Multe in Fi-Pi-Li,  così i ricorsi bruciano sei milioni di euro

Sicurezza carente, contravvenzioni a raffica. Gli autovelox “fatturano” 1.337 euro all’ora, ma in tanti riescono a evitare di pagare

Sono sentinelle immobili ma guadagnano 1. 337 euro all’ora. Trentaduemila euro e spiccioli ogni giorno. Oltre 11 milioni di euro in quasi 12 mesi. Sono i sei autovelox (sui dodici complessivi) gestiti dalla Provincia di Pisa lungo la Fi-Pi-Li. Sulla superstrada dei pericoli e degli sprechi si continua a viaggiare alla media di dieci multe all’ora, grazie a una “macchina organizzativa” che costa oltre due milioni di euro all’anno tra spese di gestione di multe e riscossioni coattive, manutenzione degli strumenti e personale, ma che è capace di portare comunque una quindicina di milioni ogni dodici mesi nelle casse di Regione (proprietaria della strada), Città Metropolitana (che la gestisce) e in quella della Provincia di Pisa (che è quella che si tiene la fetta più grande) e di Livorno (che ha un ruolo marginale).

RICORSI E RINVII


Ma c’è anche un altro dato che emerge nella giungla di determinazioni, delibere, affidamenti, rendiconti e gare che caratterizza “l’amministrazione” degli autovelox: quasi il 40 per cento dei sanzionati non paga. O almeno non lo fa subito. C’è chi si limita a prendere tempo, chi fa ricorso appellandosi (nella maggior parte dei casi) alla mancata taratura degli apparecchi e chi invece proprio non ne vuol sapere di tirare fuori i soldi, costringendo gli enti a una battaglia a suon di cartelle esattoriali. Va avanti così da anni, con i trend che difficilmente subiscono variazioni.

IL CONTO NON TORNA

E così, calcolatrice alla mano, si scopre che manca all’appello una cifra notevole, che supera i sei milioni di euro. Si tratta di una stima, questo è vero, che però trova riscontro anche alla luce delle previsioni (inserite nei bilanci) che gli enti fanno di anno in anno. E anche per il 2020 l’incasso medio per ogni verbale riscosso è di 190 euro, quelli non pagati sono 33.189. Ed ecco che la Provincia, nei prossimi anni, si troverà a battere cassa – attraverso le società specializzate – per circa 6, 3 milioni di euro. E intanto la “ruota” degli autovelox continuerà a girare, in attesa di capire se la stessa attenzione che viene riposta nel governare la complessa “azienda degli autovelox”, sarà messa finalmente in campo anche per programmare quegli interventi strutturali che vengono rimandati da decenni, durante i quali si è parlato (e basta) di pedaggi e corsie d’emergenza, senza mai mettere realmente le basi per trasformare quei cento chilometri di asfalto che collegano Firenze a Pisa e a Livorno, in un tracciato moderno e sicuro per gli oltre cinquantamila veicoli che la percorrono ogni giorno. E che invece convivono costantemente con l’incubo di cantieri, tamponamenti e code. E degli autovelox, piazzati tredici fa con la scusa di rendere più sicura una strada dove si continua a viaggiare alla media di un incidente ogni 41 ore.

COSÌ NEL 2021

La Provincia di Pisa, appunto, è quella che con gli introiti dei “suoi” rilevatori di velocità risolve una buona fetta di bilancio. Nel 2021 conta di incassare grazie alle sanzioni per le violazioni del codice della strada in Fi-Pi-Li (velocità eccessiva e mancata comunicazione dei dati del conducente) tredici milioni di euro. Una cifra che sarà così ripartita: due milioni e 889mila euro per le spese di gestione delle multe; altri due milioni e 267mila euro trasferiti alla Città Metropolitana di Firenze per la gestione corrente della Fi-Pi-Li; un milione e 596mila euro alla Città Metropolitana per la gestione straordinaria; 1, 32 milioni alla Regione per gli investimenti in Fi-Pi-Li. Restano 4.930.000 euro alla Provincia di Pisa, che investe queste risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità provinciale.

COME FUNZIONA

Nel 2020 (i dati sono aggiornati allo scorso 15 dicembre) sono entrati in cassa poco più di 11 milioni con 92.121 verbali recapitati ad automobilisti e camionisti, con un forte flessione degli invii nel periodo tra marzo e maggio (mese che ha fatto segnare il minimo storico con 2.506 multe) e un’impennata ad agosto (16.137 sanzioni). Nella lettura dei dati c’è da tenere conto che la cifra complessiva di 11,2 milioni non è ovviamente riferita esclusivamente alle multe 2020: sia perché l’elaborazione dei verbali non è immediata (e quindi comprende anche “foto” scattate a fine 2019), sia perché nella rendicontazione vengono inseriti anche gli introiti recuperati dalle multe che non erano state pagate negli anni precedenti. Prendiamo come esempio il dato più “fresco” e completo disponibile, quello relativo allo scorso novembre. Dal 1° al 30 del mese sono stati riscossi 820mila euro per la violazione dell’articolo 142 del codice della strada: di questi, 805mila sono relativi a multe del 2020, altri 10. 773 euro del 2019; 2.867 euro del 2018; e ancora 1.795 euro del 2017 e 70 euro addirittura da ruoli coattivi degli anni precedenti. Stesso discorso per i 223mila euro incassati per la mancata comunicazione dei dati del conducente. Nel frattempo, dal 1° al 30 novembre sono stati spediti 6.593 verbali e ne sono stati incassati 6.672. —

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