per fare la Tirrenica» (27/02/2020)

È il 28 febbraio 2000. Il presidente del Consiglio Massimo D’Alema e quello della Regione, Vannino Chiti, firmano a Firenze un accordo che prevede 12mila miliardi di lire (circa sei miliardi di euro attuali) per la realizzazione di infrastrutture in Toscana. E D’Alema dichiara: «La presidenza del Consiglio intende seguire la fase di progettazione dell’opera e rendersi garante per arrivare presto all’avvio dei lavori di completamento della dorsale tirrenica, un’arteria molto importante per il Paese». Sono passati quasi 21 anni e, nonostante l’allora sottosegretario ai lavori pubblici, Antonio Bargone, sia diventato presidente Sat, la Tirrenica non c’è.

STEFANIA SACCARDI
«Le case della salute pronte entro il 2020» (06/02/2021)

È il 20 ottobre 2016. L’assessora regionale Stefania Saccardi a Empoli annuncia - davanti ai sindaci - un maxi piano da 54 milioni per le strutture sanitarie della zona. Nel pacchetto c’è anche la realizzazione di quattro Case della salute nella zona del Cuoio: «Tutto pronto entro il 2020, interamente con soldi pubblici». Non solo non sono aperte, ma non c’è neanche un cantiere. Per quella di Ponte a Egola (San Miniato), la macchina si è appena rimessa in moto; a Castelfranco c’è soltanto un rendering, a Santa Croce non si è ancora deciso in maniera definitiva neanche dove farla. E a Fucecchio, dove il "contenitore" c’era già, deve iniziare l’allestimento.

MATTEO RENZI
Dicembre 2016: «Se perdo non mi vedrete più»
(29/01/2021)

«Se perdo al referendum non mi vedrete più». Ecco la promessa non mantenuta di Matteo Renzi, all’epoca premier e segretario del Pd. Prima dell’esito del referendum, a dicembre 2016, in una sua dichiarazione affermò: «Se vince il No, finisce la mia storia politica. Cambio mestiere e non mi vedrete più». E poi aggiungeva: «Con che faccia potrei restare?». Il No, al referendum, ha poi stravinto. Matteo Renzi si dimise dal governo ma non ha lasciato la politica come aveva annunciato. È ancora senatore e leader di Italia viva, partito di cui lui stesso è stato fondatore.

ENRICO ROSSI
Agosto 2013: «Nel 2014 cantieri aperti per la Tirrenica»
(29/01/2021)

Nell’agosto del 2013 Enrico Rossi, all’epoca presidente della Regione, anticipava a Il Tirreno il tracciato della Tirrenica nel tratto da Fonteblanda ad Ansedonia (Grosseto). Un percorso che avrebbe costeggiato la vecchia Aurelia e la ferrovia, con due gallerie e una cassa di espansione ad Albinia. «Un tracciato da limare, ottimizzare, ancora non definitivo - aveva detto sempre a Il Tirreno Enrico Rossi - ma entro un mese e mezzo bisogna dare il parere a Sat e nel 2014 i cantieri devono potersi aprire».La cronaca, però, ci dice che non è stato aperto un bel niente.

ENRICO ROSSI
Gennaio 2011. «La Fi-Pi-Li in sicurezza»
(24/01/2021)

L’ennesima promessa sulla Fi-Pi-Li: mettere in sicurezza la strada. L’annuncio è di Enrico Rossi, presidente della Regione, e cade esattamente dieci anni fa. 22 gennaio 2011. «Non c’è niente di facile nella vita ma ce la faremo» dice Rossi, d’accordo con il ministro Altero Matteoli. Costi: dai due ai tre miliardi. Il 10 marzo, quando governo, Regione e Anas si ritroveranno intorno a un tavolo, la prima mossa sarà quella di verificare la possibilità di un project financing di tre opere insieme: oltre alla Fi-Pi-Li, il tratto della Variante Aurelia da Rosignano a Livorno e la Firenze-Siena. Dieci anni dopo siamo ancora a quel punto.

