Ora la Toscana ha numeri da zona gialla. Rt intorno a 1, forse abbiamo scollinato

La terapia intensiva Covid dell'ospedale di Ponte a Niccheri (foto Massimo Sestini)

Diversi segnali fanno pensare che il picco sia stato superato. Tomassini: «Riacciuffato il virus grazie al tracciamento»

Dopo più di un mese, per la prima volta sotto i mille. In tutto 962 nuovi casi. Non accadeva dal 21 ottobre, quando la curva della seconda ondata in Toscana toccò gli 866 nuovi infetti. Lì eravamo a metà della salita che avrebbe rimesso in crisi gli ospedali, riempito le terapie intensive e alla fine spinto la regione verso le restrizioni della zona rossa. Adesso, a stare ai dati, potremmo essere all’inizio della discesa. Ben oltre il picco. Anzi, oltre l’altopiano dell’epidemia che finora ci ha costretti a un semi-lockdown. In discesa. E questa volta non è un caso, né il dato di ieri né quello di domenica (1.323 casi) sembrano “puntiformi”, dettati dai fattori aleatori come ritardi nell’esecuzione dei tamponi o un rallentamento del lavoro nei laboratori di analisi come da mesi si registra nei fine settimana.

La Toscana potrebbe aver davvero ingabbiato il contagio da Covid-19. Epidemiologi e tecnici della Regione non si sbilanciano, invitano alla cautela. Ma sulla scrivania della task force regionale incaricata di gestire l’emergenza da coronavirus da tre giorni ci sono alcuni numeri, invisibili nei bollettini quotidiani, che sembrano dettare una lettura univoca: zona gialla. La curva dell’epidemia in Toscana già dalla settimana scorsa segue un andamento da scenario 2.

«È una nostra stima, che andrà confermata col monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità – dice l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini – ma l’indice di trasmissibilità Rt è sceso e dai nostri calcoli è intorno all’1». Addirittura, nelle bande di confidenza che tracciano il margine d’errore in difetto e in eccesso, oscillerebbe fra 0,9 e 1,1. Insomma, la regione, almeno con l’Rt, potrebbe addirittura collocarsi in uno scenario di rischio 1, il più basso, che nelle schede del ministero della Salute è colorato di verde.

Ecco, non significa però che questo ci consentirà di passare dalla zona rossa alla zona gialla d’improvviso, anche perché resta ancora alta la pressione e sul sistema sanitario, sebbene anche su quel fronte proprio ieri sia arrivato un altro segnale incoraggiante. Le persone ricoverate negli ospedali toscani sono ancora 2.067, dunque oltre la soglia dei 2.000 con cui il piano pandemico regionale impone l’allerta massima della “fase 5” e lo stop ad ambulatori, esami, visite e chirurgia No Covid (ad eccezione di urgenze e oncologia), e se resta stabile l’occupazione delle terapie intensive (al 48% con 296 ricoveri, comunque sopra la soglia di rischio del 30%), sono calati di 61 unità i ricoveri in area medica.

Ma questo sì, potrebbe essere per ora, un effetto casuale, visto che il rallentamento della curva del contagio si percepisce in ospedale e sul numero dei decessi con circa due settimane di ritardo, tant’è che ancora ieri in Toscana si sono registrati 47 decessi. Adesso però sembra davvero arrivata una svolta. Effetto delle misure restrittive, certo, ma la chiave dell’ottimismo che si respira in assessorato e al tavolo della task force sta nella «forza del tracciamento», dice Carlo Tomassini.

Già lunedì era ormai al 98,3%. Solo 23 dei 1.323 nuovi positivi non hanno risposto al telefono permettendo così ai 500 tracer impegnati nelle interviste di ricostruire la loro catena di contatti e isolarli. Nella Sud est addirittura la percentuale raggiunge ormai il 99,9%. E questo da tre giorni determina una consistente diminuzione della domanda di test da parte dei medici curanti. Per la prima volta dalla nascita del portale di prenotazione online dei tamponi, ogni giorno è più alto il numero di test disponibili nei drive-trough rispetto a quelli effettivamente prenotati ed eseguiti. Domenica su circa 6.000 disponibili, ne sono stati fatti 4.300, il 72%; lunedì 5.600 su 7.200, ieri 5.743 su 7.577, e le prenotazioni di ieri su oggi segnalavano una tendenza simile.

«Sembra si stia riducendo la domanda di tamponi – dice Bezzini – In sostanza, i medici di famiglia fanno meno ricette perché ogni giorno ci sono meno persone sintomatiche». Tanto che adesso in Regione si cerca di affrontare un paradosso. Dopo aver raggiunto faticosamente una forza di fuoco da 20-25mila test al giorno fra molecolari e rapidi antigenici, la domanda che arriva dal territorio sembra crollata proprio perché con il tracciamento la Toscana ha riacciuffato la coda del virus. Così si spiegano gli 11.813 tamponi molecolari riportati nel bollettino di ieri o i 10.551 in quello di lunedì rispetto a una media di 15-17mila dei giorni scorsi. Ma soprattutto così si spiega il calo dei soggetti testati, ieri appena 5.086 e di cui peraltro positivi il 18,9%, una delle percentuali più basse delle ultime settimane.

«Tanto che adesso – spiegano Bezzini e Tomassini – non vogliamo perdere questa forza di fuoco e stiamo preparando un nuovo modello di testing, che preveda una campagna di screening a tappeto in alcuni contesti come scuola o aziende». —