Conte ai ristoratori toscani arrivati a piedi a Roma: «Mi impegno per voi»

Hanno percorso centinaia di chilometri seguendo la via Francigena per difendere le loro attività

A piedi da Firenze a Roma, la protesta dei ristoratori" "Dal governo solo mancette"

ROMA. Bravi. Ce l’hanno fatta. Sono partiti il 4 novembre da Firenze con un solo obiettivo: seguire a piedi la via Francigena per arrivare a Roma e parlare con il premier Giuseppe Conte. Si sono sobbarcati per dieci giorni centinaia di chilometri sul vecchio percorso dei pellegrinaggi, resistendo alla fatica fisica e alle tendiniti in agguato, soprattutto sulle salite impegnative, tipo quelle di Montefiascone o di Bolsena. Ma ce l’hanno fatta. I ristoratori toscani hanno dato una dimostrazione di protesta pacifica, gandhiana, e sono stati accontentati. Conte ha ricevuto una loro delegazione a Palazzo Chigi. Arrivati ieri pomeriggio nella capitale, hanno manifestato al Pantheon, poi è arrivata l’attesa chiamata nelle stanze del potere. Hanno fatto tutto questo per difendere le loro ragioni di titolari di ristoranti e trattorie sull’orlo del fallimento a causa delle misure restrittive prese dal governo. Sono stati chiamati gli “inessenziali”.

Hanno voluto far sapere, con un’iniziativa bella e non violenta, di essere invece “essenziali” non solo per le loro famiglie ma anche per il Paese intero. Hanno difeso la loro dignità di persone e di imprenditori. Lo slogan era semplice: «Conte arriviamo!», accompagnato anche da un hashtag. In 62, guidati da Pasquale Naccari, presidente dell’Associazione ristoratori Toscana (che rappresenta circa quindicimila aziende), hanno portato a termine questa lunga marcia sulla Francigena, sperando di vedere il presidente del Consiglio per sottoporgli le loro richieste. In una parola, la possibilità di sopravvivere, di mandare avanti le loro attività. Naccari riassume così i dieci giorni di camminata: «È stata un’esperienza faticosa ma sono contento perché il nostro gruppo è rimasto compatto. Il mondo è cambiato, siamo stanchi di subìre, e siamo andati avanti ogni giorno con questo spirito».

Non era scontato che Conte accettasse di vedere i nostri camminatori a oltranza. Ma, se si fosse rifiutato, avrebbe commesso un clamoroso errore di immagine. Naccari ha il telefono staccato, è irraggiungibile. Buon segno. Forse è dentro Palazzo Chigi. Alle 19.44 l’agenzia Ansa, dopo aver comunicato la notizia che alcuni ristoratori toscani sono stati ricevuti da Conte, riporta una dichiarazione del premier: «Per i ristori abbiamo messo in campo risorse ingenti raddoppiando i contributi della primavera. Il mio impegno è che questo governo farà tutto ciò che è necessario per uscire da questo periodo».

Missione compiuta, insomma. Non è che lo scenario drammatico cambi all’improvviso, e poi sono solo parole, seppur pesanti perché pronunciate dal capo del governo. Però i ristoratori toscani hanno centrato in pieno il loro desiderio, nella forte speranza che, proprio nel giorno della zona rossa in Toscana, le cose possano comunque migliorare. —