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Focolai in calo in Toscana, resteremo gialli. Caos Pfizer: sui vaccini non c’è più certezza

Contagi: ecco i dati in mano alla Regione in vista della nuova Cabina di regia. L'assessore alla sanità Bezzini: Pfizer non dà garanzie, per ora sicuri solo i richiami 

FIRENZE. Per una volta non sarà l’Rt il principio regolatore delle nostre vite. Non sarà l’indice di contagio diventato una specie di “divinità” nella pandemia a decidere il colore in cui la Toscana verrà traghettata la prossima settimana. Certo, continua ad avere un peso e quello contenuto nella bozza di monitoraggio arrivata ieri sera dall’Istituto superiore di sanità ai vertici della task force regionale indicava un dato compreso fra 0,95 e 1,02, dunque il margine inferiore, quello preso come riferimento, salverebbe la regione da una nuova stretta.

La Toscana dovrebbe restare in zona gialla anche la prossima settimana, dunque. Ma a rassicurare il presidente Eugenio Giani, l’assessore Simone Bezzini e i vertici del dipartimento di sanità sono ormai anche altri parametri determinanti per restare nella classe di rischio basso: il numero dei contagi settimanali, l’incidenza sulla popolazione e il numero dei focolai. «Tutti indicatori – spiega Carlo Tomassini, direttore del dipartimento di sanità – che secondo i nostri calcoli sono in calo rispetto alla settimana presa in esame nel precedente report della Cabina di regia». Insomma, anche se il margine più basso dell’Rt fosse stato sopra l’1, la Toscana sarebbe comunque sfuggita al passaggio di fascia, dicono gli esperti in Regione. Oggi invieranno le ultime osservazioni sulla bozza alla Cabina di regia e venerdì, dopo l’ultima riunione, il ministro Roberto Speranza varerà le ordinanze per la conferma o il passaggio di colore. Ma nessuno in Regione si aspetta un terremoto. In fondo, anche nella settimana dall’11 al 17 gennaio, quella presa in esame dal report, la Toscana ha continuato a registrare una lieve ma costante diminuzione dei contagi. E continuano a non destare preoccupazione i ricoveri, ancora sotto la soglia di rischio, sia in terapia intensiva che nei reparti di degenza ordinaria.


A un sisma organizzativo invece la sanità regionale sta cercando di rispondere nella campagna vaccinale. Perché se ieri sono arrivate (in ritardo) le forniture tagliate del 36% dalla Pfizer, «non c’è ancora grande certezza sulle consegne future», ammette Bezzini. Un vuoto che rende impossibile programmare nuove vaccinazioni. Per ora la Toscana è in grado di garantire i richiami fino al 29 gennaio, ma non può aprire a nuove prenotazioni utili a completare la fase 1 sebbene negli ultimi due giorni il portale “Prenota vaccino” abbia raccolto le pre-adesioni di altre 16mila persone. Medici di famiglia e operatori sanitari che ancora aspettano di fare la prima dose. «La fornitura dei vaccini anti-Covid della Pfizer-Biontech alla Toscana ha subito questa settimana un ridimensionamento del 36%. E questo ci imporrà di concentrarci solo sulla seconda dose, che verrà garantita», dice Bezzini. Proprio ieri mattina è arrivato il grosso della quarta fornitura attesa per martedì: 11.700 dosi delle 18.720 annunciate da Pfizer. Comunque molte meno delle 29.250 previste nella scaletta garantita a fine dicembre. Ma sul futuro ancora la situazione è nebulosa. «Siamo in attesa di una nuova fornitura la prossima settimana che, seppure decurtata, ci consentirebbe di arrivare a fine mese, ma non abbiamo conferme», spiega l’assessore.

Tanto che si dice «preoccupato per la scelta di Pfizer». Ed è solo grazie al portale di prenotazioni online che la Toscana è riuscita a limitare i danni. «Con un sms – dice Bezzini – siamo riusciti a congelare e riprogrammare gli appuntamenti di migliaia di persone. Senza sarebbe stato il caos». Ad alcune regioni, infatti, la casa farmaceutica ha tagliato le consegne del 50%, e così adesso il governo ha chiesto di attuare un meccanismo di solidarietà fra regioni: chi ha ricevuto di più aiuterà chi ha ricevuto meno. «Noi non subiremo altri tagli», rassicura Bezzini, ma è chiaro che Pfizer si è rivelata «gravemente scoordinata, per questo Regioni e governo nell’ultima riunione hanno deciso di intraprendere contro la casa farmaceutica una azione legale». 

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