Vittoria secca al primo turno, sfida fra Giani e Ceccardi

Il sondaggio commissionato dal Pd conferma che non ci sarà ballottaggio Risicato il vantaggio del centrosinistra. I candidati non tirano le coalizioni

FIRENZE. Eugenio Giani, candidato governatore del centrosinistra, avanti di 4 punti su Susanna Ceccardi, candidata presidente della Regione del centrodestra. Considerando anche un margine di errore, sempre da calcolare in qualunque sondaggio - compreso quello commissionato dal Pd su un campione di 2mila toscani - Giani è avanti di 2-3 punti sulla più vicina concorrente. Un vantaggio risicato. Non come lo 0,5% del sondaggio pubblicato da Il Sole24 0re - che ha fatto tremare la Toscana rossa un paio di giorni fa - ma neppure così ampio da far sentire la vittoria in tasca.

Ballottaggio addio


Il sondaggio del Pd, dunque, non alleggerisce il clima di incertezza che accompagna la coda di campagna elettorale. Dà, però, una certezza: ci sarà un vincitore al primo turno. Per avere un presidente (o una presidente) non ci sarà bisogno del ballottaggio. L’altro dato sicuro è che, questa tornata elettorale si vincerà di misura. Per questo, le ultime due settimane di campagna elettorale dovranno essere “pancia a terra”. Anche perché i numeri del sondaggio rivelano quello che i partiti non vogliono dire: lo scarso ascendente che i candidati presidenti hanno sugli elettori. Salvo smentite dell’urna - sempre possibili - sia a sinistra che a destra - le coalizioni rischiano di prendere quanto (se non di più) dei candidati presidenti.



Candidati poco attraenti

Partiamo da Giani: il sondaggio del Pd lo dà vincitore (al 1° turno) con un 40-44% dei consensi. La coalizione delle 6 liste che lo sostengono è data al 44,3%, con il Pd quasi al 32% primo partito della Toscana, più o meno sui livelli delle Europee del 2019 (-1% circa).

In base allo stesso sondaggio anche Susanna Ceccardi, non sembra avere sorte migliore. Se come candidata è data fra il 36 e il 40%, la sua coalizione viene data al 39,6%,. Nella migliore delle ipotesi, quindi, l’europarlamentare leghista potrebbe apportare al centrodestra uno 0,4% di preferenze personali. Sempre più di Giani che rischia di restare sotto la propria coalizione.

Lega in calo

Questo ultimo dato non può scaldare più di tanto il centrodestra. Perché se si analizzano i dati di lista - che portano l’alleanza Ceccardi a sfiorare il 40% dei consensi - la Lega sembra inchiodata a poco più del 23%. Questo significa che non solo è distanziata di 8 punti dal Pd, ma anche che è 8 punti sotto il risultato conseguito alle europee. Malgrado la presenza costante in Toscana del leader del Carroccio, Salvini.



Chi rischia di restare fuori

Sotto osservazione anche le preferenze delle liste. Soprattutto alla luce degli sbarramenti previsti dalla legge elettorale regionale: chi è in coalizione deve raggiungere almeno il 3 % per poter aspirare a un seggio; chi corre da solo deve avere almeno il 5%. Considerando queste soglie, FI - che sostiene Susanna Ceccardi - può sperare di restare in consiglio regionale malgrado sia data (dal sondaggio del Pd) al 3,8%. Italia Viva (in coalizione con Giani) sfiora quasi il 6% ma non va oltre. Comunque il suo 5% dimostra che lo avrebbe avuto. Rischia, invece, Tommaso Fattori: la sua lista “solitaria” Toscana a sinistra è data al 4,2%. Il candidato presidente avrà ottenuto l’effetto disturbo del centrosinistra ma rischia di restare fuori dal consiglio regionale. Sempre che si rivelino esatti i dati che parlano anche di un 35% di indecisi o astenuti. —




 

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