Solidarietà, consigli, ingegno e spirito di adattamento: sei storie toscane oltre il virus

Un cartello esposto ieri durante la manifestazione di protesta in piazza Mazzini, a Viareggio, davanti al mare

A Livorno un caffè espone le spese che ha dovuto sostenere, mentre a Grosseto una albergatrice "cede" il suo hotel ai ristoratori

«Non affollate i cimiteri»
Prato - L’appello del sindaco Biffoni per le feste di novembre

«Lasceremo aperti i cimiteri, ma con presidio all’ingresso e all’interno nel fine settimana in particolare in quelli con maggior afflusso. Questo significa che regolamenteremo gli ingressi in modo che siano ordinati, evitando assembramenti e assicurandoci che vengano rispettate le regole su distanziamento e uso delle mascherine. Una decisione che prendiamo nel rispetto della sensibilità di chi ha subito un lutto e nel rispetto della salute di tutta la comunità». A Prato il sindaco Matteo Biffoni in vista della festa dei Santi e la commemorazione dei Defunti si rivolge direttamente ai cittadini: «Mi raccomando, non rechiamoci tutti nei cimiteri nel fine settimana, diluite il più possibile le presenze e ricordate le norme di distanziamento, l’uso della mascherina e l’igienizzazione di mani e attrezzi. La salute viene prima di tutto, non dimentichiamolo».

Il mio hotel per i ristoratori
Grosseto - Albergatrice solidale "cede" due serate a settimana

«Rinuncio agli incassi di due sere a settimana e cedo il ristorante dell’albergo ai ristoratori che vorranno lavorare quelle due sere e che non possono più farlo nel loro locale». Lo propone a Grosseto Simona Tozzi, titolare dell’Hotel Airone, presidente della sezione turismo di Confindustria Toscana Sud e vicepresidente di Federalberghi. «La chiusura serale imposta ai colleghi ristoratori mi ha fatto molto male - dice Simona Tozzi - la trovo terribile e volevo, in qualche modo, far volare la mia voce di protesta, trasmettere la mia sensazione di amarezza e di rabbia, in un modo pacato. Quello che vorrei fare è chiudere il mio ristorante per due giorni a settimana e cederlo a un ristoratore, a rotazione, per quei due giorni, per fare in modo che possa lavorare la sera e possa farsi conoscere anche dai miei ospiti che, quando tutto tornerà a posto, potranno andare a mangiare nel suo ristorante».

Se pernotti, puoi anche cenare
Montecatini Terme - L'ingegno di un gran hotel con ristorante

«Abbiamo cercato di proporre un nuovo modo di trascorrere una serata, in totale sicurezza». L’idea è venuta al l’hotel Ercolini&Savi, lussuosa ammiraglia del turismo nel centro di Montecatini Terme, albergo che si caratterizza anche per il servizio di ristorazione con l’annesso ristorante "La pecora nera". Qui hanno aguzzato l’ingegno per dare scacco al (quasi) lockdown, aggirando la chiusura del ristorante per le 18. Come? Con un "pacchetto" che fa pensare alla vecchia mezza pensione, ma in realtà è decisamente innovativo. Scacco in tre mosse: consegne a domicilio (con la piattaforma Deliveroo) e asporto, 7 giorni su 7, pranzo e cena; apertura sabato e domenica a pranzo con il consueto menu à la carte; e soprattutto abbinamento cena più pernottamento nel weekend. È è proprio quest’ultima la "mossa" inedita. Insomma: se resti a dormire, puoi anche cenare.

La vetrina con i costi del Covid
Livorno - Un caffè espone le spese che ha dovuto sostenere

Il Carolina Cafè si trova in via Cairoli a Livorno, in pieno centro. E da quasi dieci anni punta praticamente tutto sugli aperitivi: per questa attività il Dpcm è stata una mazzata. Andrea Scali è il titolare. E per esprimere il suo dissenso ha scelto un sistema a metà strada tra la protesta e la performance. Dopo l’annuncio del presidente del consiglio, Andrea ha deciso di dare sfogo alla sua frustrazione. E ha iniziato a scrivere, nero su bianco, pennarello in mano. Su un cartellone ha annotato tutte le cifre che ha speso per adeguarsi alle norme anti-virus. Poi ha attaccato i cartelli sulle vetrate del locale. Tutti, passando davanti al Carolina, possono vedere quanto è costato il Covid al titolare dell’attività: euro per euro. Ci sono 250 euro per la sanificazione dei locali, 1180 euro per la macchina all’ozono per igienizzare l’ambiente, 950 euro di divisori in plexiglass, 900 euro per mascherine, gel e altri prodotti necessari in tempo di pandemia, oltre a 300 euro al mese di spese aggiuntive per sanificazioni. Il totale è di 3580 euro. Infine, una frase netta. «Ora devo chiudere? - scrive Scali - Allora me li rendi».

La Lega: il carnevale a pasqua
Viareggio - «Sarebbe sensato, ne va della sicurezza di tutti»

«È giustissimo, sensato e corretto pensare ad uno slittamento delle date del Carnevale 2021. La manifestazione si deve fare, i carristi devono essere tutelati, il Carnevale va fatto in sicurezza, ma soprattutto in un periodo che permetta ai turisti di venire, alla gente di divertirsi, alla città di vivere e allo spettacolo di essere il più bello possibile». Così sostiene una proposta della Lega a Viareggio, col gruppo in consiglio comunale, riguardo allo svolgimento del celebre Carnevale in tempi di Coronavirus. «È inutile tergiversare - si legge in una nota - , inutile sperare nell’impossibile, inutile sognare un Carnevale nelle date canoniche di gennaio e febbraio, sarebbe un errore ed un azzardo che non ci possiamo permettere. Ben vengano le nuove date spostate a primavera 2021, magari sfruttando la Pasquetta e i weekend del 25 aprile e del 1° maggio. Uno slittamento sarebbe più che giustificato e comprensibile, sarebbe anche la prova del Carnevale in primavera, sarebbe una boccata di ossigeno al commercio e al turismo, sarebbe un concreto invito agli italiani per rimettersi in moto e sulle strade per raggiungere Viareggio».

La sindaca: aprite le finestre!
Talla (Casentino) / Cambio d'aria per 5 minuti ogni mezzora

L’areazione dei locali aiuta a contrastare la diffusione del Covid 19: per questo il sindaco di Talla (provincia di Arezzo) ha firmato un’ordinanza, in vigore da domani, chiedendo agli uffici aperti al pubblico, alle attività commerciali, ai pubblici esercizi e a ogni altro luogo dove siano presenti più persone non conviventi, di garantire il ricambio dell’aria.«Sappiamo che l’areazione degli ambienti, soprattutto se affollati o frequentati da più persone, è un ottimo strumento per contrastare la diffusione del Coronavirus - ha dichiarato la Ducci - Siamo in autunno e tenere sempre aperto ovviamente non è possibile, ma cambiare regolarmente l’aria per poi richiudere le finestre è un gesto utilissimo. Ci aspettano davanti mesi difficili ed è necessario introdurre ulteriori strumenti per vincere la nostra battaglia. Nell’ordinanza chiedo a tutti i luoghi chiusi frequentati da più persone, di aprire 5 minuti ogni 30 minuti e raccomando di farlo anche nelle abitazioni private. Il freddo - conclude - non può essere un deterrente: aprire cinque minuti le finestre non comporta grandi cali di temperatura».

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