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Chiamate moleste: la legge compie tre anni, ma siamo ancora in balia dei call center. Ecco cosa può succedere adesso

Non è mai stato approvato il regolamento di attuazione che doveva assicurare lo scudo «certo» a 100 milioni di cellulari da dicembre 2020: invece la discussione è ancora alle commissioni parlamentari. Tutto rimandato di almeno sei mesi 

Tenete a mente questa sigla: Ag234. È quella che promette di salvarci dalle chiamate commerciali moleste. Quelle che ci perseguitano ancora. Al telefono di casa. E sui cellulari, malgrado esista una legge contro il telemarketing selvaggio. È stata scritta e votata grazie alla campagna de Il Tirreno, sostenuta da 122mila lettori. Il 22 dicembre 2020, la legge ha compiuto tre anni, nel silenzio più assoluto. E si capisce perché: c’è ma non si vede. Esiste ma non è efficace. Manca il regolamento di attuazione: quello che dà gambe alla legge. Secondo il governo dal 1° dicembre 2020 doveva essere esecutivo. Proteggere 100 milioni di cellulari dalle chiamate moleste; obbligare i “committenti” delle campagne promozionali a rispondere in solido di comportamenti scorretti dei call center; fare ripartire da zero il mercato dei nostri dati, la vendita non autorizzata dei numeri di telefono, collegati a Iban, carte di credito, codici di contatori.

Affari miliardari


Manca il regolamento e non è un caso. Ritardare l’approvazione ha prorogato un mercato di dati che più sono “profilati” (definiti) e più valgono. Al mercato nero, illegittimo, dove perfino Il Tirreno ha avuto modo di contrattarli, valevano 0,008 centesimi se acquistati da venditori albanesi in pacchetti da 600mila contatti. E si trattava di utenti di Toscana, Marche e Umbria: erano dati già “ripuliti” e selezionati per il mercato dell’energia. Oggi il commercio continua. Gli stessi intermediari sono ancora attivi.

In compenso non c’è il regolamento che riforma il Registro delle Opposizioni, l’elenco al quale si può iscrivere chi non vuole ricevere telefonate e lettere pubblicitarie. Finora il Registro era (è) aperto solo ai numeri di telefono pubblicati negli elenchi telefonici: circa 13,5 milioni di numeri fissi, di fatto. Gli iscritti reali sono meno di un mezzo milione. Grazie al Tirreno potrebbero arrivare a 100 milioni di utenze, includendo i cellulari, appunto. Basta che il 29 dicembre il Senato – la commissione Lavori pubblici e Comunicazioni – licenzi il regolamento di attuazione, targato Ag234. E che la Camera esprima il suo parere favorevole entro l’8 gennaio. Doveva esprimersi entro l’8 gennaio, ma ha già annunciato che non ce la farà.

L'iter ancora lungo

Beh, in realtà non sarà così semplice. Dopo i pareri di Camera e Senato, ammesso che siano favorevoli, ci sarà ancora un bel pezzo di strada da percorrere. Un cammino lungo sei mesi visto l’iter previsto per l’adozione del regolamento (consultazioni, ritorno in consiglio dei ministri etc) e la pubblicazione del decreto del presidente della Repubblica che cancellerà il vecchio registro delle Opposizioni e per sostituirlo con il nuovo. Ma se l’iter si concluderà, anche se con un ritardo di tre anni e mezzo, per la prima volta l’Italia avrà uno scudo contro il telemarketing selvaggio. Contro chi vende i nostri numeri di telefono senza il nostro consenso, lucrando a nostra insaputa e contro la nostra volontà sui nostri dati personali.



Le novità

Come cambierà la nostra vita, dunque, con il nuovo registro delle Opposizioni? Come riusciremo a non ricevere più chiamate dai call center, a meno di non averlo chiesto? Ci sono alcune novità da tenere presenti. Intanto si esercita l’opposizione «nei confronti di tutti gli operatori di telemarketing senza distinzione di attività o settore merceologico», secondo una modifica reclamata dal Garante della Privacy rispetto alla prima bozza di regolamento. Inoltre l’opposizione si esercita solo nei confronti delle aziende che effettuano chiamate commerciali tramite operatore. Insomma ci si oppone al call center che ci chiama con una persona.

Lo scudo per i cellulari

Per sottrarsi ai call center molesti, è necessario iscriversi al (nuovo) Registro delle Opposizioni che verrà istituito dal ministero dello Sviluppo Economico. La gestione del registro viene confermata alla Fondazione Ugo Bordoni, ente di ricerca privato sotto il controllo dello stesso ministero dello Sviluppo Economico. Al nuovo Registro delle Opposizioni si potranno iscrivere tutte le persone fisiche, soggetti giuridici, enti e associazioni ai quali sia intestata un’utenza telefonica fissa e soprattutto mobile, anche se non è inserita in un elenco telefonico. Inoltre gli stessi soggetti, qualora compaiano anche su un elenco telefonico, possono iscriversi anche con un indirizzo per non ricevere promozioni/pubblicità via posta.