GIANNI ANSELMI
Aprile 2011. «Tirrenica e 398, ecco i soldi»
(24/01/2021)

Dieci anni fa, poco meno. È il 29 aprile del 2011, in consiglio comunale a Piombino si parla di autostrada Tirrenica e Statale 398. Il sindaco Gianni Anselmi, al suo secondo mandato, risponde alle domande dell’opposizione. «La Tirrenica e la 398 saranno finanziate. Al massimo dovremo rinunciare a delle complanari». Difende l’operato di Antonio Bargone, in quel momento presidente Sat e, insieme, commissario per la Tirrenica e aggiunge: «Nel nuovo progetto non c’è più il Lotto zero di Livorno, ma c’è ancora la 398». Sono passati (quasi) dieci anni. La 398 non c’è. La Tirrenica nemmeno. I soldi? Forse, chissà, più avanti.

LIVORNO - PIOMBINO

SILVIA VELO
«Bonifiche a Piombino bene i tempi celeri con cui ci muoviamo»
(27/02/2021)

Ancora le bonifiche mai iniziate a Piombino. A fine luglio 2014 il comitato esecutivo dell’Accordo di programma per la reindustrializzazione di Piombino, dà un “via libera” al progetto di messa in sicurezza operativa della falda e dei suoli delle aree demaniali dell’area del Sin. Non manca il commento dell’allora sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo: «Sono buone notizie per Piombino. Le schede progettuali saranno trasmesse al dipartimento di sviluppo e coesione e poi alla valutazione del Cipe. Sono soddisfatta del lavoro che stiamo facendo e, in particolare, per i tempi celeri con cui ci stiamo muovendo». Tempi celeri? Sette anni dopo le bonifiche non sono partite.

CLAUDIO DE VINCENTI
2013: «Pronti per il rilancio della siderurgia»
(27/02/2021)

Piombino, 2013. La crisi della fabbrica è pesante. A novembre c’è un incontro al ministero, con il sottosegretario Claudio De Vincenti che, al termine, dichiara: «Come governo siamo impegnati a dare ai lavoratori la certezza di prospettive produttive e occupazionali. Direi proprio che giovedì abbiamo fatto un bel passo avanti in questa direzione e nella direzione di un rilancio della siderurgia». Si spera in una “riconversione ecologica”, poi mai iniziata. Infatti qualche mese dopo, alla fine di aprile del 2014, l’inceneritore verrà spento. E, da quel giorno, la fabbrica entrerà in un tunnel dal quale ancora non è uscita.

MORENO FRANCESCHINI
2011: «Strada terminata», ma è ancora chiusa
(27/02/2021)

Un sindaco, Moreno Franceschini, nel 2011 l’ha anche inaugurata («Finalmente terminata una strada di cui i residenti da tempo chiedevano la sistemazione»), ma quel tratto di asfalto nella zona popolare di San Frediano a Cascina non è mai stata finita. C’è da dire che lo hanno dato per finito due sindaci di centrosinistra, poi anche la Lega con il centrodestra, ma i lavori di quel pezzetto di asfalto fra via Cammeo e via della Libertà, fra San Frediano e Zambra, non sono mai stati completati. Alcuni giorni fa la via era ancora chiusa, sono passati dieci anni dall’“inaugurazione”.

STEFANO CORSINI
«Entro il 2019 i tubi Eni spostati nel microtunnel»
(06/02/2021)

«Nel 2019 avremo i tubi Eni spostati nel microtunnel». Era il novembre 2017 e Stefano Corsini era arrivato da poco al timone dell’Authority dei porti di Livorno e Piombino. Il microtunnel non è un appaltuccio: dopo il trasloco dei tubi si potrà allargare il canale all’area-clou del porto labronico, dunque è considerato il tassello-chiave per gestire la transizione prima di arrivare alla Darsena Europa. È un progetto che Corsini ha ereditato e non si può dire che l’abbia trascurato: ha fatto lì il primo sopralluogo appena nominato presidente. Ma ha ceduto uno dei pozzi e tutto si è bloccato. Finalmente il cantiere è ripartito: ma ora la data per vedere i tubi spostati si andrà alla metà del prossimo anno. Speriamo.

