Giani blinda gli ospedali: visite brevi a giorni alterni

Eugenio Giani, presidente della Regione

L’ordinanza ammette un solo parente o amico per dieci minuti a paziente

FIRENZE. Ospedali vietati a chi ha tosse, raffreddore, febbre o difficoltà respiratoria già da oggi. Visite contingentate ai ricoverati: 1 solo parente o conoscente per paziente, con permanenza di massimo dieci minuti e possibilmente «a giorni alterni». Il presidente della Regione, Eugenio Giani, blinda (o quasi) gli ospedali. Ma non si limita a questo nel giorno in cui i contagi da coronavirus aumentano di 755 in 24 ore: ordina alle Asl di «garantire la massima appropriatezza dei ricoveri Covid» per evitare che il sistema sanitario toscano salti.

Tre regole ferree

«A scopo precauzionale e per tutelare i nostri pazienti - spiega il presidente Giani - da oggi entrano in vigore tre regole in tutti i 45 ospedali toscani: 1) è ammessa una sola persona (parente o amico) per volta al letto del paziente ricoverato a ogni visita per evitare assembramenti; 2) il contatto deve durare massimo dieci minuti; 3) prima di accedere all’ospedale saranno adottate varie misure di precauzione: all’esterno sarà misurata la febbre; sarà controllato lo stato di salute eccetera. Inoltre, si cercheranno di evitare le visite quotidiane: ma questo sarà il personale del reparto a valutarlo. Se il paziente è in una situazione delicata allora la visita sarà concessa anche tutti i giorni». Questo per il momento «ma se la se situazione diventasse più critica, potremmo anche arrivare a evitare le visite. Per ora guardiamo di farcela con queste regole».

Ricoveri appropriati e alternative

L’ordinanza di Giani impone alle Asl di garantire «massima appropriatezza nei ricoveri Covid, definendo criteri e soluzioni omogenee» fra tutti i soggetti che inviano le persone in ospedale, compreso il personale delle Usca, le Unità speciali che effettuano assistenza a domicilio. Considerato l’aumento dei ricoveri nei reparti Covid (di pazienti contagiati ma non gravi), la Regione invita le Asl a definire e inviare entro lunedì «istruzioni operative che consentano il raccordo fra Usca, pronto soccorsi, reparti di medicina generale».

Per evitare ricoveri non appropriati, la Regione ricorda il ricorso «agli alberghi Covid, alle strutture di cure intermedie (sono in fase di creazione 2mila nuovi posti) anche per chi è senza permesso di soggiorno o fissa dimora». Queste soluzioni - evidenzia la Regione - sono adatte: 1) per pazienti positivi al Covid-19 con quadro clinico stabile; 2) pazienti in fase di dimissione dall’ospedale (ancora non negativi); 3)pazienti con necessità di isolamento fiduciario.

Aumentare i posti letto per Covid-19

Le Asl - dice l’ordinanza - devono riaprire i reparti Covid. Devono «assicurare l’attivazione progressiva dei posti letto (per la pandemia) previsti nella prima fase (di primavera) con la tempestività massima, coinvolgendo tutti gli ospedali e anche prevedendo di rimodulare le altre attività». Così - precisa l’ordinanza - si potranno ricavare posti letto necessari «di area critica e di degenza ordinaria» (per il Covid) oltre al personale da impegnare nella cura e nell’assistenza».

Non si tocca la chirurgia (per ora)

Al momento e fino a nuova disposizione - indica Giani nell’ordinanza - si deve mantenere «l’attività chirurgica programmata privilegiando gli interventi a minore impatto sulla risorsa letto e assicurando interventi oncologici (di una certa categoria) o quelli di alta specialità, non rinviabili a giudizio degli esperti». Inoltre deve essere garantita tutta l’attività in urgenza.

Censimento dei posti letto

Per essere pronti a far fronte a un’emergenza improvvisa entro martedì - recita l’ordinanza - tutte le Asl devono comunicare disponibilità e utilizzo dei posti letto, ma soprattutto quanti posti letto «intensivi, sub-intensivi e non intensivi» ciascun ospedale può attivare per l’intero periodo emergenziale.

Televisite

Sempre nell’ottica della prevenzione dei contagi, la Regione indica di aumentare le visite ambulatoriali «con modalità di televisita e teleconsulto per tutte le situazioni nelle quali tale modalità può essere attuata».

Ospedale con accessi separati

Si torna al passato. Alle disposizioni della fase I. Per prevenire il contagio, le Asl di nuovo devono:

1) separare i percorsi per l’accesso alle aree Covid (coi servizi dedicati) e ai pronto soccorsi;

2) scaglionare le prestazioni ambulatoriali «garantendo che nelle sale d’attesa sia mantenuta la distanza di sicurezza di almeno 1 metro fra pazienti».

Chi non entra in ospedale

Viene proprio vietato l’accesso in ospedale «a tutti i visitatori, accompagnatori, pazienti ambulatoriali e operatori sanitari che presentano sintomi simil-influenzali quali rinite, tosse, rialzo febbrile, difficoltà respiratoria».

Accesso limitato all'ospedale

Limitato, invece, l’accesso in ospedale sia degli accompagnatori dei pazienti del pronto soccorso o degli ambulatori (dove hanno appuntamento per visite o esami) sia dei visitatori dei ricoverati. Per i ricoverati è possibile, appunto, una visita di 10 minuti di una sola persona e «possibilmente a giorni alterni». —