Nuova ordinanza: al supermercato uno per famiglia, ecco le prime code. Arriva una stretta anche sui negozi. Il dettaglio di tutte le nuove regole

La coda al Carrefour di Pisa

Distanziati anche se aspettiamo davanti ai camerini. Acquisti in compagnia solo di bimbi o non autosufficienti 


FIRENZE. A fare la spesa deve andare una sola persona per famiglia. In tutti i negozi si deve restare «solo il tempo strettamente necessario a effettuare gli acquisti». Sempre a distanza di 1 metro. Meglio ancora di 1 metro e 80. E ogni cliente deve avere a disposizione una superficie (di vendita) di 10 metri quadrati. Quindi nei piccoli negozi, di fatto, entrerà una persona per volta. Al massimo due. La Toscana non chiude il commercio, ma restringe (molto) le maglie. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, firma un’ordinanza in vigore già da oggi che riporta il commercio ai giorni dell’emergenza Covid-19.

E nei supermercati, questa mattina (sabato 31) si sono formate le prime code. 


Il governatore ammette la retromarcia: aveva promesso ai gestori dei centri commerciali che avrebbe consentito di autoregolamentarsi. Non è possibile. Non con quasi 2700 contagi in un giorno, gli ospedali con i reparti quasi al collasso (per i ricoveri da coronavirus) e la curva dei contagi in salita: «C’è la necessità di agire con ordinanza in maniera più drastica. Gli acquisti non possono essere più considerati una forma di passeggiata per la famiglia anche perché ci sono molti asintomatici. E chi non ha sintomi non è è meno contagioso. Anzi». Così Giani utilizza le possibilità offerte dal Dpcm del 24 ottobre secondo il quale le «attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno 1 metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Le attività devono svolgersi nel rispetto di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio adottati dalle Regioni». Quindi via alle nuove restrizioni.

Mascherine, gel e distanze

Da oggi in tutti i negozi e centri commerciali è consentito l’ingresso solo a chi indossa la mascherina protettiva «che copra naso e bocca». È obbligatorio igienizzare le mani con gel prima di entrare e mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro (ma è consigliato «ove possibile», mantenere una distanza di 1,8 metri).

All’ingresso di ogni negozio deve essere posizionato il gel igienizzante e deve essere esposta la cartellonistica che riepiloga le misure di sicurezza, compreso il divieto di assembramenti e il divieto di accedere ai negozi con la febbre superiore a 37,5° C.

Carrelli e cestelli

Nella zona “prelievo” di carrelli e cestelli della spesa - precisa l’ordinanza di Giani - devono essere posizionati dispenser con gel igienizzante e rotoli di carta assorbente: i clienti devono igienizzare l’impugnatura prima di prelevare carrello o cestello.

Negozi di alimentari

Nei negozi di generi alimentari o a prevalenza alimentare «l’ingresso è consentito a una sola persona per nucleo familiare, salvo bambini e persone non autosufficienti».

Capienza massima dei negozi

All’ingresso di ogni negozio deve essere esposto un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno. Il numero massimo si calcola considerando che ogni cliente abbia a disposizione 10 metri quadri di superficie di vendita. Per superficie di vendita, in base al Codice del Commercio, si intende «l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature, vetrine, cabine di prova, le aree di esposizione della merce, se accessibili alla clientela. Esclusa l’area scoperta, purché adiacente all’esercizio commerciale e per la parte che non superi il 20% della superficie di vendita, nonché quella di magazzini, depositi, locali di lavorazione, spazi collocati oltre le casse, uffici se non accessibili alla clientela». Inoltre, dal calcolo dei 10 metri quadri a persona «sono esclusi gli operatori».

Accessi scaglionati

Per evitare assembramenti e garantire l’accesso contingentato è necessario adottare «sistemi di limitazione all’ingresso, scaglionamento degli accessi o sistemi di prenotazione». Inoltre, dove possibile, nei negozi si devono «garantire percorsi differenziati di entrata e uscita. Se non ci sono le condizioni per mantenere il distanziamento devono essere segnalate le direzioni di percorrenza».

Alle casse

Sui banchi e alle casse dovrebbero essere previsti pannelli di separazione fra lavoratori e clienti. Se non è possibile, i lavoratori devono indossare la mascherina FFP2 senza valvola e avere sempre il gel per le mani. Inoltre, deve essere favorito il pagamento con bancomat e carta di credito.

Supermercati e centri commerciali

All’ingresso delle “medie e grandi strutture di vendita” (supermercati o centri commerciali) sono posizionati i rilevatori di temperatura.

I percorsi di ingresso e uscita devono essere indicati anche nei parcheggi «soprattutto se interrati».

Possibili code

Se si prevede la formazione di code, come in effetti è successo, deve essere indicata (con segnaletica a terra) la distanza di 1 metro da tenere: questa distanza deve essere indicata anche su rampe e scale mobili. «In caso di centri commerciali - precisa l’ordinanza - devono essere previsti ingressi differenziati fra i negozi a prevalenza alimentari e la galleria commerciale (con le altre tipologie di negozi). Se non è possibile differenziare gli ingressi, si devono differenziare i percorsi».

La coda al parco Levante di Livorno


Capienza per bagni e ascensori

Nei centri commerciali e nei supermercati «la valutazione dell’indice massimo di presenze deve essere effettuata anche per l’accesso ai servizi igienici e agli ascensori» e la capienza massima - evidenzia l’ordinanza regionale - deve essere specificata all’esterno, in modo da garantire sempre (in qualunque luogo) la distanza interpersonale di 1 metro almeno.

La distanza di 1 metro deve essere garantita anche se si è in fila davanti ai camerini di prova della merce.

Consumo alimenti

Nelle aree comuni dei centri commerciali è vietato consumare alimenti e bevande «al di fuori degli spazi dedicati alla somministrazione». Insomma o si è a un tavolino di un bar/ristorante o non si mangia. nche l’uso di panchine o sedute «deve essere limitato con segnaletica visibile. Oppure deve essere vietato con sistemi specifici per mantenere il distanziamento».

La vigilanza sul rispetto delle regole da parte dei clienti spetta al personale del centro commerciale. —




 

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