RICCARDO NENCINI
Nel 2017: «398 pronta entro l’anno 2021»
(06/02/2021)

Giugno 2017, il viceministro dei trasporti, Riccardo Nencini, illustra a Piombino il cronoprogramma per la 398: progetto in conferenza dei servizi il 28 giugno, poi al Cipe tra luglio e settembre, quindi progettazione e gara d’appalto entro il primo semestre 2018. Sei mesi di tempo per l’aggiudicazione e nel 2019 l’inizio dei lavori, un paio d’anni per realizzare 3,5 km di strada. «Sono questi i paletti che abbiamo fissato - dice Nencini -. Ho ripescato il progetto non finanziato nell’aprile 2016, mentre a settembre dello stesso anno sono stati messi a disposizione 50 milioni, risultato importante che ci permette di fare delle previsioni positive sui tempi di realizzazione». I lavori non sono mai iniziati.

SILVIA VELO
2014: «Bonifiche a Piombino, via in 200 giorni»
(06/02/2021)

Il 10 novembre (2014, ndr), il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) darà il via libera agli interventi per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino e per la messa in sicurezza operativa della falda e dei suoli delle aree demaniali dell’area Sin (Sito di interesse nazionale) di Piombino per un importo di cinquanta milioni di euro. Lo annunciava una soddisfatta Silvia Velo, allora sottosegretario all’Ambiente: «Siamo passati dalle parole ai fatti in soli duecento giorni e lo abbiamo fatto passo dopo passo dal giorno dell’accordo di programma». Le bonifiche, a oggi, non sono mai iniziate.

ALESSANDRO AURIGI
Aprile 2019: «Si parte con i lavori in via Grande»
(29/01/2021)

Via Grande, dopo il flop del progetto "Pensiamo in grande" della giunta Cosimi, le cose non sono andate meglio con M5s che pure aveva promesso il restyling della principale strada di Livorno. L’intervento era costituito dal rifacimento della pavimentazione: via la "palladiana" mal ridotta, sostituita con il "gres". «La gara per la riqualificazione di via Grande scadrà il 16 aprile, - diceva nel 2019 l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi - procederemo con l’affidamento dei lavori. È ipotizzabile l’apertura del cantiere a giugno 2019». Ma il 26 maggio di quell’anno, le elezioni esclusero dal ballottaggio il M5s e il progetto della nuova via Grande si è fermato lì.

FILIPPO NOGARIN
Novembre 2017. «Tutto pronto per la ciclabile»
(24/01/2021)

Era la metà del novembre 2017 quando l’allora sindaco M5s di Livorno Filippo Nogarin metteva nero su bianco l’annuncio su un post: «Buone notizie in arrivo per i livornesi che si spostano in bicicletta». Il motivo? Presto sarebbe arrivato il via alla «realizzazione di un ulteriore tratto di pista ciclabile sul lungomare», poco meno di tre chilometri in zona Antignano. Anzi, già sono stati ottenuti «600mila euro di fondi europei, cui il Comune aggiungerà altri 200mila euro di risorse proprie». I quattrini ci sono, l’idea pure, lo spazio anche: ma la ciclabile antignanese no.

SAMUELE LIPPI
Febbraio 2019: «Il battello sarà un vero taxi»
(24/01/2021)

Un battello da 12 posti in vetroresina e polistirolo che dalla foce di Marina di Cecina arriverà fino al ponte sulla ferrovia. Avrebbe dovuto partire da marzo 2019 coprire una tratta di circa due chilometri di fiume in 40 minuti. «Il nostro obiettivo – spiegò il sindaco Samuele Lippi nel febbraio 2019 – è duplice: oltre a rendere navigabile il fiume per fini turisti e ambientali, vogliamo far diventare il battello un vero taxi che dal porto trasporterà i passeggeri fino alle porte di Cecina, in via Ginori e in via Circonvallazione». In realtà il battello ha fatto un solo viaggio, quello inaugurale, il 1° aprile 2019. Poi non se n’è fatto più di nulla. E il progetto del fiume Cecina navigabile è rimasto sulla carta.

