Vaccino, iniettate le prime 620 dosi in Toscana. La prima vaccinata è un'infermiera: "Spero di fare un vagone di anticorpi"

Le dosi e la prima toscana vaccinata

Partita da Careggi la procedura per la somministrazione delle fiale. Gli operatori della sanità da “proteggere” nelle nostra regione sono oltre 113mila: servono 227mila dosi considerati i richiami. Fuori (per ora) 44.500, tra cui medici di famiglia, volontari operatori 118 

FIRENZE. Eccole anche in Toscana le tanto attese prime fiale di vaccino Pfizer: sono arrivate alla farmacia dell’ospedale di Careggi poco dopo le 8 le prime 620 dosi, poi distribuite negli ospedali della Toscana e iniettate a medici, infermieri e operatori socio sanitari. La prima dose è stata iniettata negli ambulatori del Cto intorno alle 8,45 a un'infermiera del reparto Covid, Simona Bausi di 50 anni.

LE PRIME VACCINATE

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"Tanto orgoglio e tanta speranza che ci si faccia a uscire da questo periodo buio. Vaccinarsi mi sembra la cosa da fare in questo momento. C'è un pò di ansia, ma soprattutto speranza per questo vaccino. Spero di fare un 'vagone' di anticorpi", sono le prima parole dell'infermiera dopo l'iniezione. "Siamo tutti felici di essere qua oggi e di essere i primi a vaccinarsi. Soprattutto per i sanitarsi vaccinarsi dovrebbe essere praticamente obbligatorio. Rischiare di essere dei vettori di infezione per noi che lavoriamo con le persone malate è pesante e poi vogliamo essere da sprone per tutti gli altri. La fiducia nella scienza c'è ed è tanta, e sono certa che andrà bene".

La seconda iniezioni sempre ad un'altra infermiera del reparto di terapia intensiva, Elena Berti. Mentre la terza dose ad Angela Brandi, direttrice professione sanitarie di Careggi.

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LA PROCEDURA

Agli operatori dell’ospedale fiorentino la delicata e simbolica operazione di preparazione delle siringhe e di smistamento delle fiale tra le altre strutture della Toscana.

Ad aspettare il prezioso carico il presidente Eugenio Giani e gli assessori alla sanità e alla protezione civile Simone Bezzini e Monia Monni. Dodici auto della Gsv, una società specializzata in trasporti con il rispetto della catena del freddo, hanno poi raggiunto le province toscane scortate dalle pattuglie della polizia che si daranno il cambio lungo l’autostrada e le strade toscane.

Un’anteprima della campagna di vaccinazione con un dodici gruppi di medici, infermieri, operatori socio sanitari selezionati, uomini e donne e in modo da rappresentare il mondo della sanità toscana. Alcuni sono stati selezionati tra i candidati a far parte del primo gruppo, altri con un’estrazione tra il personale volontario. Circa 50 operatori per ogni presidio. Prove generali, appunto.

ASPETTANDO IL "VERO" CARICO

Con gli addetti ai lavori già consapevoli che entro gennaio non si potranno vaccinare tutti coloro che ne hanno fatto richiesta: per la fase 1 sono state raccolte 113mila domande ma di vaccini in arrivo ce ne sono solamente 135.900. Di fatto, considerando che ognuno dovrà fare, prima il vaccino e dopo 21 giorni il richiamo, ne mancano la metà. Tra qualche giorno è atteso un carico vero e proprio di fiale, il primo dei cinque trasporti eccezionali programmati entro la fine di gennaio: 27.500 arriveranno a Careggi il 30 dicembre. Partiranno da Roma il 28 ma per ogni invio, la Regione ha calcolato un paio di giorni di viaggio per non rischiare di far saltare l’organizzazione in caso di ritardo, come del resto è già accaduto con questa prima spedizione prevista per due giorni fa. Se tutto andrà come programmato il giorno stesso dell’arrivo comincerà la vaccinazione nelle case di riposo mentre per gli operatori sarà il 4 gennaio in modo da poter avere il tempo di prenotare giorno e ora per ognuno tra coloro che hanno già dato una prima adesione.

PERSONALE SANITARIO: DOSI NON PER TUTTI

I primi ad essere vaccinati saranno coloro che lavorano nei reparti a rischio e nelle Rsa in modo trasversale, dai primari al personale delle pulizie. Poi gli altri. Una bella fetta di coloro che aveva richiesto il vaccino nella prima fase dovrà attendere e non si sa ancora quanto tempo: al momento ci sono i vaccini solo per il personale che lavora negli ospedali, nelle case di riposo (le dosi per gli ospiti sono previste), nelle strutture per disabili (69mila persone) mentre non è ancora in programma l’arrivo del vaccino per i medici di medicina generale, i pediatri, le guardie mediche, i farmacisti, i dentisti, i volontari, il personale del 118 (44.500 professionisti).

Non è escluso che dai primi di febbraio possano arrivare le dosi del vaccino Moderna ma ancora di ufficiale non c’è nulla così come di ulteriori programmazioni per quello di Pfizer. La Regione dovrà quindi valutare, per non rischiare di vanificare la campagna di vaccinazione, di tenere da parte la dose di richiamo, da fare dopo 21 giorni, per ogni vaccino che sarà iniettato. L’organizzazione del commissario Arcuri non arriva per quanto riguarda dettagli e numeri oltre febbraio: se ancora non si conoscono i tempi per chiudere le vaccinazioni della fase 1 per la disponibilità di dosi per le altre categorie (di fatto tutti gli altri) sembra ci sarà da aspettare fino ad aprile, forse maggio.

Nella fase 2 i primi - dopo il mondo della sanità - a potersi vaccinare saranno gli ultraottantenni e subito dopo coloro che soffrono di particolari patologie, per il resto ci sono poche certezze. In Toscana si opterà per una campagna organizzata rigidamente su un sistema di prenotazioni. Si preferirebbero gli edifici pubblici alle tende nelle piazze ipotizzate da Arcuri. In questa seconda fase l’organizzazione cambierà di mano, dal dipartimento sanità passerà alla protezione civile.