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Contributi su affitti, buoni alimentari infermieri a casa, stanziati 30 milioni

La Regione assicura aiuti per un anno a famiglie e persone in difficoltà per la pandemia: presto le regole di accesso

FIRENZE. Contributi per pagare l'affitto. Buoni acquisto per comprare da mangiare e pacchi alimentari a casa. Operatori socio sanitari, infermieri, psicologi ed educatori professionali per arginare casi difficili tra le mura domestiche. La crisi economica e sociale causata dall'emergenza sanitaria picchia duro. Servono misure d'emergenza. Per questo la Regione ha stanziato 30 milioni per aiutare singole persone e famiglie appartenenti alle fasce più deboli della popolazione messe ora più in difficoltà dall'emergenza sanitaria. Le azioni di sostegno partiranno a breve, non appena sarà stato approvato il regolamento che attua le disposizioni approvate dalla giunta. Gli aiuti andranno avanti per un anno dal loro inizio. Vediamo chi sono i destinatari e le azioni che saranno messe in campo.

I DESTINATARI DEI 30 MILIONI


Ecco a chi la Regione potrà erogare i fondi (in parte dell’Unione Europea, in parte dello Stato, in parte propri): persone o famiglie che hanno subito una forte riduzione del reddito a causa della diminuzione dell'orario di lavoro e/o della chiusura della propria attività per le misure di contenimento della diffusione del Covid; persone o famiglie con componenti in cassa integrazione ma che non la ricevono e hanno mancanza di liquidità; persone o famiglie che non percepiscono alcuna entrata economica in seguito all'emergenza Covid; famiglie che hanno avuto un componente deceduto per causa Covid e ora si trovano in forti difficoltà economiche; famiglie che necessitano di sostegno socio-educativo per i figli minori per una situazione causata o aggravata dal Covid; persone che si sono rivolte al servizio sociale territoriale o ne sono state segnalate per problemi di tipo psicologico, comportamentale o relazionale, causati o aggravati dal Covid; i destinatari dei contributi per il pagamento dell'affitto; persone svantaggiate inserite nel percorso di accompagnamento al lavoro che hanno difficoltà economiche , soprattutto se accentuate dal Covid.

I CONTRIBUTI PREVISTI: DALL’AFFITTO AI BUONI ALIMENTARI

C'è il contributo al pagamento dell'affitto per coloro che possiedono i requisiti per l'accesso alle misure regionali. Ci sono i buoni acquisto di generi alimentari e azioni di solidarietà alimentare (ad esempio: pacchi alimentari e acquisti presso negozi convenzionati) per chi si trova in situazioni di particolare difficoltà economica anche per effetto dell'emergenza Covid. La Regione dovrebbe distribuire le risorse ai Comuni e stabilire con esattezza i criteri in base ai quali le pubbliche amministrazioni poi daranno pacchi alimentari o buoni da spendere nei negozi per l’acquisto di alimenti.

Ci sono attività socio-assistenziali/socio-educative a domicilio anche in ambiente Covid positivo. Questo intervento mira a contenere situazioni di crisi personale/familiare che possono creare esclusione dal sistema sociale e produttivo del territorio. Minimo il 20% del finanziamento totale previsto per la zona-distretto di riferimento dovrà essere destinato alle attività socio-assistenziali/socio-educative a domicilio.

I SERVIZI SOCIO-SANITARI A DOMICILIO

Per quanto riguarda l'assistenza integrata, si prevede l'invio a domicilio di operatori socio-sanitari (oss), operatori socio-assistenziali (osa), assistenti di base (adb), operatori tecnici addetti all'assistenza (ota), infermieri e fisioterapisti. Oss, osa, adb e ota svolgono queste azioni: igiene e cura della persona, cambio e rifacimento del letto, aiuto per l'assunzione dei pasti, aiuto per una corretta deambulazione, educazione sanitaria alla cura della persona, aiuto alle persone nei compiti comuni di vita quotidiana, supporto alla famiglia. E ancora: preparazione dei pasti, cura dell'ambiente di vita, disbrigo di piccole commissioni, consegna dei pasti a domicilio, servizio lavanderia, accompagnamento e trasporto per piccoli commissioni necessarie o urgenti. Gli infermieri educano, addestrano, eseguono medicazioni semplici e svolgono altre prestazioni non invasive; gestiscono il catetere vescicale, medicano le stomie (aperture chirurgiche poiché un tratto dell'apparato digerente o urinario sono compromessi da una patologia) e praticano le terapie endovenose idratanti. I fisioterapisti fanno il trattamento riabilitativo della persona che hanno in cura, la addestrano all'uso di ausili semplici e la educano a prendersi cura di sé.

I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI A DOMICILIO

Viene mandato lo psicologo a casa. Aiuta la persona e il nucleo familiare a fronteggiare situazioni critiche nella fase della quarantena o durante la malattia Covid. Se ce n'è bisogno, arriva l'educatore professionale per il supporto alle famiglie con necessità di sostegno socio-educativo, anche per i figli minori, causata o aggravata dal Covid.

DURANTA DEI CONTRIBUTI

Sarà possibile combinare due o tre azioni sullo stesso destinatario/nucleo familiare. L'importo massimo del sostegno ammonta complessivamente a 3.000 euro a destinatario.

Gli interventi durano 12 mesi a partire dal loro avvio secondo quanto stabilisce la Regione.

COME OTTENERE I CONTRIBUTI

La delibera della giunta regionale che stanzia i 30 milioni è la numero 1458 del 23 novembre. A proporla sono stati l'assessora al sociale Simona Spinelli e la direzione dei diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. I 30 milioni sono finanziati in gran parte dall'Unione europea, poi dallo Stato e anche dalla Regione.

Le linee guida su come presentare la richiesta per ottenere questi finanziamenti ancora non sono state definitive. Dovrebbero essere stabilite - dice la Regione - nel giro di pochi giorni. Prima però la Regione, d'accordo con Anci Toscana (l’Associazione nazionale dei Comuni), dovrà pubblicare il bando per gli enti erogatori degli aiuti. Dalla sede della giunta regionale assicurano che tutta la procedura sarà definita entro la prossima settimana.

A presentare le domande (per la ripartizione dei fondi a disposizione) saranno le Società della Salute e, ove non costituite, i soggetti pubblici individuati dalle conferenze zonali dei sindaci. —