ENRICO ROSSI
«Se a Piombino non rinasce l’area a caldo vado via»
(23/01/2021)

La giornata è quella giusta. Il luogo anche. Il 1° maggio 2014, la Festa dei lavoratori (e del Lavoro), a Piombino. Enrico Rossi, presidente della Regione, sale sul palco e lancia la sua promessa. Difenderà l’acciaio e l’acciaieria a tutti i costi. L’altoforno. «Vi dico che noi facciamo la battaglia per la riaccensione dell’area a caldo, per Piombino, per la Toscana, per l’Italia e per l’Europa. Dobbiamo vincerla. Se la perdiamo, la mia presidenza è a disposizione, ma non mi ritiro, continuerò la battaglia per questo obiettivo. Metto la mia testa sulla battaglia di Piombino, all’area a caldo non rinunciamo». Infatti l’altoforno è spento. E non si riaccenderà mai.

MATTEO RENZI
«Porterò Blair a Livorno nel 2021 per la scissione»  
(23/01/2021)

Non è uno che lesina promesse, l’ex premier Matteo Renzi. E ne ha avute anche per Livorno quando già non era più capo del governo. L’attuale leader di Italia Viva, il 22 novembre del 2020 (prima di imbarcarsi nella crisi di governo) si era impegnato con la città. Dal suo profilo Twitter aveva lanciato: «Nel 2021 celebreremo l’anniversario della scissione di #Livorno con un grande evento con tanti giovani dove inviterò Tony Blair. perché la sinistra o è riformista o perde e la vittoria di @JoeBiden lo dimostra». La celebrazione della nascita del Pci a Livorno c’è stata, ma di Renzi, Blair e dintorni non si è visto nessuno.

ALESSANDRO COSIMI
«Con me il rilancio di via Grande entro il 2014» 
(23/01/2021)

Via Grande è la strada più frequentata e più conosciuta di Livorno ma anche la più degradata: le promesse di procedere al suo restyling non si sono mai realizzate. Il caso più clamoroso risale al 2009, quando il sindaco Pd Alessandro Cosimi lanciò il progetto "Pensiamo in Grande" per riqualificare tutto il centro a partire dai caratteristici portici. «Tanto verde, arredi moderni, nuova viabilità»: il tutto per 1.250.000 euro e lavori da completare entro la primavera 2014. Risultato: solo qualche traccia. Il suo successore, Filippo Nogarin (M5S), voleva sostituire la pavimentazione danneggiata ma non ha fatto in tempo. E via Grande, oggi, resta trascurata.

PISA - PONTEDERA

LUCA LOTTI
«Tangenziale Pisa i lavori conclusi entro il 2022»  
(23/01/2021)

Era il 12 gennaio 2018. Da Firenze l’allora segretario del Comitato interministeriale della programmazione economica Luca Lotti annunciò l’arrivo dei finanziamenti per i primi lotti della tangenziale di nord-est a Pisa, dalla zona di Madonna dell’Acqua (nel comune di San Giuliano Terme) fino a Cisanello, aggirando l’Aurelia e la città. «I lavori - fu sottolineato - dovranno essere conclusi entro il 2022». Attualmente, però, di cantieri non c’è nemmeno l’ombra. Pochi giorni fa la Provincia di Pisa ha inserito il primo lotto dell’opera nel bilancio di previsione 2021-2023.

FIRENZE - EMPOLI

MONICA PIOVI
Luglio 2013: «Nel 2014 pronto il S. Verdiana»
(29/01/2021)

L’ospedale Santa Verdiana di Castelfiorentino (Firenze)resta un miraggio. «Abbiamo tre obiettivi: mettere in sicurezza il presidio, ricollocare i servizi ed attivare quelli nuovi. Il primo riguarda la riduzione del rischio di resistenza statica dell’edificio con lo svuotamento del blocco più recente entro aprile 2014. Quindi sarà demolito e ricostruito; il secondo è relativo al ricollocamento entro ottobre 2013 dei servizi ambulatoriali che era presenti fino alla primavera scorsa; il terzo l’attivazione dei nuovi servizi già previsti, tra cui l’hospice che è l’assistenza ai pazienti in fase terminale». Così il direttore generale dell’Asl 11 Monica Piovi il 25 luglio 2013. Ad oggi, tutto questo, non si è realizzato.

