Vaccinazioni, Pfizer riduce le consegne: la Toscana stoppa le prime iniezioni

L'assessore regionale Bezzini: «Il dato grave in questa situazione  è che nessuno da Roma ci ha informati della riduzione della fornitura di Pfizer»

Il messaggio arriva nel pomeriggio per whatsapp. «Causa riduzione forniture vaccini a livello nazionale, se la tua prenotazione è nei giorni 18, 19, 20 o 21 (gennaio: insomma da domani a giovedì) è annullata (tutto maiuscolo)». Per rassicurare, però, gli operatori della sanità, la Regione Toscana aggiunge: ti arriverà sms con nuova data.

In poche righe, la Regione sintetizza il disastro Pfizer. Il colosso dei vaccini - che al momento si trova quasi in una situazione di monopolio (l’americana Moderna in Italia e in Europa manda solo forniture residuali) - non è in grado di far fronte alla produzione promessa. E quindi – spiega Simone Bezzini, assessore regionale alla Sanità in Toscana – è stato necessario riorganizzare la vaccinazione della prima fase. Nel timore di non avere dosi sufficienti per tutti, la Regione ha deciso di sospendere le “nuove vaccinazioni” - chi da domani doveva sottoporsi alla prima dose - in modo da garantire il richiamo a chi si è già vaccinato. La seconda dose, infatti, è essenziale per garantire l’efficacia del trattamento.


«Il dato grave in questa situazione – osserva Bezzini - è che nessuno da Roma ci ha informati della riduzione della fornitura di Pfizer. Da giorni assistiamo a un balletto delle cifre sulle riduzioni delle dosi che ci sarnno destinate. Poi ci arriva all’ultimo momento una comunicazione secondo la quale la nostra fornitura sarà al 65% di quella prevista». Di fronte al “taglio”, la scelta della Regione, dunque, è stata di dirottare 6900 dosi previste per la prima somministrazione su chi deve fare il richiamo.

Questo significa che il nuovo calendario delle vaccinazioni in Toscana è così organizzato: oggi si vaccinano tutti, sia chi deve avere la prima dose (di vaccino Moderna) che il richiamo (di vaccino Pfizer per 620 persone). Da domani si procede solo con i richiami di vaccino Pfizer per 4 giorni.

Appena torna la fornitura ordinaria si riparte con le vaccinazioni di prima dose per tutti gli operatori della sanità. «Questo rallentamento – conclude Bezzini - al momento non ci preoccupa perché la Toscana è fra le prime 3 regioni per vaccinazioni». Pfizer permettendo.

Comunque i richiami per chi era stato vaccinato il 27 dicembre iniziano anche nelle altre regioni da oggi. Con il problema che Pfizer-BioNTech manderà in Italia (da domani) il 29% in meno delle dosi previste: invece di 490mila fiale ne arriveranno circa 140mila in meno. Inoltre sarà Pfizer a stabilire quanti vassoi trattenere da ogni spedizione verso gli hub regionali, a prescindere dall’andamento locale della campagna. Qualcuno potrebbe subire una riduzione anche maggiore del 30%, qualcun altro, invece, avrà una differenza minima rispetto alle dosi attese. In Piemonte, ad esempio, arriveranno 6mila dosi in meno destinate alla Asl di Torino e alla Città della Salute. Sarà solo per questa settimana, hanno assicurato le due aziende farmaceutiche, anche per placare le proteste e le minacce di azioni legali. Perché il piano vendite è stato rivisto tutto a svantaggio dell’Ue, visto che in Gran Bretagna, Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi le dosi non sono state ridotte. Probabilmente perché il prezzo che pagano per ogni singola dose è più alto (ma non si sa, i contratti non sono pubblici).

Per ottenere un futuro aumento della produzione, è la motivazione ufficiale, sono previsti dei lavori all’interno dello stabilimento di Puurs, in Belgio, che causeranno «una riduzione temporanea del numero di dosi distribuite nella prossima settimana. Torneremo al programma originale di consegne nell’Unione europea a partire dal 25 gennaio», hanno fatto sapere Pfizer e BioNTech. Aggiungendo che così potranno garantire «un aumento delle consegne dal 15 febbraio, inviando l’intera quantità di vaccino per cui ci si è impegnati nel primo trimestre e molto di più nel secondo trimestre». Impegni che Arcuri ha chiesto vengano messi per iscritto, per cautelarsi in caso di sorprese negative nelle prossime settimane: «Come facciamo a essere sicuri che le altre consegne saranno regolari? », si domandano dal suo staff. Il Commissario ieri ha parlato al telefono con i rappresentanti di Pfizer, ribadendo la minaccia di azioni legali in caso di mancato ripristino delle forniture previste: «Va bene il mercato, le cui dinamiche vanno rispettate – ha detto – ma il mercato non può calpestare il diritto alla salute dei cittadini italiani ed europei».

Sempre ieri, Arcuri ha scritto ai presidenti delle Regioni, per raccomandare «un’attenta definizione del calendario delle vaccinazioni, bilanciando correttamente le prime e le seconde dosi. Le Asl devono valutare se è necessario rallentare». Sarà inevitabile, si ragiona negli uffici del Commissario, rimandare la vaccinazione per una quota non irrilevante di persone, proprio quando dovrebbe partire l’attesa “fase 2”, per anziani over 80 e malati cronici. In diverse Regioni lo stop è già avvenuto, come in Sicilia: «In alcune province, dove il magazzino non era adeguato, abbiamo dovuto praticamente sospendere la campagna vaccinale per garantire i richiami», ha spiegato l’assessore alla Sanità, Ruggero Razza. La Regione Toscana ha deciso di «annullare le prenotazioni della prima dose previste per i giorni 18, 19, 20 e 21 gennaio per garantire le seconde dosi». Proprio la Toscana, con Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Umbria è tra le Regioni che hanno vaccinato di più e consumato più dosi, oltre l’80% di quelle ricevute, e che quindi hanno scorte insufficienti. Lo stesso Arcuri aveva consigliato di tenere da parte un 30% di dosi, da usare in caso di emergenza. Dal primo febbraio, saranno oltre mezzo milione gli italiani che dovranno ricevere la seconda dose. Se Pfizer non mantiene le promesse, saranno guai. —

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