Un nato, una stella: a Livorno sopra il reparto di ostetricia spunta il cielo

Nella foto alcuni degli operatori del reparto di ostetricia di Livorno con il soffitto pieno di stelle e nomi

Così al soffitto del reparto di maternità dell’ospedale livornese, al primo piano dell’ottavo padiglione, è spuntata una galassia di stelle gialle con scritti sopra i nomi dei nati nel 2020

LIVORNO. Andateglielo a raccontare alle mamme che stanno per partorire che sarà tutto bello, facile e veloce. Provateci e rischierete un destro. Ma quello che accade ogni giorno nel reparto di ostetricia resta un piccolo grande miracolo. Nonostante tutto. Nonostante il covid che da mesi si mangia pezzi di ospedale e di famiglie. Nonostante i divieti, il disinfettante per le mani e le porte chiuse ai neononni. Nonostante tutto «noi al virus proviamo a dirgli ciaone», agita la mano Sandro mentre spinge il carrello delle pulizie in uno dei corridoi. Così al soffitto del reparto di maternità dell’ospedale di Livorno, al primo piano dell’ottavo padiglione, è spuntata una galassia di stelle gialle con scritti sopra i nomi dei nati nel 2020: Edoardo, Ilenia, Nada, Grace, Viola, Samuele, Marjim, Giorgia...

Le ostetriche hanno tirato giù i registri dagli scaffali e raccontato con questa iniziativa scaccia-buio gli 866 livornesi, bimbe e bimbi, venuti al mondo nell’anno orribile della pandemia: 866 nomi per 860 parti, tre gemellari, più di 600 dei quali gestiti proprio nei mesi delle chiusure forzate e del virus galoppante. «Perché qui, nonostante tutto, la luce continua a splendere», ripete Giulia Benanti, come fosse in un fortino abitato da portatori sani di sorrisi in mezzo alla battaglia. Lei è una delle ostetriche che hanno lanciato l’idea, poi per metterla in pratica ci sono voluti un bel lavoro di squadra e «le mani di chi, beato lui, è alto più di un metro e ottanta e può arrivare al soffitto», scherza Sara Pacini, altra ostetrica, da dietro la mascherina e la bandana.


Anche il reparto di maternità livornese, come molti altri sparsi per la Toscana, settimana dopo settimana ha dovuto fare i conti con pazienti positive al covid: per ora, per fortuna, qui i casi di mamme a rischio si sono fermati a sei, nonostante i numeri record di persone positive registrati a Livorno nell’ultimo periodo. «Queste mamme sono arrivate tutte nella seconda ondata – racconta il primario Sergio Abate – il gruppo di lavoro è stato attento, unito, è andato tutto bene. Dopo le dimissioni abbiamo continuato a sentirle per telefono e le donne che hanno dato il loro consenso sono entrate a fare parte di uno studio nazionale che portiamo avanti in collaborazione con l’ospedale di Careggi». Se chiedete al primario cosa gli ha insegnato il difficile anno appena passato vi risponderà: «A non dare niente per scontato». Mentre negli occhi si tiene un’immagine, un flash: «Una mamma che in piena emergenza covid ha deciso di partorire in modo naturale due gemelle, Ludovica e Ginevra. Un bel parto gemellare naturale, nonostante tutto...».

Nonostante tutto sembra diventato il tormentone del reparto. E di tante neomamme. Jenny Botti è fra quelle che sono arrivate in ospedale col pancione a inizio giugno. Non si può dire che la sua Everly sia arrivata in punta di piedi: «È stato un parto difficile, un cesareo particolare che per via delle visite ridotte per le misure anti covid ho dovuto affrontare senza gli aiuti di gran parte della famiglia, aiuti che invece avevo avuto per il primo figlio». «Ma con me in ospedale – aggiunge subito dopo – avevo la mia compagna di stanza, i medici, le ostetriche, le infermiere e alla fine tutta questa situazione mi ha tirato fuori una forza che non credevo di avere». «È vero – chiude – l’anno appena passato è stato brutto, segnato da tanti morti, ma la gioia di avere dato la vita è grandissima».

I babbi mese dopo mese sono entrati in reparto un po’ con il contagocce: due ore, un quarto d’ora, tempo variabile a seconda dell’emergenza. Fuori nonni, zii e le file di cugini che hanno affollato i corridoi nelle ore del passo fino a inizio 2020 e che qualche anno fa, a Livorno, avevano l’abitudine ingombrante di tappezzare con i nomi dei nuovi nati le pareti del vecchio reparto. Ma il covid non si è portato via l’aria di casa. E neppure i nomi, questa volta spuntati nel cielo di ostetricia per le feste di fine anno e non più tolti. In un video che sta facendo il giro delle bacheche social dei livornesi, le ostetriche e l’unico ostetrico del reparto, insieme alle ginecologhe, ai ginecologi e alle infermiere, si esibiscono in una carrellata di foto-ringraziamenti alle mamme. In mano una fazzolettata di cartelli. Sì, un po’ al miele, ma viva il buonumore: «Siamo arrivati alla fine di questo anno così particolare in cui abbiamo dovuto imparare a sorridere con gli occhi, a stare vicini anche nella distanza, ad essere tutto quando non c’era nessun altro, a far vincere l’amore sulla paura, volevamo dirvi grazie perché siete state la nostra forza, qui dove nonostante tutto la luce continua a splendere». —

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