Coronavirus, seconda dose di vaccino. Il primario Luchi: «Anche per chi l'ha ricevuta è ancora presto per abbracciarsi»

Il dottor Luchi, direttore di Malattie infettive al San Luca di Lucca

Il responsabile di Malattie infettive dell’ospedale di Lucca è tra coloro che hanno ricevuto il richiamo: «Immunità di gregge al 75%-80% della popolazione vaccinata»

LUCCA. «Il vaccino contro il Covid? Un risultato storico. Ma è vietato abbassare la guardia. O, meglio, la mascherina». Il dottor Sauro Luchi, direttore del reparto malattie infettive del San Luca di Lucca, è stato il primo del suo ospedale a cui, ieri, è stata somministrata la seconda dose di vaccino Pfizer-BioNTech. Era stato il primo vaccinato a Lucca anche il 27 dicembre, in avvio della campagna europea anti-Covid. Prima dose e primo richiamo, dunque. Ora è “protetto”. Ma – ammonisce – l’attenzione deve restare alta.

Dottor Luchi, cosa significa aver ricevuto la seconda dose di vaccino? Potremo tornare ad abbracciarci? «No. Questo è un aspetto importante su cui bisogna insistere. Dovremo continuare a indossare la mascherina così come dovremo rispettare tutte le buone pratiche alle quali siamo stati abituati in quest’ultimo anno: sanificazione delle mani e distanziamento interpersonale, compresi. Resta il fatto, comunque, che il vaccino sia un risultato storico».


In che senso?

«Basti pensare ai tempi rapidi con cui la ricerca scientifica è riuscita a produrlo, garantendo una copertura del 95% dalla malattia e con effetti collaterali simili a quelli di altri vaccini. I colleghi, in queste ultime tre settimane, non hanno avuto alcun problema dopo la somministrazione della dose. Un ottimo risultato, direi».

Lei parla di copertura del vaccino pari al 95%: significa che il Covid si può contrarre lo stesso, anche dopo il richiamo?

«Su questo aspetto ci sono ancora studi in corso. Resta da capire, infatti, se il vaccino contro il Covid garantisca una copertura contro lo sviluppo della malattia, mitigandone i suoi effetti e rendendola di conseguenza meno grave, riducendo i ricoveri in ospedale ed eliminando la mortalità, in sostanza. Oppure se sia in grado di proteggere dall’infezione vera e propria. Questa seconda ipotesi è plausibile, ma non ancora confermata».

Come dobbiamo comportarci, allora?

«Dobbiamo continuare a proteggerci con i dispositivi di protezione individuale. Non possiamo fare altrimenti, per il momento».

Ora c’è stato il richiamo del vaccino: ma è già efficace, subito dopo l’iniezione della seconda dose?

«No, per essere il vaccino pienamente efficace, dovrà trascorrere almeno una settimana dalla somministrazione della seconda dose. Tuttavia, gli studi mostrano come già a distanza di 10-12 giorni dalla prima dose vi sia già una discreta copertura rispetto all’infezione. Per la copertura massimale, però, bisognerà attendere 7 giorni dal richiamo».

Quanto dura l’efficacia del vaccino anti-Covid-19? «Anche qui è difficile dare una risposta perché la durata non è ancora definita con certezza. Il periodo di osservazione deggli effetti del vaccino è stato di pochi mesi e, dunque, dobbiamo richiamare le conoscenze che abbiamo a disposizione su altri tipi di coronavirus. Questi indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi».

Qual è l’obiettivo della campagna vaccinale? E quando potremo tirare un sospiro di sollievo?

«Dovremo aspettare che la circolazione del virus si blocchi e, per farlo, dovremo raggiungere l’immunità di gregge. Che, con ogni probabilità, ci sarà quando il 75-80% della popolazione avrà ricevuto il vaccino. Fino ad allora dobbiamo continuare a prestare la massima attenzione. Senza abbassare la guardia, mai». 



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