Agricoltori, vivai, pesca e fiorai: ecco i contributi a fondo perduto

Agricoltori al lavoro in Maremma

Agroalimentare, la novità del decreto. Come ottenere i soldi

FIRENZE. Agricoltori e allevatori, agriturismi e fiorai, aziende ittiche, vinicole e del verde. Le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, aziende o persone fisiche, potranno fare domanda per il contributo a fondo perduto con più facilità rispetto agli altri settori.

Ecco allora quali sono le novità del decreto Ristori analizzate dai commercialisti Marco Caruso, Matteo Pulga e Carmen Boccoli dello studio Tmp di Viareggio. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai tre quarti dello stesso ammontare del mese di aprile 2019.

Carmen Boccoli, Marco Caruso e Matteo Pulga dello studio Tmp di Viareggio

Se ad aprile di quest'anno si è guadagnato il 25 percento in meno rispetto all'anno scorso, allora si può fare domanda per il bonus. Chi aveva già ottenuto il ristoro di maggio avrà in automatico anche questo sul conto corrente, chi invece non aveva fatto domanda potrà farla appena l'Agenzia delle entrate attiverà il modulo sul proprio sito. Il contributo a fondo perduto è calcolato sulle perdite subite. Ecco allora quali sono i codici Ateco che possono fare domanda: 01 (coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi), 02 (utilizzo di aree forestali), 03 (pesca e acquacoltura), 10 (lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne), 11.02.10 (produzione di vini da tavola), 11.02.20 (produzione di vino spumante e altri vini speciali), 46.21.10 (commercio all'ingrosso di cereali e legumi secchi), 46.21.22 (commercio all'ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame, piante officinali, semi oleosi, patate da semina), 46.22 (commercio all'ingrosso di fiori e piante), 46.38.10 (commercio all'ingrosso di prodotti della pesca freschi), 47.76.10 (commercio al dettaglio di fiori e piante), 47.89.01 (commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti), 56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole), 55.20.52 (attività di alloggio connesse alle aziende agricole), 81.30.00 (cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole), e infine 82.99.03 (servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche).

C’è, infine, anche lo "slittamento" dei contributi previdenziali, introdotto in extremis, ma con una differenza sostanziale rispetto alle altre attività: in questo caso slitta infatti solo la scadenza del mese di novembre in scadenza il 16 dicembre. Si parte da un calcolo basato sulla riduzione di fatturato subita a séguito del nuovo Dpcm: chi ha perso il 20% può far slittare la metà dei contributi, chi ha perso più del 20 invece può farli slittare tutti.

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