Tirrenica, ecco l'ennesima bugia: niente commissario

L’Aurelia a Capalbio e i commissari Massimo Simonini e Luciano Guerrieri

Salta ancora la nomina che può aprire la strada ai finanziamenti europei

Segnatevi questa data: 20 gennaio 2021. Perché ne parleremo a lungo. È il giorno in cui il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha inviato al presidente della Camera, Roberto Fico, lo schema del nuovo Dpcm sulle infrastrutture, comprensivo dell’elenco di quelle da finanziare e da commissariare. Ci sono anche tutti i nomi dei commissari.

Nello schema, per la Toscana, ci sono la E78 “Due mari” e la Darsena Europa. Ma, un po’ come in un gioco delle tre carte o come la favola di Pinocchio, la Tirrenica non c’è. Sparita. Si obietterà che ancora c’è il problema dell’“indennizzo” (160 milioni per le opere già realizzate, 40 per il progetto) da versare a Sat per il passaggio della concessione ad Anas, ma il problema è noto da quasi un anno e non è stato ancora risolto. E solo una settimana fa, dal Pd, facevano sapere che «La Tirrenica è fra le opere da commissariare». Invece serviranno altro tempo, un altro Dpcm e, soprattutto, i soldi, visto che fra quelli stanziati per tutte le opere (circa 200 miliardi) e quelli necessari (273), la differenza non è poca. La Tirrenica, quindi, se tutto va bene, andrà in coda. Una coda lunghissima, visto che se ne parla dal 1968. E già si sono scatenate le proteste del territorio, in particolare da parte del presidente della Camera di Commercio di Grosseto e Livorno, Riccardo Breda, e del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che hanno scritto una dura lettera congiunta al ministro delle infrastrutture Paola De Micheli e al presidente della Regione, Eugenio Giani: «Sono settimane che i giornali – ci ha detto Breda – e Il Tirreno in particolare, segnalano i problemi per un’opera fondamentale per il territorio. Non abbiamo visto una presa di posizione da parte delle istituzioni regionali, così abbiamo preso carta e penna. Non si può più rinviare».


Il decreto individua Luciano Guerrieri come commissario straordinario per la Darsena Europa di Livorno, scelta che ha un senso, visto che sta per insediarsi come presidente dell’Autorità portuale. Dovrebbe succedere a marzo, la nomina a commissario scatterà in quel momento. Si tratta di un’opera decisiva per la città, dal costo complessivo di 860 milioni. Al momento ne sono stanziati 250 dalla Regione, 60 dall’Autorità portuale, altri 250 dal ministero, già approvati dal Cipe.

Per la E78 il commissario straordinario individuato è l’amministratore delegato di Anas Massimo Simonini, la società che dovrà realizzare i tratti ancora mancanti. Il costo complessivo è di 1921 milioni di euro. Al momento, su vari capitoli, ne sono stanziati quasi 520. Restano da realizzare, fra Grosseto e Siena, il lotto 4 (2,8 km, 105 milioni, gara già fatta), il lotto 9 (11,8 km, 180 milioni, al progetto esecutivo), la seconda galleria di Pari (33 milioni, in progettazione) e, oltre Siena, 84 km divisi in 14 lotti (1707 milioni, in progettazione). I commissari straordinari, nell’intenzione del decreto che li ha istituiti, hanno la funzione di accentrare su di sé tutte le decisioni, superando i numerosi lacci e lacciuoli che, nel tempo, hanno fermato molte grandi opere in Italia. Un po’ come è successo a Genova, con il nuovo ponte Morandi.

La Tirrenica è fuori dal decreto, nonostante le promesse non ci sono né il commissario né i soldi necessari (un miliardo di euro): questi ultimi al momento sono solo un numero su un foglio. Sono stati stanziati solo 50 milioni per acquisire il progetto da Sat, poi si pensa di andare avanti per “lotti funzionali”, cercando i finanziamenti un pezzo alla volta. Come è successo per la Grosseto-Siena (25 lotti) che, da trent’anni, è ancora incompleta. C’è il rischio, quando e se saranno aperti, di convivere con i cantieri a lungo, passando ogni pochi km da un pezzo di strada nuovo a uno vecchio. Speriamo di essere smentiti. Intanto il presidente della Camera di Commercio di Livorno e Grosseto, Riccardo Breda, e il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, hanno preso carta e penna e scritto alla ministra De Micheli e al presidente Giani. «L’intero territorio – scrivono – sta seguendo le notizie di questi giorni sul completamento del Corridoio tirrenico con sgomento, delusione e perplessità. In merito alla messa in sicurezza di un’arteria fondamentale per lo sviluppo della Maremma, della Toscana e dell’Italia tutta sono state date negli scorsi mesi precise rassicurazioni da parte vostra e dei vostri rappresentanti istituzionali. Dopo proteste e molte richieste il ministro, in visita sul territorio pochi mesi fa, aveva garantito personalmente, la realizzazione del Corridoio Tirrenico, accelerandone al massimo l’iter. Il presidente della Regione Toscana Giani, nel corso della campagna elettorale, aveva promesso al territorio che questo argomento sarebbe stato al centro della sua azione di governo. Le notizie hanno invece confermato l’assenza dell’opera tra quelle a cui è stato assegnato un commissario straordinario. Si apprende dalla stampa, anziché per le vie istituzionali, che la causa dell’ennesimo ritardo sarebbe il passaggio della concessione da Sat ad Anas. Quindi? Come e in quali tempi il governo pensa di risolvere la questione, non nuova peraltro? Questo è intollerabile. Con questa lettera chiediamo quindi al ministro tempi certi e modalità per la realizzazione della Tirrenica. Chiediamo inoltre la stessa cosa al presidente e all’assessore ai Trasporti della Regione Toscana».

Posizione che prende anche l’onorevole Luca Sani che si dice soddisfatto per il commissario per la E78 ma dice: «È ora necessario un intervento analogo per promuovere la realizzazione della Tirrenica, sburocratizzando l'iter e utilizzando i fondi europei: è un’ infrastruttura viaria indispensabile». —

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