Autostrada Tirrenica:  Piombino e la Ss 398, trent’anni di prese in giro

Il tratto per il porto, solo parole. Realizzata solo a metà, mentre auto e Tir ingolfano l’unica strada verso il mare

Dalla Variante Aurelia al porto di Piombino in pochi minuti: siamo nel 2021, fra poco la statale 398 sarà pronta. A fidarsi degli annunci della politica, dovrebbe essere così. Perché questo dichiararono, il 22 giugno 2017, il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, la sottosegretaria all’ambiente, Silvia Velo, l’allora sindaco Massimo Giuliani e l’ingegner Stefano Liani, progettista Anas. La conferenza stampa trionfale si tenne all’hotel Centrale: finanziamenti, cronoprogramma, progetti. Tante “slide” colorate, ma nessun cantiere. Infatti la stessa sala dello stesso hotel il 27 febbraio 2020 ospita una nuova conferenza stampa: stavolta ci sono il consigliere regionale ed ex sindaco Gianni Anselmi, il nuovo sindaco Francesco Ferrari, per l’Anas c’è Antonio Scalamandrè. Nell’incontro fotocopia i nuovi tempi sono cinque anni, ma solo fino al Gagno, periferia della città, il primo lotto. Il secondo lotto (Gagno-porto) dovrà essere realizzato dal Comune, i finanziamenti vanno trovati con il ministero delle infrastrutture. Al momento di certo c’è solo che il 15 gennaio scade il bando di Anas per l’affidamento dei lavori dei primi 3,1 km. Una piccola cosa, comunque un passo avanti.

Magari per “mezza 398” sarà la volta buona, ma essere scettici è d’obbligo, visto da quanti anni si parla del collegamento con il porto, ipotizzato fin dai tempi in cui si iniziò a pensare al primo tratto, da Venturina a Montegemoli, entrato in servizio nel luglio 2004, 15 anni dopo la prima proposta e una serie di ritardi, inconvenienti e ricorsi al Tar e perfino il crollo della bretella realizzata per aggirare il cantiere. Si sbriciolò, si dette la colpa alle piogge. Dopo è successo di tutto, dal tentativo di baratto (2007) dei finanziamenti per l’opera con l’accoglimento dei “fanghi di Bagnoli” (1,3 milioni di metri cubi di scorie della colmata dell’ex Italsider, più 720mila della bonifica dei fondali, poi ridotti nel tempo e, infine mai arrivati), in accordo con il Comune di Napoli che non sapeva dove metterli, alla progettazione del 2008 della Sat per l’autostrada che prevedeva la 398 e il Lotto zero di Livorno per poi rivedere tutto nel 2011, cancellando le opere accessorie. Così, anno dopo anno, e annuncio dopo annuncio, si arriva ai giorni nostri, con la 398 neppure iniziata.


Una storia ultratrentennale, quella della 398: risale al 1989 il primo incarico della Provincia di Livorno per la progettazione del tratto Stazione di Campiglia-Montegemoli, progetto pronto nel 1990 e poi “assorbito” da Anas nel 1993. Poi una nuova progettazione nel 1995, affidata dal Comune, sindaco Luciano Guerrieri, all’ingegner Luciano Della Lena. I mesi e gli anni passano veloci, si arriva alla fine del 1998 quando Anas indice la gara d’appalto. Fra intoppi burocratici, fra cui l’irregolarità nell’apertura delle buste, si arriva a giugno 1999 per l’assegnazione dei lavori alla Sales-Fagotti. Ci sono anche i soldi, 44 miliardi di vecchie lire (22,3 milioni di euro). Ma poteva mancare un ricorso al Tar in Italia? Ecco che la seconda, la Lauro cantieri Valsesia, va in tribunale. Il contenzioso si sblocca a fine anno, il cantiere apre a inizio 2000. E, già 21 anni fa, il compianto Stelio Montomoli, allora segretario dell’Autorità portuale, non ha dubbi: «Quest’opera serve a poco se non la facciamo fino al porto». Servono altri quattro anni, in mezzo oltre allo sbriciolamento della bretella ci si mettono anche le ruspe che spaccano i tubi dell’acquedotto, per completare il primo tratto inaugurato nel luglio 2004, ma si apre la “fase due”, la ricerca dei soldi per arrivare fino alle banchine e dare a Piombino una seconda strada di accesso, liberando la città dal collo di bottiglia di Fiorentina dove, in estate, a causa dei traghetti che scaricano e accolgono decine di migliaia di auto, si paralizza spesso il traffico.

Intanto, già dal 2003, Provincia, Regione, Autorità portuale e Comune si erano messi d’accordo per finanziare, con 760mila euro, la progettazione del nuovo tratto di strada fino al porto. Ma ancora una volta blocca tutto un ricorso al Tar.

Sono gli anni dell’accordo per i “fanghi di Bagnoli”, per i quali si spende il sindaco Gianni Anselmi, sempre con la logica del “baratto”, del “cappello in mano”, del “via su, fatecelo per favore che in cambio vi diamo...”. La stessa che negli anni Ottanta, durante una trattativa per il raddoppio della centrale Enel di Tor del Sale aveva fatto ancora una volta mettere sul piatto della bilancia del “baratto” questa strada fantasma.

L’intesa legata ai fanghi viene firmata a dicembre del 2007. Ci sono i ministri Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), Luigi Bersani (Economia), Fabio Mussi (piombinese, Università), per la Regione l’assessore all'Ambiente Annarita Bramerini, i responsabili degli enti locali e delle Autorità portuali. Prevede finanziamenti per quasi 700 milioni (272,5 subito), ma anche 2,2 milioni di metri cubi di rifiuti speciali da Bagnoli, residui della colmata prospiciente l’ex Italsider, destinati a finire nelle vasche portuali con cui sarà allargato il porto di Piombino. La città si ribella, nasce un comitato, le proteste e le assemblee non si contano. Sessanta di quei milioni dovevano essere usati per la strada, ma si pensa di dirottarli a interventi al porto quando Sat (2008) annuncia che farà la 398 nell’ambito dell’autostrada. Anche se c’è da affrontare il problema dell’attraversamento della fabbrica. Che, allora, era in funzione. Il 2011 elimina il problema, perché la Sat elimina la 398 dal progetto. Si riparte da capo e il resto è storia recente: la 398 è fra le priorità della “cabina di regia” costituita (2014) per l’area di crisi di Piombino. I governi cambiano, nomi e colori, la sostanza no. Delle ultime conferenze stampa abbiamo detto, ora Anas dovrebbe appaltare il primo lotto. Per il secondo c’è la volontà, non i soldi e manca l’accordo sul tracciato. Ne riparleremo a lungo. Intanto, però, è in corso di realizzazione una bretellina, una strada di servizio, che assorbirà il traffico pesante dal Gagno al porto. Sarà pronta nel 2022. —

(13 _ continua)

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