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Turismo: niente extra europei fino al 2022, rischio fallimento per il sistema toscano

Il professor Bellini: «Il settore rischia di andare in mano agli stranieri». I progetti per potenziare le offerte per gli italiani

Niente americani e neppure niente asiatici fino all’anno prossimo. Inutile alimentare false speranze fino al 2021, se va bene, il turismo extraeuropeo non riprenderà. E solo nel 2023 si prevede di tornare ai livelli del 2019. Dati di previsione non ce ne sono ma a mancare sono anche le incertezze tanto che la Regione Toscana, con Toscana Promozione, dà questo scenario per scontato e ha lavorato su due opzioni: uno, incentivare il turismo interno e, due, far sognare, solo sognare per adesso, la Toscana a chi sta lontano e non può raggiungerci. Ma lo farà.

I sogni aiutano a mantenere vivo il desiderio di un viaggio ma non portano lavoro a breve con il rischio di veder naufragare una dietro l’altra quelle attività legate al turismo in particolare nelle città d’arte. Pisa e Firenze in testa. Niente voli, niente turisti. «Nel 2021 - conferma senza alcun dubbio Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione - molto difficilmente avremo turisti extraeuropei perché oltre all’incertezza legata al Covid mancano i flussi aerei per le lunghe percorrenze».


LA RIPRESA NEL 2022

«Stiamo lavorando perché in previsione della riattivazione delle rotte, nel 2022, ci si possa far trovare pronti», aggiunge Palumbo. «Contemporaneamente abbiamo rafforzato l’offerta destinata al turismo di prossimità approfittando per ridisegnare complessivamente l’offerta turistica». «Ci aspettiamo – dice l’assessore regionale al turismo LeonardoMarras - che il 2021 sia ancora un anno che privilegerà il turismo di prossimità per poi allungarsi magari verso il medio raggio. Difficile dire oggi quando si potrà tornare a visitare la Toscana anche dalle parti più lontane del mondo».

VERSO IL CAMBIAMENTO

Difficilmente sarà tutto uguale a prima. «Prendere un volo per spostarsi in futuro - spiega Marras - sarà probabilmente più costoso. Ci saranno sicuramente compagnie che falliranno e sarà più complicato organizzare viaggi lunghi nel mondo. Il 2020 ha visto il 90 per cento dei voli cancellati. Ci sono aree che hanno sofferto flessioni nelle presenze del 30 per cento, altri dove le perdite sono state del 70 per cento. Ma lavorare oggi sul lungo raggio sarà un investimento per il futuro».

CITTÀ D’ARTE PENALIZZATE

Le città d’arte con in testa Pisa e Firenze subiranno i danni maggiori di questo stop forzato. E che danni. «Una ripresa nel 2022 è la previsione più ottimistica che possiamo fare», interviene sull’argomento Nicola Bellini, professore di management del turismo della scuola superiore Sant’Anna e già direttore dell’Irpet toscana. «I vaccini risolveranno il problema? In quali tempi? Il 2022 sarà ancora un anno di transizione con una ripresa reale che non arriverà prima del 2023».

UN SETTORE IN VENDITA

E gli operatori, tutto il comparto del turismo in Toscana, che fine faranno?«Non lo so», commenta amareggiato Bellini. «So che le aziende turistiche della nostra regione non sono così forti finanziariamente. Oggi quello che conta è avere le risorse per stare in apnea. Lo scenario più probabile quando i flussi riprenderanno è che molti non ce l’avranno fatta e qualcuno li sostituirà. Altri invece li avranno comprati gruppi stranieri e questa nostra ricchezza andrà all’estero com’è accaduto per altri settori. Gli operatori stanno facendo i loro conti e ho sentito valutazioni molto pessimistiche».

LE ALTERNATIVE: I PROGETTI

Veniamo alla programmazione per limitare i danni con un investimento, principalmente di marketing, di 6 milioni e 334mila euro. “Appunti” di viaggio da proporre in particolare a chi vive in Toscana o in Italia e poi, nei prossimi mesi, nei paesi europei. Percorsi rigenerativi e detox; pacchetti per sole donne, itinerari in bici, e perfino viaggi industriali, alla scoperta di produzioni e fabbriche. Nicchie (c’è un pacchetto dedicato anche all’olio d’oliva)per raccogliere tutte le tendenze del momento e conoscere gli aspetti meno noti dei territori della Toscana che parteciperanno anche con le imprese per dettagliare ulteriormente le offerte.

Tra le nuove tendenze quella dei soggiorni lunghi. Un contributo importante per i borghi e le campagne. «C’è una grande richiesta dai paesi del nord e dall’Inghilterra per trasferirsi per periodi lunghi in Toscana. Il Covid ha cambiato lavoro e abitudini e ampliato la platea di chi può lavorare da qualsiasi parte. Un turismo questo che arricchisce non solo gli operatori ma anche i piccoli negozi e chi risiede nei luoghi scelti, in particolare sull’Amiata e in Lunigiana».

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