Crollo lungo la Fi-Pi-Li corsia chiusa, è caos

Franato un muro per cinquanta metri sotto la superstrada a Lastra a Signa

All’inizio la frana era stata classificata come poco preoccupante, il crollo di un muro lungo una strada secondaria nel comune di Lastra a Signa, un’opera di contenimento della Fi-Pi-Li che corre sopra. Poi, però, la superstrada dei pericoli ha inanellato l’ennesima questione di preoccupazione. Tanto che ieri, in tarda serata, il presidente della Regione Eugenio Giani è andato a fare personalmente un sopralluogo con i suoi tecnici , quelli di Avr che gestiscono l’intero tracciato e quelli del Comune di Lastra a Signa. E da ieri sera alle 22 per alcune centinaia di metri, tra Lastra a Signa e Ginestra fiorentina, sono state chiuse le due corsie in direzione Firenze. E il traffico da oggi in poi andrà in tilt. Con pesanti ripercussioni in una zona densamente popolata. Tanto più che non si possono neppure utilizzare itinerari alternativi perché su quello possibile, attraverso la statale 67 che collega la zona lastrigiana con E, si è verificata un’altra frana e la strada è chiusa. Un pomeriggio questo che ha riportato di nuovo nell’agenda della Regione il problema delle condizioni in cui si trova questa superstrada sovrautilizzata e della sua manutenzione su cui il presidente Giani ha già spiegato di voler intervenire al più presto.

Il crollo


A quanto pare, è stata l’incessante pioggia dei giorni scorsi a provocare il crollo. Il muro di contenimento della superstrada Fi-Pi-Li ha ceduto all'altezza di via di Carcheri che stata chiusa in un tratto (dove si trova il lago Il Chiuso), mentre sulla superstrada è stata chiusa prima una sola carreggiata delle due in direzione Firenze.

Già nel pomeriggio la sindaca di Lastra a Signa Angela Bagni ha fatto un sopralluogo e ha avvertito anche la Città Metropolitana. Dai primi riscontri del pomeriggio sulla stabilità del tratto franato per circa 50 metri, e di conseguenza delle corsie della superstrada sopra, hanno portato al coinvolgimento anche della Regione. Da qui il sopralluogo alle 21 del presidente della Regione Giani. Poi, come detto, alle 22 la decisione di chiudere entrambe le carreggiate in via cautelativa comunque, non perché l’asfalto presentasse avvallamenti. In quella opposta verso il mare, è stato istituito il doppio senso di circolazione per alcune centinaia di metri. Con code e rallentamenti a bizzeffe a partire soprattutto da stamani. Oggi nuovo punto sui lavori. Giani ha convocato l’ufficio di progettazione dell’Avr per procedere all’intervento.

«La manutenzione della Fi-Pi-Li non può essere lasciata a se stessa – ha spiegato ancora il presidente Giani – non possiamo continuare con interventi tampone».«Va ripensata la gestione del tracciato nel suo complesso - va avanti ancora Eugenio Giani - bisogna agire come si fa per le autostrade con una gestione che permetta una manutenzione permanente della superstrada. Ecco perché bisogna lavorare per arrivare a creare la società Toscana strade».

I problemi

L’elenco è lunghissimo. Partiamo dal costo della manutenzione che fino a quest’anno viene garantita alla società Avr per un milione di euro al mese. Una gestione che però si va a scontrare su un tracciato costruito a pezzi, in 45 anni di tempo tra gli anni Sessanta e il 2004, e con enormi difetti progettuali che , negli anni, hanno portato a numerosi lutti, a inchieste della magistratura.

Sono stati 43 i morti in dieci anni e duemila incidenti. Ieri, tra l’altro, alla lunga lista se ne è aggiunto un altro, un empolese di 30 anni, che ha avuto un incidente all’altezza dello svincolo di Vicarello (Collesalvetti).

La superstrada ha gravi problemi strutturali, soprattutto nel tratto fiorentino a detta dei tecnici. Criticità che non sono mai stati curate e che si sono ampliate in relazione anche all’abnorme volume di traffico. Si parla di 50 mila veicoli al giorno. Nello stesso tempo la superstrada rende 1.337 euro all’ora grazie ai 12 autovelox piazzati lungi il tracciato. Vale a dire 15 milioni all’anno. Tante le ipotesi progettate, pensate, discusse e poi sfumate (la superstrada pedaggio e con la corsia d’emergenza che costerebbe un miliardo). E poi anche l’ipotesi di adottare il tutor e rinnovare gli autovelox per finanziare la terza corsia che costerebbe circa un miliardo. Tutto però per un tracciato che è fuorilegge: dopo il crollo di un cartello nel 2018 che rischiò di causare una strage (cinque tecnici a rischio processo), i pannelli non sono stati ancora sostituiti.