BRENDA BARNINI
Dicembre 2018. «È ora di dare un teatro alla città» (24/01/2021)

Nel giorno della presentazione della sua candidatura alle scorse amministrative, che poi si sono svolte nel 2019, la sindaca di Empoli Brenda Barnini aveva rilanciato con forza la proposta: «È arrivato il momento di dare un teatro alla città». Un teatro che manca da sempre dopo che durante la seconda guerra mondiale fu distrutto il vecchio Salvini. Su quelle ceneri è stato poi edificato il cinema La Perla che la sindaca voleva trasformare in teatro. Ma ancora a metà mandato non si è visto niente: anzi, le carte in tavola sono cambiate. Pochi giorni fa ha detto che il teatro dovrebbe essere edificato in un’altra area, quella del Palazzo delle Esposizioni.

LUCCA - VERSILIA

LUCA MENESINI
«Ricostruiamo il cavalcavia di Querceta»
(27/02/2021)

A Querceta c’è il caso del cavalcavia. Si tratta di un ponte di proprietà della Provincia che, dopo il caso del Morandi, è emerso che dovrà essere in parte abbattuto e ricostruito. Problemi di sicurezza. Nel dicembre del 2019 il presidente della Provincia, Luca Menesini, diceva: «È in corso la progettazione del ponte da parte dell’ingegnere Raffaello Bartelletti. Si tratta di un progetto esecutivo, quindi una volta in mano, fine dicembre, massimo gennaio 2020, possiamo mandare a gara pubblica i lavori, purché ci sia lo stanziamento finanziario». Ovviamente lo stanziamento non è arrivato in tempo e i lavori non sono mai partiti.

MAURO FAVILLA
2011: «Lucca avrà sul Brennero il planetario»
(27/02/2021)

«Ci sono 700mila euro per completare il planetario»: parole pronunciate nel 2011 dall’ex sindaco di Lucca, Mauro Favilla. Allora il primo cittadino voleva realizzare un planetario e prospettava collaborazioni con la Nasa. Di fatto è stato costruito solo uno scheletro, peraltro irraggiungibile perché al momento non c’è neppure la strada per arrivarci. Siamo a poca distanza dalla via del Brennero. Negli anni si sono succeduti annunci su annunci (poi doveva diventare sede della Misericordia, niente di fatto). Ora il sindaco Tambellini vuole usarlo a fini sportivi perché lì vicino c’è il campo dell’Acquedotto.

ROBERTO VALETTINI
2018: «L’anno prossima pronta la piscina di Quercia»
(27/02/2021)

La vicenda della piscina di Quercia, ad Aulla, si trascina dall’estate 2013. Quando fu chiusa. Ma nel gennaio del 2018 il sindaco di Aulla, Roberto Valettini dichiarava: «Entro questo mese termineranno i lavori relativi al primo lotto, poi potranno partire quelli del secondo, che termineranno entro settembre, sempre che non ci siano imprevisti». Gli imprevisti, a quanto pare, ci sono stati, perché la piscina nel 2021 è ancora chiusa. Ora il sindaco ha raggiunto un accordo con un privato che ha garantito che farà i lavori in dieci mesi prendendo la gestione. Magari sarà la volta buona.

LUCA MENESINI
«Tre anni per il Civitali». Ma i lavori sono fermi
(06/02/2021)

«Serviranno almeno tre anni e dieci milioni per sistemare il Civitali Paladini di via San Nicolao a Lucca e adeguarlo alle normative statiche e antisismiche», scriveva Il Tirreno in cronaca di Lucca il 18 novembre 2018. L’istituto superiore Civitali Paladini aveva chiuso i battenti della sua sede storica per la necessità di un consolidamento antisismico nel giugno precedente. Gli allievi da tre anni fanno lezione in container o altre sedi temporanee. I lavori, di competenza della Provincia guidata dal presidente Luca Menesini, ancora non sono partiti, nonostante il progetto ci sia e i dieci milioni di finanziamento dei mutui Bei pure. I l progetto è stato fermato dal Corepacu, organismo regionale delle Belle Arti.

