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Perini, accordo sul maxiprestito per salvare i cantieri del lusso

Il fondo internazionale Blue Skye garantisce i 30 milioni per rilanciare l’azienda. Ora manca il via libero al salvataggio da parte del tribunale fallimentare di Lucca

VIAREGGIO. La conferma ufficiale – da parte della società Fenix Srl, proprietaria di Perini Navi – è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, dopo un rincorrersi di silenzi: «Perini Navi e Fenix Holding comunicano di aver firmato, in data 18 gennaio 2021, un accordo con i fondi di investimento Blue Skye e Arena Investors. L’offerta vincolante presentata da Blue Skye e Arena Investors prevede l'emissione di un bond a 4 anni da 30 milioni di euro in prededuzione». Trenta milioni per ripartire, dopo uno stop alla produzione che dura da quasi un anno in seguito dalla domanda di concordato in bianco depositata al Tribunale di Lucca nel maggio 2020. Trenta milioni che – così lo strumento della prededuzione – in caso di fallimento dell’azienda, conquistano la testa delle somme da restituire. Adesso, lo spiega ancora l’azienda della nautica famosa in tutto il mondo, «il passo successivo sarà ottenere da parte del giudice del Tribunale di Lucca il via libera all'accordo di ristrutturazione previsto dall’articolo 182-bis della legge finanziaria, al fine di salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale, con il miglior soddisfacimento per i creditori sociali». L’opzione del rilancio attraverso il maxi prestito del Fondo «consentirà all’azienda di ripartire nel modo più veloce, garantendo continuità, operatività nei siti produttivi di Viareggio e La Spezia, senza alcuna modifica alle concessioni. Resta confermata la cessione del cantiere turco».

Soluzione tutta finanziaria, dunque. Alla quale si contrapponeva quella industriale basata da una parte sulla proposta avanzata da Sanlorenzo di patron Massimo Perotti, e dall’altra sull’interessamento di Ferretti Group. La multinazionale della nautica, rappresentata dall’amministratore delegato Alberto Galassi, la scorsa settimana ha ufficializzato il proprio interesse a partecipare al concordato. Ed è la stessa Ferretti che potrebbe entrare nello scenario aperto dall’intesa Fenix–Blue Skye con una acquisizione del cantiere di La Spezia. Pur difendendo Perini Navi – al momento – l’unitarietà dei siti produttivi. Interpellato dal Tirreno, l’ufficio stampa Ferretti Group smentisce che vi siano al momento passi verso una possibile acquisizione dei debiti Perini Navi nei confronti di Monte dei Paschi, Banca Intesa e Ifis. Nessuno ha avuto accesso alla documentazione Perini Navi, viene ricordato. ll debito con Unicredit, invece – secondo le indiscrezioni circolate – sarebbe stato riacquistato dalla famiglia Tabacchi attraverso la Fenix. Si tratta, per quanto riguarda l’esposizione nei confronti del sistema bancario di una cifra intorno ai 26 milioni di euro. Ai quali si sommano: 28 milioni verso i fornitori; 5 verso gli obbligazionisti; 21 verso i clienti alla voce conto anticipo; tre milioni e mezzo circa per le voci Tfr, rateo ferie e altro; ad un milione ammontano i debiti tributari. Vanno aggiunti, inoltre, il pagamento del gruppo di professionisti per l’operazione di salvataggio , per una spesa di due milioni e mezzo circa; e circa otto milioni di perdite di gestione.


A completare il quadro, un altro pezzo del complicato puzzle: la garanzia che la famiglia Tabacchi avrebbe fornito personalmente per il buon fine della realizzazione della barca “Katama”, ordinata da Larry Ellison, patron di Oracle e secondo azionista di Tesla. Garanzia – così le indiscrezioni – da 50 milioni di euro.

Così lo scenario, che prevede anche lo stralcio al 50% per i debiti verso i fornitori e la merce comunque garantita, all’attenzione dei giudici del Tribunale di Lucca nell’udienza già fissata al 26 gennaio. Con la richiesta di fallimento presentata dal pm della Procura di Lucca dopo l’udienza del 12 gennaio scorso che ha visto soddisfatti due creditori per somme rispettivamente intorno a diecimila e 200mila euro.

La scelta della proprietà Perini Navi vede la Fiom-Cgil provincia di Lucca ribadire la propria contrarietà: «Il 26 il Tribunale potrebbe dare il via alle procedure concorsuali. I responsabili di questa situazione hanno un nome ed un cognome: l'attuale proprietà e l'attuale amministratore delegato. Chi ha creato questo disastro è bene si faccia da parte», dichiara il segretario generale, Mauro Rossi

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