L'allarme dell'Agenzia regionale di sanità: livelli di contagio sopra la media nazionale. Ecco cosa ci attendiamo nel giro di 2-3 settimane

Fabio Voller, epidemiologo e direttore dell'Ars

Il direttore Fabio Voller: "Se i ritmi di crescita dei contagi, dei ricoveri e dei decessi dovessero mantenersi in linea con quelli osservati nelle ultime settimane, nella nostra regione prevediamo di raggiungere entro circa una settimana i livelli di ospedalizzazione raggiunti al culmine della prima ondata di marzo-aprile"

FIRENZE. L'epidemiologo e direttore dell'Ars  (Agenzia Regionale di Sanità della Toscana), Fabio Voller, fa il punto sulla difficile situazione della Toscana.

Mentre nei mesi di marzo e aprile la nostra regione si era mantenuta su livelli di diffusione del virus (e impatto sugli ospedali) al di sotto della media nazionale, trainata in quel periodo dalle regioni del nord, IN QUESTA NUOVA FASE ABBIAMO LIVELLI DI CONTAGIO SOPRA LA MEDIA NAZIONALE.
 
 
La Toscana è al momento tra le regioni con incidenza settimanale più alta della media nazionale (370,6 vs 269,7 per 100mila abitanti) ed è fra quelle con la % di variazione rispetto alla settimana precedente più alta. Nella nostra regione, infatti, i casi al momento tendono a raddoppiare da una settimana all’altra (+100,8% nell’ultima rispetto alla precedente), con la percentuale di positivi tra le persone testate che ha raggiunto il 21,7% nell’ultima settimana 
 
Contestualmente, aumentano le persone testate, ieri, 30 ottobre, è stato toccato il numero più alto di tamponi fatti dall'inizio dell'epidemia, 17.834.
 
Con le difficoltà attuali dei sistemi di tracciamento, dovute all’elevato numero di positivi e contatti da tracciare, è possibile che la percentuale di positivi tra le persone testate aumenti non solo per la maggior diffusione del virus, ma anche per la difficoltà di sottoporre a tampone tutti i potenziali contatti di positivi accertati. 
 
Come nella prima ondata, la diffusione del virus segue un chiaro gradiente nord-sud nella nostra regione. Sono bene 249 i comuni toscani che hanno avuto almeno un caso nell'ultima settimana, praticamente 9 comuni su 10 hanno avuto almeno un caso positivo.
 
Per tentare di evidenziare le aree a maggior rischio abbiamo ideato un indice a 4 livelli di rischio che combina l’incidenza settimanale (sopra o sotto i 200 casi per 100mila abitanti) con la variazione % dei casi rispetto alla settimana precedente (aumento maggiore o minore del 50%).
 
LA FASCIA CENTRO-SETTENTRIONALE DELLA TOSCANA, DA OVEST A EST, È A LIVELLO DI RISCHIO 2 O 3. 
 
 
Dal 15 settembre i casi in età scolare (3-19 anni) sono stati 4.490, di cui la metà tra i 14-19enni. Si tratta del 14,7% dei 28.550 nuovi casi nel periodo 15 settembre – 30 ottobre, dato perfettamente allineato alla struttura per età della popolazione, i ragazzi 3-19enni rappresentano infatti il 14,6% dei toscani.
l’incidenza dei nuovi casi positivi però, aumentata progressivamente di settimana in settimana probabilmente anche grazie al sistema di sorveglianza scolastico che fa scattare la richiesta di tampone in presenza di sintomi, anche lievi, ha subito una decisa impennata nelle ultime due settimane fra i ragazzi delle delle scuole secondarie, in particolare fra quelli delle superiori che hanno raggiunto i 600 nuovi casi ogni 100mila ragazzi fra i 14 e i 19 anni.
 
RICOVERI
 
Esiste una forte correlazione fra i nuovi tamponi effettuati e il tasso di incidenza di nuovi positivi e ricoverati, entrambe misure della diffusione del contagio. Ciò che il grafico suggerisce è che più tamponi, e quindi più contatti tracciati, aiutano a tenere sotto controllo l’incidenza della malattia e dei ricoveri, come dimostrano Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Friuli (per citare quelle con numerosità più elevate).
 
I posti letto occupati da malati Covid19 si apprestano a raggiungere il picco osservato all'inizio del mese di aprile. Al 30 ottobre sono 1.160 persone ricoverate, di cui 153 in terapia intensiva. Siamo quindi vicini a raggiungere i 1.437 ricoverati avuti a inizio aprile (di cui 297 in terapia intensiva).
 
Con l'attuale ritmo di crescita, è probabile che tra meno di una settimana i posti letto occupati tornino al picco di inizio di aprile, ma con una differenza: rispetto ad allora è minore il ricorso alla terapia intensiva tra i degenti. Attualmente i ricoverati in terapia intensiva sono il 13% del totale dei degenti, mentre erano circa il doppio (20%) a marzo e aprile.
 
 
La maggiore precocità nell’intercettare i casi e quindi eventualmente a ricoverare ed alcuni progressi nelle terapie sembrano spiegare questa minor severità clinica dei pazienti che arrivano in ospedale ma spiegano anche la necessità al ricorso preponderante dei ricoveri ordinari piuttosto che alla terapia intensiva.
 
Infine, rispetto al periodo di relativa assenza dalla fine di giugno a settembre, nelle ultime settimane anche I decessi mostrano un trend in crescita. Nella settimana dal 24 al 30 ottobre sono stati 83, rispetto ai 50 della precedente e ai 14 di due settimane fa. La crescita della curva dei decessi segue con una latenza di circa 15 giorni quello della curva dei contagi e dei ricoverati.
 
L’età media dei deceduti si mantiene ben al di sopra gli 80 anni, circa 83, come nella fase di marzo-aprile, ma i decessi settimanali al momento sono circa la metà di quelli raggiunti nel periodo di picco della prima ondata (avemmo 177 morti settimanali nella nostra regione nella settimana dal 9 al 15 aprile), grazie anche all’identificazione precoce della malattia.
 
 
COSA CI ATTENDIAMO NEL BREVE PERIODO
 
Serviranno almeno 3 settimane per vedere gli effetti delle misure contenute nel dpcm del 24 ottobre. Se nel frattempo i ritmi di crescita dei contagi, dei ricoveri e dei decessi dovessero mantenersi in linea con quelli osservati nelle ultime settimane, nella nostra regione prevediamo di raggiungere entro circa una settimana i livelli di ospedalizzazione raggiunti al culmine della prima ondata di marzo-aprile, pur con numeri di terapia intensiva occupata più contenuti. Di conseguenza ci attendiamo anche un ulteriore incremento dei deceduti.
 
È essenziale quindi prevedere un rafforzamento dei presidi ospedalieri e del personale sanitario, infermieristico e sociosanitario, così come si sta evidenziando nelle ultime settimane, con particolare riferimento alle strutture intermedie di cure per decongestionare i reparti ospedalieri dalle situazioni cliniche più lievi. 
 
 
Come detto ormai molte volte, serve attenzione massima ai luoghi a maggior rischio di contagio e di conseguenze in termini di salute (gli stessi ospedali e le residenze per anziani).
 
Occorre però anche rafforzare ulteriormente il sistema di tracciamento dei casi e dei contatti, per cercare di limitare il più possibile la possibilità che persone positive, presumibilmente asintomatiche, alimentino inconsapevolmente i contagi. Il rafforzamento previsto e annunciato da parte di Regione Toscana con altri 500 operatori dedicati al tracciamento va in questa direzione.
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