Come iscriversi

L’iscrizione per gli utenti (chiamati con un termine brutto e burocratico “contraenti”) è gratuita. La consultazione del registro, invece, per chi deve organizzare campagne pubblicitarie e utilizzare i nostri numeri e dati è a pagamento secondo un tariffario approvato a gennaio 2020.

Gli utenti si possono iscrivere via web (attraverso un modulo che sarà disponibile sul sito della fondazione Bordoni) o via telefono, lasciando un messaggio a un risponditore automatico. Per le persone in difficoltà verrà attivato anche un servizio di consulenza e assistenza telefonica. Soprattutto se ci sono difficoltà per rinnovo o revoca di consensi già espressi all’utilizzo del proprio numero (e dati connessi).

L’iscrizione o la revoca del consenso «viene effettuata dal gestore del Registro (la Fondazione Bordoni) entro il giorno lavorativo successivo alla ricezione della richiesta». L’iscrizione è a tempo indeterminato, salvo revoca da parte dell’intestatario del numero di telefono.

Chi si iscrive via web, deve comunicare il numero di telefono da “blindare”, da proteggere dalle chiamate commerciali; deve dimostrarne la disponibilità (le modalità di accertamento verranno poi stabilite dalla Fondazione Bordoni che gestisce il Registro) e deve fornire l’indirizzo di posta elettronica.

Protezione multipla

Sarà possibile iscrivere al Registro delle Opposizoni anche più numeri contemporaneamente. Chi ha più utenze intestate, però, potrà richiedere l’iscrizione contemporanea solo tramite web. La Fondazione Bordoni, poi predisporrà «strumenti per verificare e gestire la propria iscrizione al registro». Così gli utenti, potranno gestire la propria situazione in modo autonomo: potranno revocare o riattivare le opposizioni, rinnovare l’iscrizione, cancellarsi e così via.

Comunicazioni vietate

Con l’iscrizione al nuovo Registro delle Opposizioni si vieta l’invio al numero di telefono (o all’indirizzo) di materiale pubblicitario, la vendita diretta di prodotti o contratti; il compimento di ricerche di mercato o di comunicazioni commerciali. Restano, invece, possibili (a differenza del testo originale) le telefonate, anche senza consenso, per le rilevazioni statistiche: insomma Istat potrà continuare a chiamarci o inviarci questionari per posta, ad esempio per il censimento della popolazione.

Chi è già iscritto

Chi è già iscritto al Registro delle Opposizioni – precisa il Consiglio di Stato, nel parere dato al nuovo regolamento – verrà iscritto automaticamente al nuovo elenco. Se, poi, vuole cancellarsi o cambiare qualche cosa dovrà mandare una comunicazione specifica.

Azzeramento di consensi

Chiunque si iscriva (o venga trasferito in modo automatico) al nuovo registro delle Opposizioni cancella in modo automatico tutti i consensi espressi per l’utilizzo del proprio numero o indirizzo postale a fini commerciali. Con un’unica eccezione: resta valido il consenso rilasciato alle società con cui si hanno contratti in essere (o cessati da non più di 30 giorni) per la fornitura di servizi come acqua, luce, gas, energia.

Per gli altri: divieto assoluto di usare numeri, indirizzi: come ci si iscrive al nuovo Registro delle Opposizioni nessun call center ci può più contattare. Neppure quello di aziende che noi vorremmo ci aggiornassero sulle proprie offerte. Se vogliamo che la società X ci informi sulle sue proposte, tariffe, offerte dobbiamo dare di nuovo il consenso alle società che poi invierà i nostri dati con la nuova autorizzazione (datata) al Registro delle Opposizione.

Obblighi degli operatori

Gli operatori (le società che organizzano le campagne commerciali e utilizzano i numeri telefonici) devono:

1) già da ora utilizzare numeri richiamabili o identificabili tramite appositi prefissi;

2) in futuro, prima dell’avvio di ogni campagna e comunque almeno una volta al mese l’operatore deve consultare il Registro delle opposizioni per assicurarsi di utilizzare numeri su cui non gravino “divieti”;

3) in caso di cessione a terzi dei dati relativi alle numerazioni telefoniche, il titolare del trattamento è obbligato a comunicare all’interessato «gli estremi identificativi del soggetto» ai quali i suoi dati sono stati ceduti;

4) È vietato da parte degli operatori cedere a terzi i dati degli iscritti al registro delle Opposizioni per finalità diverse da quelle per le quali è stato rilasciato il consenso. —

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