Mps aumenta gli accantonamenti, ipotesi aumento di capitale da 1,5 miliardi

La decisione  per i rischi legali dopo la sentenza che ha condannato in primo grado l'ex presidente Alessandro Profumo, l'ex ad Fabrizio Viola e l'ex presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori, per la vicenda della contabilizzazione dei derivati con Nomura e Deutsche Bank

Mps aumenta gli accantonamenti per i rischi legali dopo la sentenza che ha condannato in primo grado l'ex presidente Alessandro Profumo, l'ex ad Fabrizio Viola e l'ex presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori, per la vicenda della contabilizzazione dei derivati con Nomura e Deutsche Bank. E, contestualmente, interrompe i termini della prescrizione per promuovere l'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, in attesa che il Tribunale di Milano pubblichi le motivazioni del verdetto.
   La decisione è stata presa dal cda che "con il supporto dei propri consulenti, ha attentamente esaminato il dispositivo della sentenza" che ha condannato Profumo e Viola a sei anni di reclusione e Salvadori a 3 anni e sei mesi. "In attesa di poter disporre delle motivazioni della sentenza stessa e, sulla base del solo contenuto del dispositivo", si legge in una nota, Mps ha "ritenuto opportuno" modificare "da 'possibile' a 'probabile'" la valutazione del rischio di soccombenza in una serie di controversie giudiziali e stragiudiziali.
   La banca si  è avvalsa della facoltà di non dare indicazioni sull'ammontare degli accantonamenti aggiuntivi, in quanto potrebbero pregiudicarla nelle trattative per chiudere transattivamente il contenzioso. Ma la somma  sensibilmente inferiore ai 500 milioni di euro di cui si è parlato sulla stampa, a fronte di un petitum che - per queste controversie - si aggira attorno ai 2,2 miliardi di euro. Oltre ad aumentare gli accantonamenti il cda ha inviato una lettera a Profumo, Viola e Salvadori allo scopo di interrompere i termini della prescrizione per un'eventuale azione risarcitoria legata alla condanna di Milano. Si  trattato di una scelta cautelativa da parte del consiglio, che su entrambi i temi ha deliberato all'unanimità, in attesa di avere un quadro più chiaro dopo il deposito delle motivazioni.

   Gli accantonamenti aggiuntivi aggravano il quadro dei conti della banca, reduce da un primo semestre in rosso per 1,1 miliardi di euro. Gli effetti si vedranno il 5 novembre, in occasione dei conti del terzo trimestre, che vedranno dunque le perdite allargarsi. Inevitabile anche un'erosione del capitale della banca, già prossimo ai limiti della Bce, per via degli effetti sul patrimonio dello scorporo di 8,1 miliardi di crediti deteriorati.
   Mps era stata già chiamata ad emettere, su richiesta della Bce, titoli subordinati At1 per 700 milioni, il cui collocamento è tutt'altro che semplice. E gli accantonamenti - ritenuti dal cda adeguati - aumentano il fabbisogno di alcune centinaia di milioni. Così sul mercato circolano indiscrezioni su un nuovo aumento di capitale: Bloomberg parla di discussioni preliminari tra l'ad di Mps Guido Bastiani e funzionari del Tesoro, per una ricapitalizzazione da 1,5 miliardi di euro. Ipotesi, spiega, che non è detto si realizzino. In cda al momento non se ne è parlato. Ma la situazione a Siena si sta complicando e il tempo delle decisioni, anche per il Mef, primo azionista con il 68% del capitale, sta scadendo.

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