"Una giornata in difesa degli eterosessuali cattolici". Bufera sull'interrogazione del consigliere leghista

Gregorio Martinelli Da Silva

Bagno a Ripoli, la Lega prende le più nette distanze dall'interrogazione presentata da Gregorio Martinelli Da Silva e resa nota dal Pd. Secondo il politico locale le relazioni omosessuali sono "gravi depravazioni", "da condannare". E si scaglia contro l'ideologia volta "a discriminare i cattolici eterosessuali, soprattutto maschi"

A Bagno a Ripoli un consigliere della Lega, Gregorio Martinelli Da Silva, chiede al sindaco di istituire una giornata in difesa dei cattolici eterosessuali. Perché secondo lui sono discriminati e penalizzati dalle iniziative in difesa della comunità Lgbt, a partire dalla proposta di legge Zan sull'omotransfobia e dalla rete Ready, rete nazionali delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni.

Iniziative che secondo il consigliere leghista mirano a esaltare "atteggiamenti da condannare (che non vuol dire punire), volte a "incentivare e favorire l'omosessualità", "trampolino di lancio per l'acquisizione di diritti come quello dall'adozione da parte di coppie omossessuali".

Il consigliere nella sua interrogazione denuncia di essere stato discriminato in quanto cattolico eterosessuale. "Soprattutto in contesti artistici da persone omossessuali con commenti del tipo "i gay hanno più gusto'". E racconta di essere stato vittima di molestie "da parte di omosessuali con avance che spesso si sono tradotte in palpate e commenti che ai tempi ritenevo simpatici, ma che ripensandoci violavano il mio intimo".

"Non sarà possibile ai sensi di legge - scrive Martinelli Da Silva, riferendosi al ddl Zan - esprimere i propri pensieri riguardo l'omosessualità a meno che non siano elogi, venendo emarginati e puniti coloro vedono le relazioni omosessuali come gravi depravazioni".

"La società con la complicità delle istituzioni e di politici incapaci - si legge nelle conclusioni - sta commettendo nel nome della lotta alla discriminazione la peggiore delle discriminazioni possibili, quella contro i suoi valori e le sue origini. Con l’avanzamento di proposte come quelle della mozione della commissione pace, o come la legge Zan, si puniscono e si discriminano le persone che seguono la dottrina cattolica. Con l’avanzamento di questa ideologia arriveremo anche al punto di penalizzare tutta la categoria degli eterosessuali, soprattutto maschi".

LE REAZIONI.

A rendere nota l'interrogazione è il Pd di Bagno a Ripoli: "Nascondendosi dietro a una presunta tutela della eterosessualità, che non si capisce nemmeno cosa voglia dire, e difesa dei cristiani (i quali, si legge testualmente, sarebbero “discriminati e puniti” dalla lotta contro ogni discriminazione sessuale), si tenta di mettere in cattiva luce e impedire la sacrosanta difesa dei diritti umani". "Chiediamo le dimissioni immediate del consigliere Martinelli Da Silva poiché non è accettabile che un rappresentante del consiglio comunale, a prescindere dal colore politico, pronunci parole così gravi, violente e offensive".

Un attacco diretto al consigliere arriva anche dal sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini: "Rabbrividisco alle parole del consigliere della Lega. Rabbrividisco quando dichiara che la legge contro l'omo e la transfobia ha come “unico scopo quello di incentivare e favorire l'omosessualità”, quando dice che le relazioni omosessuali sono “gravi depravazioni”, che l'omofobia è qualcosa “che in realtà non esiste”... Da cattolico, dico che i veri valori del cattolicesimo non hanno niente a che vedere con questo vergognoso attacco all'omossessualità. Tra post sessisti contro le donne e visite a Predappio per omaggiare Mussolini, pensavamo qui in Toscana di aver visto tutto dai consiglieri della Lega. Ma evidentemente al peggio non c'è mai fine. Cosa dobbiamo aspettarci ancora? Che si torni a parlare di supremazia della razza ariana? Salvini ce lo spieghi, perché manca solo questo nelle parole del suo consigliere".

Ma è soprattutto la Lega a sconfessare le parole che il consigliere ha scritto sull'atto.

Il deputato leghista Edoardo Ziello scrive che “i bisogni principali delle toscane e dei toscani non sono certo quelli contenuti nell’interrogazione - sine forma - del consigliere, Martinelli, ma quelli relativi al fabbisogno di tutele economiche e sanitarie. Evidentemente tale consigliere è abbastanza scollegato dal contesto di povertà, dolore e sofferenza che stiamo vivendo e dalle politiche che stanno portando avanti tutte le sue colleghe e tutti i suoi colleghi amministratori della Lega in Toscana che con tanto impegno si stanno battendo per il bene dei territori e non per proposte avulse da ogni riferimento di attualità. Un conto è essere contrari al Ddl Zan come siamo, un altro è affermare, uscendo totalmente dal seminato, che le relazioni gay sarebbero ‘delle depravazioni’: nulla di più grottesco e offensivo”.

E la presa di distanza dell'europarlamentare Susanna Ceccardi non può essere più netta: "Si tratta di una iniziativa che il consigliere ha portato avanti in totale autonomia senza mai essere stata concordata con il partito, che anzi aveva diffidato il soggetto dal presentare questa mozione. Le affermazioni contenute nel testo sono lontane anni luce dal nostro modo di concepire la società di oggi e non posso che prenderne le distanze. Oltretutto, in un momento così difficile per migliaia di famiglie italiane, che stanno facendo i conti con una crisi sociale ed economica senza precedenti a causa della pandemia, affrontare queste tematiche in un consiglio comunale è davvero sconveniente e quasi surreale. Sono convinta che il nostro partito prenderà opportuni provvedimenti nei confronti di questo consigliere".

La senatrice fiorentina Caterina Biti (Pd) scrive che "da cattolica eterosessuale non mi sono mai sentita minacciata, e da rappresentante delle istituzioni inorridisco di fronte a chi ritiene che una proposta di legge, che ha l'unico scopo di tutelare i più deboli e di punire chi crede che sia libertà aggredire altre persone per ciò che sono e per chi amano, possa essere discriminatoria. Il consigliere vada a dirlo ai tanti giovani che temono per la propria sicurezza quando si tengono per mano o vada a dirlo a chi non vuole uscire di casa per paura della violenza degli altri. Non si può confondere la libertà di opinione con la libertà di umiliare altre persone ed è inaccettabile che un rappresentante eletto coltivi in questo modo discriminazione e violenza".