ALESSANDRO DEL DOTTO
«Lido di Camaiore concorso di idee per l’ex Arlecchino»
(06/02/2021)

C’è un immobile di proprietà del Comune di Camaiore in uno dei punti più belli del lungomare della Versilia che fino ad alcuni anni fa ha ospitato un locale (il bar Arlecchino, molto in voga fra i giovani). Ma che da troppo tempo sta andando in malora. Nel lontano novembre 2016 il sindaco Alessandro Del Dotto assicurò che sarebbe stato recuperato con un concorso di idee «che - disse - dovrà ridisegnare il futuro di quest’area. Un progetto che non avrà ricadute solo su Lido di Camaiore, ma sulla Versilia intera. Il compito di chi amministra è anche quello di allargare lo sguardo al domani». Il domani è arrivato, lo scheletro dell’Arlecchino chiuso è ancora lì.

LUIGI ROVAI
Novembre 2011: «Nel 2014 avremo la Variante»
(29/01/2021)

«La Variante Sarzanese è programmata per il 2014, non c’è motivo di preoccuparsi» diceva nel novembre del 2011 l’allora assessore provinciale alla viabilità della Provincia di Lucca, Luigi Rovai. L’opera, molto importante per gli abitanti di Massarosa, serviva per collegare la frazione di Piano del Quercione allo svincolo autostradale della Bretella deviando di fatto il traffico della Sarzanese che costituisce l’unica arteria di collegamento all’interno del comune versiliese. I tir e i mezzi pesanti che ancora oggi attraversano i centri abitati avrebbero avuto una corsia preferenziale per entrare in autostrada. Per anni è stato un cavallo di battaglia dei politici, il progetto è ormai finito nel dimenticatoio.

ALESSANDRO TAMBELLINI
Giugno 2015: «A settembre via al terminal bus»
(29/01/2021)

Via Grande, dopo il flop del progetto "Pensiamo in grande" della giunta Cosimi, le cose non sono andate meglio con M5s che pure aveva promesso il restyling della principale strada di Livorno. L’intervento era costituito dal rifacimento della pavimentazione: via la "palladiana" mal ridotta, sostituita con il "gres". «La gara per la riqualificazione di via Grande scadrà il 16 aprile, - diceva nel 2019 l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi - procederemo con l’affidamento dei lavori. È ipotizzabile l’apertura del cantiere a giugno 2019». Ma il 26 maggio di quell’anno, le elezioni esclusero dal ballottaggio il M5s e il progetto della nuova via Grande si è fermato lì.

LUCA MENESINI
Novembre 2016. «Ponte sul Serchio, a giugno progetto pronto»
(24/01/2021)

Lucca ha bisogno di un nuovo Ponte sul Serchio. Se ne parla da anni, fra una promessa e l’altra, il più delle volte non mantenute. Per esempio. Il 23 novembre 2016 il da poco eletto presidente della Provincia (ente che dovrà costruire l’opera) Luca Menesini, parlando di una delibera che prevedeva il progetto esecutivo entro il giugno successivo, del 2017 quindi, spiegava di voler «chiudere la progettazione prima, massimo entro fine aprile». Il progetto esecutivo, in realtà, è arrivato solo a febbraio 2020 e (a proposito di assicurazioni) per quanto riguarda la procedura di gara si parla del prossimo febbraio.

GIORGIO DEL GHINGARO
Dicembre 2018: «Stadio riaperto per la Viareggio Cup»
(24/01/2021)

Ieri si sono “festeggiati” i primi mille giorni di chiusura dello Stadio dei Pini di Viareggio, impianto sportivo dal passato glorioso ma dal presente fatiscente. Era infatti il 29 aprile 2018 quando sul suo campo di gioco incrociarono le armi in un derby che sarebbe a suo modo diventato storico Viareggio e Seravezza. Da quel giorno nessun’altra partita si è più disputata ai Pini. Il sindaco della città, Giorgio Del Ghingaro, ha annunciato a più riprese che la struttura sarebbe stata riaperta in virtù di lavori che nessuno ha mai visto, salvo l’abbattimento della gradinata scattato con eccezionale tempismo a pochi giorni dalle elezioni comunali. E la “casa del calcio” viareggina resta tristemente chiusa.

