L'inferno Fi-Pi-Li: quelli che mangiano grazie agli autovelox

Per ogni multa 30 euro vanno ai privati, l’appalto affidato a colpi di proroghe. E intanto gli incidenti sulla superstrada non calano

Per ogni multa scattata dall’autovelox, i cittadini pagano circa trenta euro ai privati. Non è, ovviamente, l’importo a carico dell’automobilista o del camionista di turno, che supera il limite. Si tratta della cifra media che gli enti (e quindi la collettività), devono sborsare per coprire tutta la catena che va dall’installazione all’incasso: noleggio, manutenzione, taratura dello strumento, gestione e spedizione del verbale, spese per ricorsi, ruoli coattivi, fino al complesso recupero delle sanzioni non pagate dai residenti all’estero. Una macchina complessa, che si “mangia” oltre il 10% della ricca torta (almeno 15 milioni all’anno) garantita dai 12 dispositivi che monitorano i 100 chilometri della Fi-Pi-Li, ai quali dal 2007 è stata delegata (con scarsi risultati). Dalla loro installazione il numero degli incidenti si mantiene costante (18 al mese), così come i giorni da incubo vissuti da migliaia di utenti costretti ad affrontare chilometri di coda per ogni banale tamponamento, complice soprattutto l’assenza di una corsia d’emergenza.

Doppia velocità


E intanto Regione (proprietaria della strada), Città Metropolitana (che la gestisce) e Province di Pisa e Livorno (che hanno competenza esclusivamente sui loro autovelox), mentre da una parte restano immobili sul tema della sicurezza e della programmazione di interventi strutturali, dall’altra continuano a investire tanto in termini di soldi ed energie per tenere in piedi “l’azienda autovelox”, con centinaia di documenti, delibere, determinazioni, gare, avvisi, rendiconti e trasferimenti di risorse. Un gigante con quattro teste, che si autoalimenta con una media di quasi 100.000 verbali all’anno (soltanto in provincia di Pisa), rivolgendosi a una rete di aziende che mettono a disposizione tecnologie e servizi per coprire tutta la “filiera” delle multe.

Appalti e forniture

Uno spaccato del complicato mondo degli autovelox arriva dal bilancio preventivo 2021 della Provincia di Pisa. Dove, si prevede un introito complessivo di 13 milioni dalle multe in Fi-Pi-Li (tra eccesso di velocità, mancata comunicazione dei dati del conducente e ruoli coattivi degli anni precedenti). E due milioni e 889mila euro di spese. Tra le uscite, la voce più consistente (1,2 milioni) è quella per i “servizi amministrativi per gestione e riscossione delle violazioni”. In sostanza si tratta della cifra pagata a Poste Italiane (in attesa della gara d’appalto) per la spedizione dei verbali. Altri 600.000 euro servono per “contratti di servizio per sanzioni” e vanno in parte alla Maggioli spa di Santarcangelo di Romagna (Rimini) che raccoglie i dati forniti dalla Provincia, stampa il verbale e il modulo per il pagamento, imbusta e invia in Italia attraverso Poste Italiane (che intasca 9 euro a raccomandata); la riscossione coattiva all’estero è invece affidata alla Safety 21 di Roma, specializzata nella gestione delle infrazioni al codice della strada, prevenzione e monitoraggio della sicurezza stradale, che nel 2019 ha inglobato la Multiservizi Srl di Acquapendente (Viterbo), aggiudicataria del servizio nel 2017 per 28 mesi (nel frattempo è arrivata la proroga).

Altri 700.000 euro servono per il personale. E poi a seguire, 190.000 euro per il noleggio dei rilevatori, e ancora servizi informatici (40.000 euro), bancari (30.000 euro), canoni per collegamenti alla banche dati per individuare i trasgressori (100.000 euro) e così via. Il noleggio degli strumenti (così come la fornitura dei pezzi di ricambio insieme alle varie riparazioni che si sono rese necessarie nel tempo) è affidato da anni, prima attraverso una gara, poi a colpi di proroghe all’azienda Sodi scientifica di Calenzano (Firenze), che si definisce «pioniera del settore attraverso la creazione nel 1966 del primo Autovelox, un’invenzione del fondatore Fiorello Sodi». Avrebbe dovuto fornire i dispositivi fino al 31 ottobre scorso, ma la Provincia ha deciso di proseguire fino al 31 marzo 2021 in attesa della conclusione della nuova gara da quasi mezzo milione di euro per il noleggio triennale di sei “macchinette”.

Affidamenti fiorentini

La Città Metropolitana di Firenze, invece, ha affidato un anno fa la gestione delle multe alla società formata da Etruria Pa srl di Empoli e dalla fiorentina Nivi Credit srl (la stessa alla quale la Provincia di Pisa ha dato l’incarico di recuperare le multe non pagate dagli stranieri nel 2015-16, mettendo sul tavolo una provvigione del 30 per centro): si sono aggiudicate l’appalto triennale per 640.500 euro. Mentre la taratura annuale degli strumenti (si viaggia a una media di 3.000 euro cadauno) è solitamente affidata alla Sodi Scientifica, che fornisce anche pezzi di ricambio e riparazioni in caso di guasti o danneggiamenti. E che nello scorso mese di novembre ha incassato quasi 50mila euro dalla Provincia di Livorno per il noleggio annuale di un dispositivo, sempre per la Fi-Pi-Li.

L’idea tutor

Come annunciato dal Tirreno, nel futuro della Fi-Pi-Li ci potrebbe essere il tutor, già invocato dalla Avr, società che gestisce servizi e manutenzione della Fi-Pi-Li per nove milioni di euro all’anno. La Città Metropolitana ha affidato l’incarico di realizzare uno studio economico/tecnico sull’introduzione del sistema di monitoraggio della velocità media dei veicoli e di sanzionamento automatico alla ditta Deghi Vision Srl di Stefano Del Lungo con sede a San Casciano Val di Pesa, per un importo di 14.591 euro. Lo studio di fattibilità sarà presentato entro la fine del mese alla Città Metropolitana, che a sua volta lo sottoporrà all’esame della Regione. —

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