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L’Rt sta risalendo ma Giani è convinto: «Resteremo gialli»

Eugenio Giani

L’indice di contagio potrebbe aver raggiunto la soglia di rischio dell’arancione. Alcuni dati possono salvarci

FIRENZE. La Toscana in zona gialla, ancora. Almeno così sarà la prossima settimana. Su questo, il presidente della Regione, Eugenio Giani, e il responsabile che gestisce l’emergenza Covid nella nostra regione, Carlo Tomassini, dubbi non ne hanno. Certo, bisognerà attendere l’ufficialità che non arriverà fino a questo fine settimana, a seguito del monitoraggio della Cabina di regia di dopodomani.

Da qui scaturirà l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma, d’altra parte, sono i numeri a parlare. O meglio, l’indice Rt: il tasso di contagiosità, in poche parole, capace di indicare fin dove il virus possa spingersi, nonostante le restrizioni in campo per limitarne la diffusione. E con il nuovo Dpcm del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (atteso durante questa settimana), i parametri subiranno una stretta: se fino a ora, infatti, si entrava in zona arancione con un Rt a compreso fra 1,25 e 1,5 e in zona rossa con un Rt sopra l’1, 5, con il nuovo decreto, invece, basterà registrare un Rt superiore a 1 per far scattare la zona arancione e l’1,25, invece, per passare in quella rossa. «Sentiamo parlare di zona bianca, in attesa del nuovo Dpcm – commenta il dottor Tomassini – ma io, dal canto mio, sarei già contento se riuscissimo ad assestarci nella zona gialla ancora a lungo. Ricordo, infatti, che l’indice Rt della scorsa settimana era di 0,9 per la Toscana: ancora piuttosto lontano dallo 0,5 necessario per l’eventuale passaggio in zona bianca e, purtroppo, abbastanza vicino a quell’1 di Rt che decreterebbe la zona arancione. Siamo tra i migliori in Italia, sia chiaro, e questo fa ben sperare. La raccomandazione è di non abbassare la guardia. E continuare nel rispetto delle disposizioni anticontagio. Solo così gli sforzi di tutti noi saranno premiati e potremo tornare al più presto alla normalità».



Per Giani i numeri sono incoraggianti. «Con questi dati, che poi sono quelli che vengono trasmessi a Roma per la valutazione giovedì e venerdì, possiamo rimanere gialli anche per la prossima settimana». Infatti non è detto che varcare la soglia dell’1 ci condanni all’arancione. Con le nuove con le nuove regole di monitoraggio anche la classe di rischio determinata da 21 parametri diventerà decisiva. Così se la Toscana, come pare, avrà un Rt superiore a 1 ma si troverà ancora in fascia di rischio basso, potrebbe restare gialla. Se invece finisce nella classe di rischio moderata scatterebbe l’arancione. E se è vero che la scorsa settimana, quella presa in esame dal monitoraggio, i contagi sono aumentati, lo è anche che resta sotto la soglia di rischio l’occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva e ancora sotto controllo l’incidenza dei positivi sulla popolazione. E la situazione nelle Rsa non è più drammatica come alcune settimane fa. «Due terzi dei comuni della Toscana non hanno contagi – spiega Giani in diretta Facebook – Ci sono province, come Grosseto, che hanno sei contagiati su oltre 200mila abitanti; quella di Massa Carrara, invece, ne ha nove su quasi 200mila. Per questo penso che la Toscana possa presentarsi con tutte le carte in regola per aspirare a restare gialla nonostante sia in arrivo un nuovo Dpcm che varerà una stretta». «Ad oggi – conclude il presidente – ci troviamo ad avere una situazione che vede 910 persone ricoverate in ospedale, di cui 137 in terapia intensiva: una situazione molto diversa rispetto a quando avevamo 2.200 presenze in ospedale e le terapie intensive arrivavano a sfiorare i 300». E poi, da due giorni, osserva un calo dei casi quotidiani sotto i 400 casi, lunedì 343, ieri 313. E sembrano in calo anche i decessi. Ieri sono stati 21. «Con l’andamento della diffusione del contagio possiamo permetterci di vivere anche l’ingresso delle scuole con una relativa serenità». E poi c’è la partita vaccini. «Continuo a fare appello al commissario Domenico Arcuri, perché ce ne mandi il più possibile: la nostra macchina organizzativa è in grado di somministrarli». —

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