«Salvare il Natale? Noi non ci arriviamo»: l'indagine di Confcommercio in Toscana

Indagine con gli iscritti: il 72% teme di non superare la seconda serrata. Domani manifestazione a Firenze

«Macché chiudere ora per riaprire a Natale. È già tanto se c’arriviamo vivi a Natale». Franco Marinoni la mette giù dura. Il problema non è tenere chiuso ora per riaprire perbene a Natale. Il problema è arrivarci. Per il direttore regionale di Confcommercio chiudere alle 18 bar, ristoranti e negozi è sbagliato. Di più. «Il governo colpisce noi perché non sa dove colpire». Della serie: da qualche parte la mannaia deve calare ma non importa dove. Insomma. Il direttore regionale di Confcommercio Franco Marinoni lancia l’allarme: se il governo non corregge l’ultimo dpcm molti bar, ristoranti e negozi andranno dritti verso la chiusura prima di Natale. Non solo. «Chiudere bar e ristoranti alle 18 non servirà ad arginare l’impennata dei contagi. Il problema sono scuole e trasporti pubblici», insiste Marinoni.

TRA TENSIONI SOCIALI E MAFIE


Il direttore regionale di Confcommercio dipinge un futuro a tinte fosche: «Si va incontro a un periodo di tensioni sociali. Il rischio è che scatti lo scontro tra i lavoratori dipendenti che hanno il reddito garantito (quelli della pubblica amministrazione, ndr) e partite Iva-imprese che avranno il reddito molto ridotto». Marinoni racconta di tanti cartelli vendesi, cedesi attività, affittasi attaccati alle serrande in giro per i centri storici. E poi c’è l’ombra più inquietante. Quella della criminalità organizzata.

Marinoni: «Gli avvoltoi non chiedono altro che le cose vadano male per comprare le attività».

Il direttore di Confcommercio non fa segnalazioni. Ma c’è chi l’ha già fatte. È il presidente regionale di Fipe – la sezione bar e ristoranti di Confcommercio – Aldo Cursano. L’estate scorsa ha raccontato di alcuni movimenti anomali alla procura: «Si presentano personaggi con tantissimi soldi in contanti. Oppure sono persone insospettabili tipo avvocati e commercialisti. Tutti pronti ad acquistare le attività commerciali in un lampo».

IL TERZIARIO MALATO DI COVID

L’indagine di Confcommercio Toscana parla chiaro. Il 72% delle imprese dice che non reggerà un nuovo lockdown. A metà 2020 si è dimezzata l’apertura di nuove attività rispetto allo scorso anno (ne mancano 1. 800 all’appello nel saldo nuove-cessate). Consumi in calo di ben 12 miliardi di euro (-13,8%, peggio della media nazionale). Già 104mila le assunzioni in meno del terziario rispetto al 2019 (-51% solo nel turismo). Sette imprenditori su dieci temono l’aumento del fenomeno usura, il 59% i tentativi della malavita di impadronirsi delle aziende. Quasi sei imprese su dieci hanno difficoltà a rispettare le scadenze fiscali: Irpef, Irap, Ires e Tari le imposte considerate più pesanti. Il primo intervento che chiedono alla nuova giunta regionale riguarda la sfera fiscale, il credito e la finanza agevolata.

COL SEDERE PER TERRA

Domani, ore 11,30. È la manifestazione di piazza Duomo a Firenze insieme ad altre 17 città italiane. Verranno apparecchiate per terra 16 tovaglie di 3 metri per 3, dove siederanno gli chef dell’associazione italiana cuochi e altre professionalità del banqueting e del catering toscano. «Perché tutti siamo col sedere per terra!», lo slogan. 

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