Terapie intensive, la Toscana già al 60% dei posti occupati. Via a un piano regionale per ampliare la disponibilità

Il dottor Renzo Berti, responsabile della prevenzione dell'Asl Centro

Il dottor Renzo Berti (Asl Centro): "Al momento la situazione è sotto controllo, ma ci preoccupa la crescita costante dei casi. Di questi il 3% va in intensiva"

FIRENZE. Terapie intensive, la Toscana verso l'emergenza. La Regione vara un piano per trovare altri posti da destinati ai malati di Covid.

Non siamo ancora all’allarme, ma la situazione è preoccupante. A oggi, nei reparti di terapia intensiva dedicati al Covid, esclusi quindi quelli destinati ad altre patologie, siamo intorno al 60% di occupazione. Almeno nell’Asl Centro, ma nelle altre aziende della Regione la situazione non è molto diversa.

Ne parliamo con il dottor Renzo Berti, responsabile del dipartimento prevenzione proprio dell’Asl Centro (Pistoia, Prato, Empoli e Firenze), uno degli “uomini al fronte” in questa seconda ondata della pandemia.

“La situazione è sotto controllo, al momento. Ma l’aumento dei casi, che non accenna a dare tregua, ci preoccupa e non poco. Al momento i reparti di terapia intensiva dedicata al Covid sono al 60% di occupazione. Che sarebbe un numero gestibile, se non ci aspettassimo un incremento nel giro dei prossimi giorni. Il problema, infatti, sono i numeri dei casi. Erano 1100 ieri, sono circa 1300 oggi. La tendenza è questa”.

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In effetti l’aumento dei casi è costante, giorno dopo giorno.

“Purtroppo sì, al momento la curva è sempre in crescita, nonostante lo sforzo fatto a livello nazionale e regionale per la prevenzione. Ma, attenzione, non sempre il numero dei ricoverati in terapia intensiva va di pari passo con i casi positivi. Questo perché la malattia non si manifesta in modo grave, se non di rado, all’arrivo in ospedale. Quindi il primo ricovero avviene spesso nei reparti normali, chiamiamoli così. La gravità da terapia intensiva arriva, di media, dopo 3-4 giorni. A quel punto servono i posti letto speciali. Ancora qualche giorno abbiamo spazi, ma poi servirà trovarne altri”.

Quanti casi finiscono in intensiva sul totale di quelli accertati?

“Siamo intorno allo 0,5%. I casi severi più quelli critici sono leggermente inferiori al 3%. Quindi, una trentina ieri, quasi quaranta oggi. Ma potrebbero salire ancora, con questi numeri si fa presto a saturare i reparti. A quel punto dovremo trovare altre soluzioni negli ospedali. Pur insistendo al massimo con le misure per la prevenzione, sia chiaro”.

Cosa state facendo?

“Il piano è a livello regionale, stiamo lavorando intensamente per trovare altri posti da attrezzare per le terapie intensive, in modo da non dover gravare su quelle dedicate ad altre patologie. Che, purtroppo, non mancano. Però la macchina è in moto, sono certo che troveremo le soluzioni, qualcuna è già in fase avanzata”.

Proprio domani, infatti, sarà il neopresidente Giani ad inaugurare il Covid Center dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. Giani incontrerà i giornalisti alle ore 11.30 davanti al nuovo ingresso di Careggi. Con lui il direttore generale dell'Aou Careggi, Rocco Damone, e la direzione sanitaria dell’ospedale.