Giani: «Assembramenti alle scuole, i sindaci mandino i vigili»

Studenti alla fermata dell'autobus

Il presidente della Regione ribadisce di essere contrario alla chiusura degli istituti. Anche la ministra Bonetti a Firenze: «Evitare la sospensione delle lezioni» 

FIRENZE. Non vuole chiudere le scuole il governatore della Toscana. Eugenio Giani sono giorni che lo ripete: la soluzione sono gli ingressi scaglionati alle lezioni, non la sospensione. E gli ingressi ordinati «senza assembramenti». Da qui l’invito ai sindaci a mandare la polizia municipale davanti alle scuole per garantire che a scuola si entri senza accalcarsi.

Ancora più esplicita la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti, ieri a Firenze, a inaugurare la mostra fotografica di Massimo Sestini proprio sul ritorno dei bambini a scuola, dopo mesi di isolamento (forzato) a causa del coronavirus: «Credo che oggi la didattica a distanza non sia la risposta al problema che il nostro Paese ha nell'aumento dei contagi: ci sono altre soluzioni che si possono mettere in campo. Spero che non si vada nella direzione che siccome le scuole in qualche modo si possono chiudere con una maggiore, apparente facilità, si vada prima per questa strada. Credo che la parola chiusura sia l'ultima da usare. Usiamo la parola responsabilità, usiamo la parola regole, usiamo la parola sicurezza, ma la parola chiusura quella che davvero dobbiamo cercare di evitare».


Una posizione che coincide con quella di Giani che già nei giorni scorsi ha proposto varie soluzioni per “prevenire” problemi di assembramento. Non solo con orari scaglionati, ma anche con la riorganizzazione del trasporto pubblico scolastico, indicato, da più parti, come una delle fonti di potenziale rischio (per il contagio). Tema che viene rilanciato anche dall’ex viceministro ai Trasporti, il toscano Riccardo Nencini (oggi presidente della commissione cultura al senato): «Moltissime scuole toscane adottano già orari di apertura differenziati. Mi rivolgo al presidente Giani perché sia proprio la Toscana la prima Regione a riorganizzare il servizio trasporti, a partire dai treni regionali, in modo da evitare pericolosi assembramenti ritenuti, dal comitato tecnico scientifico, portatori di contagio». Gli orari scaglionati, con ingressi differenziati a scuola, infatti - concorda Nencini - sono utili per alleggerire anche la pressione sui mezzi di trasporto pubblico locale. Proprio per questo «è necessario distanziare le partenze di treni e bus in concomitanza con l'apertura scaglionata delle scuole - sottolinea Nencini in una nota - Aggiungo infine che sarebbe quantomai opportuno utilizzare bus turistici, da tempo inutilizzati, per implementare il servizio trasporti». Un suggerimento che arriva anche da Roma, proprio in considerazione che con la crisi del turismo causata dall’emergenza Covid-19 molti bus turistici sono inutilizzati. —