Iva e ritenute Irpef congelate 4 mesi. Si paga da marzo ma senza interessi

Il beneficio del decreto Ristori bis scatta per le attività chiuse dal 3 novembre e per chi è nel settore della ristorazione. Nel 2021 si può saldare anche a rate

Lunedì 16 novembre era cerchiato in nero sui calendari di aziende, commercianti e imprese. Era la temutissima data di scadenza dei versamenti dell'Iva e delle ritenute in un momento storico di crisi economica e sanitaria, con gli aiuti del governo che tardano ad arrivare (prima fra tutte la cassa integrazione) e le spese fisse che invece non aspettano. Ma il decreto Ristori bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì 9 novembre con «ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19» rinvia questi pagamenti su base nazionale. Anche in Toscana. Almeno fino a marzo. Attenzione: non si tratta di non pagare l’Iva o l’Irpef. Si tratta di tirare il fiato per qualche mese. Ecco, dunque, quali sono le novità riassunte in una guida realizzata grazie al contributo dello studio viareggino Tmp dei commercialisti Matteo Pulga, Marco Caruso e Carmen Boccoli.



1.QUALI PAGAMENTI VENGONO SOSPESI? Il decreto Ristori bis sospende il pagamento Iva del mese di ottobre e il debito Iva del terzo trimestre del 2020 (cioè dei mesi di luglio, agosto e settembre appena trascorsi) per tutte le attività del Paese. La distinzione fra contribuenti mensili e trimestrali viene prevista automaticamente per legge in base al volume di affari.

Il decreto Ristori bis sospende anche le trattenute relative all'addizionale Irpef regionale e comunale, e le ritenute alla fonte: il decreto estende cioè l'esonero dal versamento dei contributi di questo mese di novembre (cioè le ritenute fiscali sui dipendenti e le ritenute previdenziali) anche ai datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nella tabella riportata nell'allegato 1 del decreto stesso e contrassegnati dal proprio codice Ateco (il codice che contraddistingue l’attività produttiva).



2.CHI HA DIRITTO ALLA SOSPENSIONE? Tre sono i fronti delle sospensioni studiati per l'Italia, ma di questi solamente due riguardano la Toscana: il terzo beneficio, infatti, si applica alle zone rosse (ad altissimo rischio di contagio dove è già scattato un lockdown severissimo. La Toscana, al contrario, attualmente è stata riclassificata nella fascia arancione.

Hanno diritto alla sospensione del pagamento Iva e delle ritenute alla fonte due grandi gruppi di contribuenti. Il primo gruppo è composto dalle attività che sono state chiuse senza appello dal decreto del 3 novembre: cioè parchi tematici e di divertimento, sale mostre, palestre, piscine, centri benessere, centri termali, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, cinema, teatri, discoteche, e infine le sale da ballo. Il secondo gruppo è composto da tutte le imprese che esercitano le attività dei servizi di ristorazione.

3.QUANDO E COME SI PAGHERÀ?

Due sono le possibilità fra le quali il contribuente sarà chiamato a scegliere: il pagamento in un'unica soluzione oppure il pagamento in un massimo di 4 rate mensili di pari importo, senza sanzioni o interessi. In entrambi i casi la nuova scadenza, inizialmente prevista per lunedì 16 novembre, è fissata per il 16 marzo 2021: il pagamento in un'unica soluzione dev'essere effettuato entro quella data, e in quella stessa data scade il pagamento della prima rata.

Con la dicitura “senza sanzioni” il Ristori bis spiega che il pagamento così differito non sarà considerato in ritardo (perché previsto e autorizzato dallo Stato), e quindi nessun contribuente che decida di avvalersi del provvedimento potrà essere multato per aver effettuato il pagamento 4 mesi dopo.

Con la dicitura “senza interessi” il decreto intende invece che le rate (siano esse 2, 3 o 4, a discrezione del contribuente purché siano di pari valore) consisteranno nella sola quota capitale: un ipotetico pagamento da 6mila euro potrà cioè essere suddiviso in due rate da 3mila euro, tre rate da 2mila o quattro rate da 1.500 euro ciascuna, senza – appunto – interessi. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determinerà la decadenza dal beneficio della rateazione. Il mancato pagamento delle rate infatti – quello sì – comporterà delle sanzioni, anche se ad oggi non esiste un apposito disciplinare.


 

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