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Sabotaggio in galleria per fermare i treni, tagliati i cavi del sistema di sicurezza

Blitz vicino al cantiere del raddoppio sulla Firenze-Lucca, ore di emergenza fra Pescia e Pistoia

Un tratto in mezzo al bosco, lontano dalle abitazioni e dalle telecamere di sorveglianza. Proprio dove la vecchia recinzione, dopo un cancelletto per la manutenzione, s’interrompe di quel tanto che consente il passaggio di una persona al fianco di un canneto. Insomma, sapevano bene dove colpire, e lo hanno fatto nel cuore della notte. Per causare il maggior danno possibile senza rischiare di mettere in pericolo delle vite umane. Con un paio di tronchesi hanno tranciato i due cavi in fibra ottica stesi a fianco delle rotaie, uno di qua e uno di là dal binario, mandando in tilt per ore la circolazione dei treni tra Pistoia e Montecatini, sulla linea ferroviaria Firenze-Lucca.



Nessun disastro sfiorato, solo ipotesi sulle motivazioni, ma sicuramente è stato un atto di sabotaggio in piena regola quello messo in atto verso le due di ieri mattina ad alcune decine di metri dall’imboccatura del tunnel ferroviario di Serravalle pistoiese, sul versante della collina che guarda verso la Valdinievole. I cavi tranciati, che passano all’interno di grossi tubi flessibili di plastica rossa adagiati sulla massicciata, sono quelli che trasmettono tutti quei dati che costantemente garantiscono la sicurezza della circolazione, ancor più in un tratto a binario unico come quello che corre fra Pistoia e Lucca, su cui i treni sono costretti ad aspettare il proprio turno nelle varie stazioni: un via libera che, assieme a tante altre informazioni, arriva attraverso quelle fibre ottiche che ieri qualcuno ha messo fuori uso. Sia il cavo principale che quello di riserva, da utilizzare nel caso di un malfunzionamento del primo.

L’allarme

L’allarme alla centrale operativa di Pisa delle Ferrovie dello Stato – che ha competenza di “torre di controllo” anche sulla Firenze-Lucca – è scattato attorno alle due di notte. Un’ora in cui su quella tratta ferroviaria non transitano treni. Da Pistoia l’ultimo parte alle 22,56, da Montecatini alle 22,57, mentre al mattino tornano a muoversi dopo le cinque e mezzo. Comunque, l’interruzione di entrambi i cavi ha fatto per prima cosa diventare rossi tutti i semafori lungo la linea: un automatismo creato per scongiurare eventuali scontri. Poi, sui monitor degli operatori di turno è apparso il segnale di allarme, che ha fatto scattare le procedure per l’individuazione e la riparazione del guasto. E quando i tecnici delle Fs sono arrivati nel punto indicato dai computer, hanno capito che quello non era un malfunzionamento bensì un sabotaggio.

Le indagini

Come accennato, i cavi sono stati tranciati a poche decine di metri dal tunnel ferroviario, dal lato di Montecatini ma ancora nel comune di Serravalle Pistoiese. In quel tratto, una stretta strada che parte dalla via provinciale Marlianese – via Mignandola – scorre per un po’ parallela al binario, per poi passarvi sopra con un ponte e proseguire fra il bosco, per raggiungere, al di là di una collinetta, il cantiere aperto ormai da un paio d’anni per la realizzazione del nuovo traforo che consentirà il raddoppio del tratto ferroviario. Mentre gli operai erano al lavoro per riparare i cavi sul posto sono arrivati gli uomini della polizia ferroviaria di Pistoia e della digos per cercare tracce che potessero avvalorare una delle tante ipotesi su quale mano potesse esserci dietro a quel gesto.

Improbabile quella di un semplice atto vandalico estemporaneo: chi ha agito sapeva bene cosa stava facendo e cosa avrebbe provocato. Al momento restano tutte ugualmente plausibili le altre piste. Come quella anarchica, anche se in provincia di Pistoia, almeno negli ultimi vent’anni, sabotaggi con tale firma non hanno mai riguardato la ferrovia ma soltanto tralicci elettrici e, ultimamente, ripetitori telefonici nelle zone di montagna. Tuttavia, la modalità di esecuzione e l’obiettivo (una tratta locale e non nazionale, come in occasione dell’attentato del 2019 a Firenze, alla stazione di Rovezzano) non corrispondono secondo gli investigatori a quelli tipici di tale frangia estremista.

La capillare conoscenza dei luoghi dimostrata farebbe più propendere verso qualcuno del posto, spinto da altre motivazioni, come la contrarietà al progetto di raddoppio della linea ferroviaria, il cui cantiere principale (quello per il nuovo traforo) si trova a poche centinaia di metri dal punto del sabotaggio. Da quando i lavori sono iniziati, di ragioni di malcontento ce ne sono state, a partire delle crepe che si sono aperte in abitazioni e terreni soprastanti lo scavo. Ma anche questa è solo un’ipotesi.

I disagi

Il blocco del tratto fra la stazione di Pistoia e quella di Pescia è andato avanti fino alle 8,35. Otto le corse regionali che sono stati cancellate (complessivamente, in entrambe le direzioni), altrettante quelle che sono state interessate da ritardi di varia entità a cavallo della riapertura al traffico. Allertata dalla sala operativa di Pisa, Rete ferroviaria italiana ha subito organizzato un servizio di autobus sostitutivi per garantire il collegamento fra Pescia, Montecatini e Pistoia in quelle ore critiche a causa della presenza nelle stazioni di tanti pendolari e studenti. Comunque, i treni fra Pistoia e Firenze e fra Pescia e Lucca hanno continuato a circolare senza problemi. O meglio, con quelli abituali, di una linea inadeguata. —

(3 _ continua)

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