Rt sceso a 1,01: la Toscana ora ha dati da zona gialla. Tracciamento: da maglia nera a regione virtuosa

Il governatore Giani spera nell’anticipo in un fascia di rischio ancora più bassa dell'arancione dal 13: ma c'è ancora un parametro che preoccupa

FIRENZE. Ha più che dimezzato i contagi in una settimana, sono sparite dalle tabelle quelle inquietanti scritte rosse sul rischio alto e non ha più «allerte sulla resilienza del sistema sanitario» o una trasmissione talmente «diffusa» da risultare «non gestibile» neppure con l’istituzione di zone rosse locali nelle enclave focolaio, uno dei parametri che quasi un mese fa imposero la zona rossa. Quella bocciatura adesso sembra un lontano ricordo. Il virus non è fermo ma è stato imbrigliato: l’Rt calcolato sui casi delle scorsa settimana, e risalente al 18 novembre, è sceso a 1.01, dopo aver toccato il picco di 1,8 a fine ottobre; e soprattutto da regione maglia nera sul tracciamento, la Toscana è diventata una delle virtuose, capace di condurre indagini epidemiologiche sul 96,6% dei positivi ricostruendo ogni loro singolo contatto e spezzando così le catene di contagio. Numeri simili a Valle d’Aosta, Basilicata, Marche e Molise.

Resta di fatto soltanto un parametro su 21 a destare ancora allarme, quello sull’occupazione delle terapie intensive, ancora al 44%, sopra la soglia di rischio del 30%. L’unico ostacolo che non consente ancora al ministro Roberto Speranza di adagiare la regione in una classe di rischio basso e solo moderato. Ma l’ultimo monitoraggio dell’epidemia messo a punto dall’Iss e vagliato dalla Cabina di regia descrive un quadro completamente diverso da quello che a metà novembre ha imposto ai toscani il livello massimo di restrizioni. Proprio l’Rt sceso a 1,01, se conferma la posizione della Toscana in uno scenario 2, compatibile con la zona gialla, sembra sancire una progressiva discesa verso il livello minimo di rischio.

Se il prossimo venerdì l’indice di contagio scendesse sotto lo zero, la Toscana potrebbe ritrovarsi in una teorica zona verde. Di certo Eugenio Giani potrebbe rivendicare numeri per un anticipo in zona gialla, visto che la prossima potrebbe essere la terza settimana consecutiva compatibile con uno scenario 2 (Rt fra 1 e 1,25). Del resto, nella settimana dal 23 al 29 novembre, sono stati 18.267 i nuovi casi, il 51,7% in meno della settimana precedente. Sono stati 330 i nuovi focolai, ma solo 3.937 i nuovi casi non associati a catene di trasmissione note, dopo settimane in cui questo parametro, fondamentale per capire quanto davvero stesse funzionando il tracciamento, è rimasto fra i 10 e gli 11mila. Non solo. Il tasso di positività, che calcola la percentuale dei tamponi positivi sui soggetti testati, è passato dal 23,9 al 13,7%.



E seppure resta alto l’impatto dell’epidemia sul sistema sanitario, soprattutto per il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (quelli non intensivi sono occupati per il 31%, sotto la soglia di rischio del 40%), è ritenuta «bassa la probabilità» che nel giro di 30 giorni gli ospedali possano tornare sotto pressione.

Tutto bene? Non ancora. O meglio: un nuovo piccolo segnale d’allerta è arrivato proprio ieri dal bollettino giornaliero. Per la prima volta dal 28 novembre i nuovi casi sono risaliti sopra i mille. Per la precisione a 1.071, dopo cinque giorni consecutivi sotto una soglia che è più psicologica che davvero statisticamente significativa. Resta alto il numero delle vittime (42, 23 uomini e 19 donne con un'età media di 80 anni), ma alcuni decessi risalgono ad alcuni giorni fa e sono stati comunicati solo adesso dalla Regione perché si trattava di persone con più patologie pregresse per cui l’Istituto superiore di sanità ha dovuto chiarire se davvero il Covid sia stato la causa della morte.

Inoltre, è normale registrate un numero alto di vittime adesso poiché la curva dei decessi si alza con almeno due settimane di ritardo rispetto a quella dei contagi, che in Toscana ha toccato il picco il 25 novembre. Continua il trend nero per le Rsa. Sono stati altri 8 i decessi di anziani nelle case di riposo. Migliora il trend dei ricoveri, scesi a 1.681, 58 in meno, 9 proprio in terapia intensiva. Per questo ieri Giani ora confida che Speranza fra una settimana possa applicare la modifica voluta dal governatore al nuovo Dpcm. Consente di non attendere più 14 giorni per passare di colore, ma solo con l’ok della Cabina di regia. «Ci speriamo», dice lui.

Intanto la Lega lo attacca: «Ha illuso i toscani e commercianti - dice il consigliere regionale Giovanni Galli - promettendo che saremmo passati in arancio un giorno prima». «Prendiamola con filosofia - chiude Giani -, in fondo domenica anche per i negozi si apre il ponte dell'8 di dicembre, una festa per poter vedere di riportare vita nell'anima della Firenze Bottegaia che Riccardo Marasco esaltava con una celebre canzone».