GRAZIANO DELRIO
«Assi viari Lucca l’appalto si farà entro il 2017» 
(23/01/2021)

La fiera delle date promesse a Lucca ruota tutta intorno ai cosiddetti "Assi viari", una sorta di tangenziale che dovrebbe allontanare dai viali intorno alle Mura il traffico proveniente e diretto dalla Piana alla Valle del Serchio. Il 16 ottobre 2013, parlando a una fiera a Lucca, l’allora presidente della Regione Enrico Rossi promise tempi precisi: «Nel 2014 riusciremo ad appaltare i lavori». Fra soldi che non c’erano e progetti da approvare, per anni nessun cantiere è arrivato. Nel 2016, il 22 agosto, il ministro Graziano Delrio auspicava che l’appalto fosse «affidato entro il 2017, primi del 2018 al più tardi». Tre anni dopo non abbiamo ancora il progetto esecutivo.

NICOLA LATTANZI
«Balneazione, fra tre, cinque anni tutto sarà risolto»  
(23/01/2021)

Serviranno «dai tre ai cinque anni per gli interventi per la salvaguardia delle acque». Parole pronunciate l’11 novembre 2014, di fronte ai balneari di Lido di Camaiore e all’allora assessora regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, da Nicola Lattanzi, ex presidente di Gaia (la Spa a partecipazione pubblica che gestisce la rete idrica). Parole che suonavano come il tentativo di prendere tempo, di far capire che il percorso era lungo. Malgrado gli sforzi, il problema non è stato risolto. La spinta è arrivata con un finanziamento milionario alla società nel 2019, ora il termine ultimo dei lavori è dicembre 2022. Intanto i divieti di balneazione anche la scorsa estate non sono mancati.

GROSSETO

GIUSEPPE MONACI
2013: «Fra poco pronte le scale per il Maiano» (27/02/2021)

Inaugurato nel 2013, il bastione Maiano, uno dei punti panoramici più belli sulle Mura medicee di Grosseto, è tornato nel degrado. Certo, tutte le amministrazioni più recenti, ultima compresa, hanno le proprie responsabilità. Ma il progetto è stato lasciato a metà, rendendo l’area di fatto poco utilizzabile. In particolare, al momento dell’inaugurazione, l’allora assessore Giuseppe Monaci disse: «Entro pochi mesi saranno completate le scale per accedere al Maiano dalla piazza del mercato». Otto anni dopo quelle scale, in ferro, non sono mai state realizzate. E il Maiano resta un’area utilizzata solo dai vandali, mai sfruttata per attività “attrattive”.

PIETRO CIUCCI
«Nel 2020 solo mezz’ora fra Siena e Grosseto»
(06/02/2021)

«Nel 2020 ci vorrà solo mezz’ora per andare da Grosseto e Siena»: parole di Pietro Ciucci, allora presidente dell’Anas, all’apertura di un tratto della E78 Grosseto-Siena. Era il 2014 e mancavano ancora il maxi-lotto centrale (5. 6, 7 e 8), oltre al tratto dopo Civitella (lotto 4) e quello nella zona delle risaie, nel senese (lotto 9). Il 2020 è passato, ma ancora fra Grosseto e Siena ci vogliono 50 minuti, code permettendo. Manca da realizzare una galleria e i lotti 4 e 9 non sono ancora stati iniziati. Se tutto va bene mezz’ora ci vorrà solo nel 2023. Se non ci saranno altri stop ai cantieri.

SILVIA VELO
Gennaio 2018: «Bonifica ex Sitoco a inizio 2019»
(24/01/2021)

A Orbetello nel 1991 chiude la fabbrica di concimi chimici Sitoco e da allora si attende la bonifica. Vanno rimosse le polveri rimaste sull’area e che periodicamente si alzano e finiscono a Orbetello Scalo. A oggi l’unico intervento, tampone, è averle coperte con teli. Il progetto complessivo di bonifica ammonta a 34,5 milioni di euro. «Il tempo di approvare il progetto, di pubblicare il bando di gara e la bonifica dovrebbe cominciare a fine 2018-inizio 2019», dichiarava nel gennaio del 2018 l’allora sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo. La Corte dei conti ha sbloccato i soldi ma il progetto è fermo in Regione. Che per tre volte, nel 2020, lo ha dato per imminente. Senza però averlo ancora prodotto.

