Coronavirus, la Toscana in classe di "rischio 3": cosa succede se il contagio non frena

Direttori delle Asl in allarme. Vicini alla sospensione delle attività programmate in corsia. Giani: ecco i soldi per aumentare i bus, ma no ad altre restrizioni. In fondo all'articolo le previsioni del neo assessore alla sanità Bezzini

FIRENZE. Lui continua ad escludere misure draconiane. Di coprifuoco o chiusure Eugenio Giani non vuol neppure sentir parlare. «Il lockdown generale è una misura che nessun paese europeo sta adottando, c’è l’emergenza sanitaria, ma c’è anche quella economica», ripete il governatore. Eppure da giorni direttori generali e medici lanciano segnali di allarme se non di irritazione per l’attendismo del governatore. Mentre lui ripete di non voler andare oltre la stretta del governo con le ordinanze, nelle chat dei capi dei dipartimenti di prevenzione e dei reparti Covid rimbalzano i dati degli ultimi giorni.

Non solo quello evidente, di ieri, che ha fatto superare alla Toscana la soglia dei 2 mila contagi (2.171 nuovi casi, 13 decessi e 64 ricoveri in più), ma anche l’indice di positività registrate, salito al 25% delle 8.672 persone testate. Un record nel record: significa 1 positivo su quattro. E con il sistema di tracciamento dei contatti fuori controllo da giorni e un andamento dell’epidemia che ha visto raddoppiare la sua portata di settimana in settimana, passando dai circa 1.000 contagi dal 28 settembre-4 ottobre agli 8.488 dell’ultima settimana, il timore è che nel giro di un mese la regione possa arrivare a contare in una settimana circa 100 mila casi. E neppure tutti rintracciabili. «Sono le previsioni più pessimistiche, ma se si allarga la base dei positivi, finirà per aumentare anche la quota di chi viene ricoverato e poi finisce in terapia intensiva», confida un dg di una delle aziende più importanti. «E il fatto è che il personale non riparte da zero, si porta dietro un fardello psicologico e di fatica enorme». Uno degli effetti immediati? Oltre i 1.300 ricoveri scatterà la riduzione delle attività programmate. Oggi sono 889.

E il guaio è che da noi il virus viaggia con un Rt a 1,56. Per ora la Toscana è inserita dall’Iss nella classe di rischio 3, ma se i dati dovessero continuare a peggiorare potrebbe passare nella classe 4, che prevede lockdown o coprifuoco.

Ma Giani è convinto che gli effetti del dpcm siano già troppo pesanti per le categorie più colpite e in assessorato alla sanità l’hanno rassicurato: rallenteranno la curva epidemica se insieme la Toscana riuscirà ad attuare l’ultima ordinanza varata per potenziare il sistema sanitario. Fra una settimana dovrebbero cominciare a funzionare le maxi centrali del tracciamento, dove a regime dovrebbero lavorare 2-300 medici specializzandi. E fra oggi e domani entreranno in vigore altre misure. Sono appena stati stanziati 4 milioni di euro per consentire alle aziende del trasporto pubblico di rinforzare il parco mezzi prendendo a noleggio 200 bus turistici e Ncc per avere 600 corse al giorno in più, da concentrare negli orari di entrata e uscita dalle scuole. «Siamo la prima regione- dice Stefano Baccelli, assessore ai trasporti - a tentare di ridurre la capienza dall’80 al 50%». L’obbligo del 75% di didattica a distanza nelle scuole superiori aiuterà. 

Già oggi (martedì 27), poi, Giani potrebbe firmare un’ordinanza per contingentare gli ingressi nei supermarket e nei centri commerciali «limitando l’accesso a una persona per famiglia». Poi, stop alle restrizioni. «Anzi, se i dati migliorassero chiederemo a Conte di allentare la stretta sui ristoranti». 

 

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