"Semi-lockdown" all'aeroporto di Pisa: Ryanair e altre compagnie dimezzano i voli e restano solo 23 rotte

Crollo dei passeggeri, tagliate diverse rotte sia nazionali che internazionali. In allarme gli oltre mille lavoratori dell’aeroporto

PISA. Ryanair taglia il 50% delle rotte, gli altri vettori dimezzano la frequenza dei collegamenti. I cieli pisani si svuotano. Gli aerei restano a terra e a decollare sono solo i timori di Toscana Aeroporti e dei sindacati, pronti a stringere le cinture di sicurezza per cercare di resistere a quella che Roberto Naldi, ad della società che gestisce gli aeroporti toscani, ha definito la «peggiore situazione della storia del mondo aeroportuale» che rischia di aggravarsi ulteriormente in caso di nuovi provvedimenti restrittivi destinati a rallentare o a bloccare gli spostamenti.

Il semi-lockdown all’aeroporto di Pisa scatterà domani, con l’avvio della winter season che vedrà ai nastri di partenza solo poche compagnie aeree. Appena 23 le rotte confermate, meno della metà rispetto alle 53 che fino allo scorso marzo hanno collegato Pisa alle maggiori destinazioni europee e non segnando anche una ripresa, dopo un parziale rallentamento, della crescita dei passeggeri dello scalo pisano.


Ryanair, il vettore irlandese che contribuisce per quasi il 70% al traffico del Galilei, ha tagliato oltre il 50% dei collegamenti. Da 30 rotte dello scorso anno, alle 14 dell’imminente stagione invernale 2020-2021. Dieci le compagnie che hanno rinnovato l’interesse sullo scalo (Ryanair, Transavia, Vueling, Airlines, WizzAir, Air Arabia, Silverair, Easyjet, Albawings e British Airways) ma con frequenze dei voli quasi dimezzate rispetto all’ultima stagione invernale. Fino al 27 marzo, dal Galilei sarà possibile volare verso Amsterdam, Bari, Barcellona, Brindisi, Bruxelles, Bucarest, Cagliari, Casablanca, Catania, Comiso, Eindhoven, Fuerteventura, Isola d’Elba, Lamezia Terme, Londra (Gatwick, Heathrow e Stansted), Manchester, Marrakech, Palermo, Parigi, Tenerife e Tirana. Eliminate tradizionali rotte nazionali (da Alghero a Roma) ed internazionali (da Berlino a Doha) da una programmazione destinata probabilmente a subire ulteriori tagli. L’imprevedibilità dei flussi internazionali e i nuovi, possibili, provvedimenti restrittivi adottati dai Paesi europei sono i principali timori che fanno tremare le compagnie. A pesare è soprattutto il load factor dello scalo pisano, il coefficiente di riempimento degli aerei che all’ombra della Torre Pendente registrava nel periodo pre-Covid una delle migliori performance nazionali per poi precipitare con un trend in continuo calo.

A fronte di un’ecatombe di passeggeri, resiste il traffico cargo, non sufficiente però a sgomberare dalle nubi e dalle incertezze il futuro dei circa 450 dipendenti di Toscana Aeroporti impiegati al Galilei – dallo scorso marzo in cassa integrazione a rotazione – e degli oltre 700 lavoratori dei subconcessionari, dell’indotto e del complesso sistema economico sviluppatosi attorno allo scalo. 
 

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