Influenza, 2 milioni di vaccini gratis in Toscana per bimbi e adulti. Il via a metà ottobre

La Regione parte con la maxi campagna per non intasare gli ospedali con pazienti aggravati di “patologie ordinarie”

FIRENZE. Due milioni di dosi di vaccino anti-influenzale già acquistate. Pronte per essere distribuite da metà ottobre. Con priorità alle categorie più “a rischio” di influenza, come forma di prevenzione anti-covid: adulti a partire da 60 anni; bambini (da 0 a 6 anni). Fino a quando non ci sarà un vaccino o una cura contro il coronavirus - dice l’assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi - bisogna contrastare la pandemia nell’unico modo possibile: riconoscendola e prevenendola.

La campagna di massiccia vaccinazione anti-influenzale messa in cantiere per l’autunno - precisa l’assessora Saccardi - non serve per “rafforzare” il sistema immunitario contro il coronavirus. Ha un altro obiettivo: consentire di distinguere meglio possibile (e il più in fretta possibile) i pazienti malati di Covid-19 da chi è influenzato, in modo da: 1) sottoporli alla terapia corretta; 2) alleggerire gli ospedali il più possibile da pazienti (soprattutto anziani) nei quali l’influenza si è trasformata in patologie più gravi, come le polmoniti.


DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Il primo obiettivo della maxi campagna di vaccinazione anti-influenzale, dunque, è poter arrivare alla diagnosi differenziale. In parole povere, se una persona è vaccinata per l’influenza e ha sintomi che sembrano influenza - febbre, raffreddore, tosse secca, dolori alle gambe - è probabile che possa essere stato contagiato da coronavirus. Insomma, la vaccinazione anti-influenzale dovrebbe funzionare per accelerare la diagnosi da Covid-19. «Se sei vaccinato per l’influenza e hai sintomi influenzali - evidenzia l’assessora Saccardi - il medico di famiglia (o il pediatra di libera professione) che ti ha vaccinato viene allertato con più rapidità e attiva la procedura per il tampone. La decisione della diagnosi, ovvio, spetta al medico di famiglia che con tutta probabilità sarà anche quello che avrà provveduto alla vaccinazione anti-influenzale». Per la quale, la Regione provvederà a definire un accordo con la medicina generale.

OSPEDALI MENO AFFOLLATI

L’altro obiettivo della campagna di vaccinazione anti-influenzale è «tenere bassi gli afflussi agli ospedali in una stagione in cui la gran parte dei pazienti arriva per complicanze da influenza. Soprattutto se sono pazienti anziani non vaccinati. Infatti, abbiano riscontrato che sono anziani quelli nei quali l’influenza non prevenuta ha creato importanti complicanze respiratorie, ad esempio. Se riusciamo a vaccinare anche questa fascia di popolazione in modo più vasto rispetto al passato forse riusciremo ad avere gli ospedali meno gravati da patologie ordinarie in una stagione che potrebbe essere di nuovo problematica per il coronavirus».

CHI SI DEVE VACCINARE

Gli obiettivi da raggiungere fanno indicare alla commissione vaccinale della Regione le categorie “prioritarie” per la vaccinazione anti-influenzale: adulti a partire da 60 anni (e non più da 65) e i bambini da 0 a 6 anni perché più a rischio di contagio.

Abbassando di 5 anni l’età degli adulti da vaccinare (da 65 a 60) e proponendo una campagna anche per i bimbi piccoli, la Regione ha più che raddoppiato le dosi di vaccino acquistate, portandole da 800mila a 2 milioni. «Ci siamo mossi con anticipo, un paio di mesi fa con le gare per gli acquisti, in modo da evitare di non trovare scorte», precisa Stefania Saccardi.

DOVE, COME E QUANDO

La vaccinazione anti-influenzale, anche per le categorie “prioritarie” non è «obbligatoria, ma fortemente raccomandata», ricorda l’assessora Saccardi. Saranno medici di famiglia e pediatri a effettuarla dalla seconda metà di ottobre e sarà gratuita. «Tuttavia quest’anno - conclude l’assessora alla Salute - la vaccinazione non sarà negli ambulatori dei medici e dei pediatri. Stiamo cercando luoghi appositi dove effettuarla in maggiore sicurezza, evitando assembramenti».