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Dalle macchine al vino: il "made in Italy" arriva in tutto il mondo con i Fratelli Colò

Originari dell'Abetone, Luca e Michela gestiscono l'azienda di famiglia nata 40 anni fa: "Ma i competitors sono aggressivi"

Le macchine per movimento terra, i motori marini e industriali, Oil&Gas, e poi il marmo, le pelli, la moda e le scarpe; e infine i prodotti alimentari, il vino in particolare, grazie al nuovo socio internazionale. La ditta di spedizioni F.lli Colò nasce a Livorno più di 40 anni fa da un’idea dei fratelli Giampaolo e Gianfranco, originari dell’Abetone (nel cuore della montagna pistoiese), e oggi continua a crescere sotto la guida dei due figli di Giampaolo, Luca e Michela. Oggi conta quasi 70 lavoratori, distribuiti fra il quartier generale dello scalo labronico e la sede di Trieste (il "branch office" per gestire direttamente l’import/export da e per i Paesi dell’Est Europa) e quella di Perugia, aggiunta due anni fa rilevando un’altra azienda a conduzione familiare (la F.lli Ferretti), dove impiega quasi la metà della sua forza lavoro.

«Su Livorno stiamo combattendo con i grandi competitor guardando ad altre acquisizioni sulle spedizioni aeree», spiega Luca Colò volgendo lo sguardo agli scali aeroportuali di Firenze e Milano, tenendo la barra fissa sugli insegnamenti della tradizione: «Abbiamo voglia di crescere e di lottare per conseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati, ben consapevoli del fatto che dobbiamo mantenere i piedi per terra e senza fare il passo più lungo della gamba. Operiamo - spiega - secondo una continuità aziendale fondata sulla serietà e sui rapporti corretti con i nostri clienti».

Valori che si combinano con la dinamicità che il manager ha appreso e maturato nella lunga carriera da cestista sui parquet di tutta Italia, con la maglia della Libertas prima e poi con le casacche di Cagliari, Viareggio, Spezia, Lucca e Carrara. E che si riflettono nel suo stile manageriale: «Considero l’azienda di famiglia come uno spogliatoio da gestire». E dal rettangolo 15 metri per 28 agli oltre 70mila metri quadri di piazzali all’interporto di Guasticce più i 15mila di depositi-calzature a Collesalvetti (oltre a magazzini vari) il passaggio è semplice. Cardine in questa evoluzione della F.lli Colò è la certificazione doganale Aeo (quella di Authorized economic operator, cioè di Operatore economico autorizzato) conquistata nel 2014.

«Da 40 anni serviamo Cgt, "dealer" di caterpillar per Italia, Spagna e Paesi dei Balcani, e siamo stati tra i primi a beneficiare del _fast corridor_ tra il Porto e il retroporto», continua il Ceo, che poi prosegue: «La pandemia è stata una spinta per migliorare, abbiamo fatto i numeri per non mandare nessun dipendente in cassa integrazione e siamo comunque riusciti a crescere ancora». I nuovi strumenti a disposizione invece sono la "Smart shipping platform" finanziata dalla Regione Toscana all’interno del Por Creo (il Programma operativo regionale Crescita e occupazione), che ha finanziato la F.lli Colò per gli anni dal 2014 a questo 2020, e il prestigioso socio internazionale: «L’esperienza di Por Creo è stata decisiva per gli investimenti sul personale, sui programmi gestionali e sulle infrastrutture, permettendoci di consolidare i rapporti con i clienti abituali. Daniel Hager - il partner d’oltreoceano - è leader americano nel campo dell’importazione e della distribuzione del vino, che noi prendiamo da tutta Italia per portarlo negli Usa».

Gli ultimi ingressi nella F.lli Colò arrivano dall’Università della logistica (il polo dell’ateneo pisano con sede a Livorno, a villa Letizia), ma altre novità sono in dirittura d’arrivo: «Abbiamo assunto alcuni neolaureati che si sono dimostrati validi acquisti, e presto presenteremo anche il nuovo sito internet ristrutturato. Sito nuovo ma stessa professionalità ed esperienza doganale che ci caratterizza e attrae i potenziali clienti, che si affidano a noi cercando in particolare la consegna diretta al loro utente finale. Un servizio che possiamo offrire grazie alla conoscenza del mercato e all’esperienza maturata grazie alla gestione delle problematiche nelle importazioni, unitamente allo sviluppo dell’azienda avvenuto in maniera importante negli ultimi 10 anni», conclude Luca Colò.