Dpcm, la promessa di Giani: "Se la curva dei contagi cala tra 10 giorni rivedremo l'orario dei ristoranti"

Per governatore c'è un punto del provvedimento del governo che apre ad una ordinanza: "Ma dobbiamo aspettare almeno 10 giorni"

FIRENZE. Rivedere in Toscana l'orario di chiusura dei ristoranti? Sì, è possibile. Lo spiega Eugenio Giani, presidente della Regione. "Se tutti insieme ci adoperiamo per abbassare la curva epidemiologica" nel Dpcm ci sono "le condizioni perché si possa fra una decina di giorni riprendere in considerazione le caratteristiche del provvedimento" per quanto riguarda la ristorazione, con una "maggior apertura" rispetto al limite delle 18.

Secondo il punto 'ee' dell'articolo 1.9 del Dpcm, spiegato Giani, "sulla base dell'andamento epidemiologico nei territori, ovvero sul come si evole la situazione nei territori, le regioni possono disporre una situazione di normalità, cioè calibrare gli orari". Quindi, osservato il governatore, "ci vuole almeno una settimana, dieci giorni in cui vediamo se la situazione migliora o se la curva non è così proiettata verso l'alto. In secondo luogo occorre un protocollo regionale che dovremo costituire concordandolo con le categorie, e questo protocollo dovrà rispettare i protocolli nazionali, quindi dovremmo avere un ok anche dalle autorità nazionali. Fra una settimana, dieci giorni potremmo utilizzare il comma 'ee', ho dato la mia apertura. Questo non significa che domani possa io già fare un'ordinanza".

COSA DICE IL PUNTO "EE"

"Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 e' vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attivita' di confezionamento che di trasporto, nonche' fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente". 

CENTRI COMMERCIALI: "SOLO" UNA RACCOMANDAZIONE

"Sui centri commerciali non penso di prendere provvedimenti con un'ordinanza", ma "ritengo che si debba procedere con una raccomandazione agli operatori dei centri commerciali" per misure anti-assembramento, dice Giani. "Se vediamo che vi è nella capacità di autodisciplina una risposta positiva, bene, altrimenti per il prossimo fine settimana potremmo prendere in considerazione anche di poter intervenire. Consigliamo l'inggresso nei negozio ad una persona per famiglia".

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