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Coronavirus, Giani chiede di anticipare la zona arancio: per il ministro "non si può", ma c'è uno spiraglio

Con un indice Rt da fascia gialla, il governatore invierà a Speranza una lettera con i dati delle ultime settimane. Ecco in cosa sperano Giani e i suoi tecnici

FIRENZE. È un chiodo fisso da molti giorni, è diventato un progetto politico almeno da tre, da quando cioè la curva in Toscana è in discesa. Da quando sulla sua scrivania ci sono numeri, alcuni invisibili nei bollettini quotidiani, che sembrano dettare una lettura univoca: dati da zona gialla. Perché non solo le misure avrebbero raffreddato l’epidemia, ma la Toscana avrebbe ingabbiato il virus. Per questo Eugenio Giani s’è deciso a chiedere al governo e al ministro Roberto Speranza di accelerare e collocare la regione almeno in arancio. Tradotto: negozi aperti, scuole medie in presenza, spostamenti più liberi. «Domenica 29 saranno scadute le due settimane dall’entrata in vigore dell’ordinanza che ci ha collocato in zona rossa, e io lunedì mattina spedirò subito una lettera a Roma per chiedere il passaggio immediato in zona arancione - dice Giani al Tirreno - Siamo da due giorni sotto i 1.000 nuovi casi. Se proseguisse questo andamento sarebbe la prima settimana sotto i 10 mila contagi totali dopo il picco di 16.700».

Per il governatore ci sono le condizioni. Per le stime della task force regionale, l’Rt già la scorsa settimana sarebbe sceso intorno a quota 1, a un livello compatibile con uno scenario 2, quindi “giallo” nella progressione geometrica delle restrizioni che hanno diviso l’Italia in tre colori. Non solo. Il report di monitoraggio in arrivo fra oggi e domani potrebbe certificare addirittura un indice di trasmissibilità sotto l’1 calcolato sulla base dei dati relativi alla settimana 16-22 novembre. Ma è proprio uno spiraglio normativo contenuto nel decreto del 4 novembre a far credere a Giani e ai suoi tecnici in un’accelerazione.


Andiamo con ordine. Il Dpcm istitutivo del sistema delle zone colorate stabilisce che una regione in zona rossa possa cambiare colore se per 14 giorni consecutivi i dati di monitoraggio hanno registrato una «permanenza in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive». In più impone a Speranza di tenere in vigore le sue ordinanze per almeno 15 giorni.

Ecco, la Toscana è in zona rossa dal 15 novembre. E se il ministro seguisse la scansione temporale adottata finora, la nostra regione dovrebbe attendere quantomeno di conoscere il monitoraggio relativo all’andamento dell’epidemia nella settimana in corso, cioè 23-29 novembre. Un report che sappiamo arrivare in ritardo, e previsto per il 4 o al massimo per il 3 dicembre, in coincidenza con il nuovo Dpcm a cui sta lavorando Giuseppe Conte. Il che farebbe scattare la Toscana arancio il 5 o 6 dicembre. In fondo, solo in questo fine settimana Lombardia e Piemonte, in zona rossa dal 6 novembre, dovrebbero poter attenuare la stretta. Questo perché Speranza finora ha adottato una linea di rigore, tendendo a verificare il requisito dei «14 giorni di permanenza in uno scenario inferiore» durante le due settimane di vigenza dell’ordinanza. Ecco, Giani invece sa che la Toscana ha dati da zona arancio almeno dalla settimana precedente quella in cui siamo finiti in rossa (9-15 novembre) e l’andamento è proseguito fino a piegare la curva e a portarla a cifre compatibili con la gialla. Così, non solo ora l’epidemia sembra frenare (anche ieri 986 nuovi casi), ma migliorano alcuni dei 21 parametri cruciali per uscire dalla classe di rischio più alta: si alleggerisce la pressione sugli ospedali, calano i ricoveri (-27), il tasso di positività (14,8%), l’incidenza del contagio ed è praticamente riacciuffato il tracciamento (98%). Inoltre da 4 giorni è scesa la richiesta di tamponi, tanto che il portale di prenotazione online non è più preso d’assalto e in media ogni giorno il 25% dei test disponibili al drive-trhu rimane inevaso. Un segno evidente di una diminuzione dei sintomatici.

Così Giani proprio ieri ha comunicato al Consiglio regionale di aver rivisto i piani di potenziamento dei posti letto: la Toscana spenderà per ora 7 milioni e non 10,9. Basteranno i 600 letti in più al Creaf e al Santo Stefano di Prato e al Campo di Marte di Lucca. «Ci sono tutte le condizioni per chiedere il passaggio in arancio e magari in giallo prima delle vacanze di Natale - dice il governatore - So che alcune persone potrebbero pensare che sia meglio rimanere in rossa così pieghiamo definitivamente la curva. Lo capirei se fossimo tutti a stipendio fisso come me, ma ogni giorno incontro persone che protestano e soffrono. Dobbiamo pensare anche a loro». Ma cosa farà Speranza? Abbiamo provato a chiedere se potrebbe anticipare l’ordinanza al primo dicembre. «No - rispondono dal suo staff - l’ordinanza arriverà dopo il monitoraggio». Ma Giani cadrebbe in piedi. A stare alle notizie filtrate in Regione da Roma, «pare che il Dpcm del 3 dicembre potrebbe addirittura eliminare il sistema delle fasce di colore e uniformare l’Italia a misure uguali per tutti»