Contenuto riservato agli abbonati

Dopo decine di morti la 429 bis ha ancora un buco

Il tratto appena inaugurato vicino a Castelfiorentino, a Casenuove (Gambassi). Da qui ripartirà il lotto che deve essere ancora costruito

Mancano ancora quattro chilometri per finire la strada iniziata vent’anni fa

Chissà se il presidente della Regione, Eugenio Giani, riuscirà davvero, entro la fine del suo mandato, a inaugurare l’ultimo pezzo della 429 bis Empoli-Poggibonsi, un tratto di quattro chilometri tra Castelfiorentino e Certaldo, come lo stesso presidente ha promesso alcune settimane fa. Ma è davvero imponderabile capire quale sarà l’esito del lavoro perché il cantiere doveva essere già aperto sei mesi fa. E l’apertura ipotizzata per il 2023 è già slittata di un anno. Ora si parla del 2024. Un anno di ritardo, uno solo. Per come procedono le opere in Italia, potrebbe essere anche un ritardo accettabile. Il guaio, però, è che si tratta di una bazzecola di fronte ai quasi 20 che ci sono voluti per costruire i primi 17 chilometri tra Empoli e Castelfiorentino. E sono stati spesi ben oltre 100 milioni. Un ritmo tartarughesco con un chilometro circa costruito ogni anno che ha lasciato la Valdelsa ai blocchi di partenza di qualsiasi possibilità di ripresa, caratterizzata da indicatori economici inferiori rispetto all’attigua zona empolese proprio per la mancanza di infrastrutture. E, se i tir viaggiano su una strada che nemmeno li contiene, la direttrice ferroviaria è altrettanto imbarazzante con una linea che in un pezzo non è neppure elettrificata. E i treni (siamo in Italia non in un paese africano) vanno a diesel. Eppure, tornando all’ asfalto, l’arteria sarebbe di rilievo nel sistema infrastrutturale perché dovrebbe unire la Firenze-Siena, e quindi la parte sud, alla Fi-Pi-Li. In più, oltre ai ritardi, c’è da fare una valutazione anche sui volumi di traffico che capta. Per cui chi la percorre se è un automobilista, in un senso o in un altro, si deve mettere l’anima in pace e rassegnarsi a stare in coda dietro qualche tir con tempi di percorrenza tali che da Empoli a Castelfiorentino, 17 chilometri, ci vogliono anche oltre 40 minuti.

L’inizio


A gestire la strada è stata la Provincia di Firenze fino al 2015. Di una variante al vecchio tracciato (dimensionato per i barrocci tirati dai cavalli) se ne parla da 50 anni, dagli anni Settanta quando, si racconta, qualcuno nel Pci della Valdelsa non voleva il raddoppio della strada perché «così si favoriva la Fiat e la famiglia Agnelli». Altri tempi i nostri. Ma nel frattempo ai lati della vecchia 429 sono comparse croci a bizzeffe a ricordare altrettanti automobilisti (spesso giovani) che hanno perso la vita lungo il tracciato delimitato dai pini su cui si sono schiantati. Decine e decine per quasi 20 anni, tanto che le cronache erano costrette tutte le settimane a renderne conto. L’approvazione del progetto definitivo del nuovo tratto Empoli-Castelfiorentino risale all’inizio del 2000. I lavori partirono a luglio 2007. Ma già all’inizio partì la sequela di ritardi con una bonifica bellica che non riusciva a trovare la fine. I lavori procedevano con estremo rilento e poi a giugno del 2014 l’appalto venne sospeso con l’interruzione del contratto tra la Provincia di Firenze e la Ics Grandi lavori di Claudio Salini. Nel frattempo la Provincia aveva presentato due esposti alla procura della Repubblica per irregolarità ed era partita un’indagine della Corte dei conti. Dall’altra parte la Ics aveva chiesto 105 milioni per la chiusura dell’appalto. Una situazione di caos che, con la ridefinizione dei compiti delle Province, venne prese in mano dalla Regione che commissariò l’opera e l’affidò ad Alessandro Annunziati. Nel frattempo dalla parte senese, erano stati accumulati meno ritardi e venne inaugurato, sempre come 429 bis, il tratto tra Poggibonsi e Certaldo.

Arriva il commissario

Con il commissariamento i lavori presero una piega diversa e il tracciato iniziò a vedere le prime aperture. La prima fu tre anni dopo, a luglio del 2017, con tre chilometri e mezzo dalla Fi-Pi-Li a una frazione di Empoli (Molin Novo). Due anni dopo esatti (luglio 2019) fino a una frazione di Castelfiorentino (Dogana). E, infine, prima del Natale scorso, è stato aperto l’ultimo tratto di quasi sei chilometri (tra Dogana e Casenuove di Gambassi terme) è stato aperto con 159 giorni di ritardo. «Sempre entro i tempi previsti - precisano dalla Regione - perché con il Covid tutti i lavori hanno sei mesi di comporto». Il commissario ha terminato il suo compito. «Devo ancora concludere alcune opere accessorie - spiega Alessandro Annunziati - e il collaudo amministrativo». Come segnalano gli automobilisti che provengono da Certaldo manca ancora un cartello importante. Praticamente alla rotonda in cui si deve svoltare per imboccare il nuovo tracciato (che evita il passaggio tra le frazioni) sono rimaste le indicazioni vecchie.

L’ultimo lotto

Ora bisogna collegare l’ultimo pezzo, tra Casenuove a Certaldo e quindi alla 429bis senese che arriva fino alla Firenze-Siena. Siamo di fronte a un appalto della Regione (senza commissariamento): 4 chilometri per 30 milioni di opere. I lavori dovevano essere già partiti, a primavera scorsa, così come venne spiegato in una riunione pubblica ad aprile 2019. «La gara d’appalto è in corso - spiegano dalla Regione - e i lavori dovrebbero partire in estate». Un anno di ritardo. Togliendo i 6 mesi del Covid, siamo a sei mesi. Ancora tollerabili rispetto al passato. L’importante è che i mesi non si moltiplichino. Di nuovo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA