Il 110% e i contraccolpi del Covid: l'altra faccia del superbonus 

Ecco quali sono le implicazioni dell'emergenza sanitaria su pianificazione e realizzazione delle opere e come comportarsi

Che il superbonus sia un'opportunità per milioni di italiani desiderosi di migliorare lo stato dell'edificio in cui vivono grazie ai maxi incentivi statali, è risultato evidente in termini di interesse fin dalla sua introduzione nel decreto Rilancio dello scorso maggio. Ora però ci sono anche numeri concreti a testimoniare il gradimento delle agevolazioni al 110% per la riqualificazione energetica, accompagnate dalla possibilità di cessione del credito direttamente in fattura o a un intermediario fiscale: delle nove milioni di famiglie che pensano di utilizzarlo (lo stima un'indagine di mUp Research e Norstat per Facile.it), sono state duemila in meno di due settimane le richieste di cessione del credito giunte all'Agenzia delle Entrate nella primissima fase di attivazione della facoltà, per un importo complessivo di 13 milioni di euro.

Lo spettro del coronavirus. In attesa di capire se la decisione del governo di non prorogare il superbonus oltre il 31 dicembre 2021 possa essere riconsiderata (e magari già entro fine anno), bisogna valutare quanto la situazione attuale legata all'emergenza pandemia vada a incidere nei confronti di chi ha già deliberato gli interventi o abbia intenzione di farlo. Nel primo caso, i problemi potrebbero essere legati sostanzialmente a rallentamenti nell'effettuazione delle opere; nella seconda eventualità, invece, è possibile che entrino in gioco altri fattori, a cominciare dai pronunciamenti delle assemblee di condominio, sul cui svolgimento a distanza è in corso un confronto in Parlamento (peraltro c'è chi sottolinea con forza come non tutti siano in grado di usare i mezzi telematici e qualcuno rischi di veder lesi i propri diritti). Non va dimenticato, infatti, che all'esito - anche numerico - di tale passaggio, è legata indissolubilmente l'erogazione dei fondi da parte degli intermediari in sede di cessione del credito.

Gli altri fronti. Proprio la cessione del credito resta il nodo centrale cui guarda chi oggi è intenzionato a ricorrere ai maxi incentivi. Ma tale punto diventa ugualmente importante dopo la proroga al 2021 degli altri bonus principali, già inseriti nella prossima manovra (e, di questi, va ricordato per primo quello al 90% sulle facciate degli edifici, di fatto finora utilizzato poco o nulla, ma che può diventare la migliore alternativa dove non arriva la copertura del 110%).

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