PISTOIA

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PRATO

MARCO ROMAGNOLI
«Il polo espositivo di Prato integrerà quello fiorentino»
(06/02/2021)

Sono 40 anni che si parla di riconvertire l’area ex Banci, sulla declassata, a Prato, in polo espositivo e ancora è tutto fermo. Si sono succedute molte promesse, si sono scomodati blasonati progettisti. Tra questi Massimiliano Fuksas, chiamato dal Comune nei primi anni Duemila a disegnare il polo espositivo pratese, nell’area ex Banci. Il polo avrebbe dovuto sorgere su un’area da recuperare di 280 mila mq. La Regione Toscana a quel tempo aveva stanziato 10 milioni di euro, con la benedizione dell’allora sindaco di Prato Marco Romagnoli. «Il polo pratese - disse - quale infrastruttura di area metropolitana all’interno delle attività di Firenze Fiere e dei suoi programmi di ampliamento».

SIMONE FAGGI
Settembre 2018: «Piscina di Iolo presto il progetto»
(29/01/2021)

C’è il caso della piscina olimpionica di Iolo. L’impegno di spesa per il progetto (4,8 milioni di euro) è stato inserito nel bilancio di previsione del Comune di Prato (aprile 2018). Nel settembre 2018 il vice sindaco Simone Faggi annuncia che entro la fine dell’anno sarà presentato il progetto, ma già a dicembre i 4,8 milioni di euro vengono dirottati sulla manutenzione degli impianti esistenti. Lo si scoprirà solo nell’ottobre 2019, quando le società sportive insorgono contro la decisione. Nel frattempo, a marzo, durante la campagna elettorale, il Comune aveva ribadito l’intenzione di fare la piscina olimpionica. Alla fine il sindaco Matteo Biffoni spiegherà che i soldi non ci sono mai stati, erano sulla carta.

MATTEO BIFFONI
«Costruiremo il sottopasso del Soccorso»  
(23/01/2021)

Il sottopasso del Soccorso servirà ad allargare il viale Leonardo da Vinci (per i pratesi la Declassata) all’altezza del quartiere del Soccorso, dove si creano sempre lunghe file di auto. Se n’è cominciato a parlare per la prima volta nel 2004, quando la giunta era guidata dal sindaco Marco Romagnoli(Pd), ma ancora non si è iniziato a scavare. La giunta di centrodestra di Roberto Cenni (2009-2014) bloccò il progetto perché voleva un sovrappasso. Nel dicembre 2016 l’attuale sindaco Matteo Biffoni disse che i lavori sarebbero iniziati nel 2017 ma per ora hanno fatto solo le complanari. Lui dà la colpa alla burocrazia.

MASSA - CARRARA

STEFANIA SACCARDI
Luglio 2019: «Risonanza a inizio 2020»
(29/01/2021)

Era il 19 luglio del 2019 quando fu annunciata la svolta per la risonanza magnetica ad alto campo, ormai da cinque anni inattiva nel vecchio ospedale di Massa. In un caldo pomeriggio estivo, l’allora assessora regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, accompagnata dal consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani avevano annunciato l’affidamento dei lavori per il trasferimento dal vecchio ospedale di Massa al monoblocco carrarino. Al piano S (il piano terra) del Centro polispecialistico - avevano spiegato - sarà creato uno spazio ad hoc per ospitare la strumentazione ed essere in grado di ripartire a inizio 2020. Siamo nel 2021, della risonanza nessuna traccia. Neppure magnetica.

FRANCESCO DE PASQUALE
«Cave di Carrara questione annosa. Ci penso io» 
(23/01/2021)

A Carrara (ma non a Massa) dal 1751 ci sono cave di marmo considerate private, chiamate "beni estimati". Cave (circa un terzo del totale) i cui titolari non pagano canone di concessione ma solo contributo di estrazione. In campagna elettorale, il futuro sindaco De Pasquale, 5 stelle, aveva più volte affermato che nel giro di pochissimo tempo avrebbe sistemato una volta per tutte la questione, facendo tornare pubbliche anche quelle cave o porzioni di esse. Peccato che una volta diventato sindaco abbia cambiato versione: «Serve una legge nazionale, non ci posso fare niente». E così, il problema lo ha scaricato a Roma.