Va in discoteca senza attendere l'esito del tampone, l’assessora Saccardi: "Per chi contagia esiste il reato di epidemia"

Nella foto da sinistra la campagna dei test nella regione a destra la Saccardi

La scelta della giunta è seguire le direttive del governo: «Facciamo raccomandazioni ma non possiamo obbligare
le persone a stare in casa»

FIRENZE. «Ci atteniamo alla normativa nazionale, sarà il presidente a decidere se rendere le prescrizioni più stringenti». L’atteggiamento della giunta regionale è ribadito dall’assessora alla Sanità Stefania Saccardi che interviene sul contagio della ragazza pisana in una discoteca della Versilia.

La diciottenne, di ritorno da un viaggio, ha deciso di sottoporsi al tampone in un laboratorio d’analisi privato convenzionato nel Pisano. Tuttavia non ha atteso il risultato del test e la notte tra sabato e domenica scorsi è andata a ballare con alcuni amici al Seven Apples a Marina di Pietrasanta, una delle discoteche più frequentate della Versilia, per lo più frequentata da coetanei.

Da quella serata sono nati, al momento, 11 contagi ma l’Asl ha lanciato ovunque l’allarme per chiedere a chi si trovasse nel locale di andare a farsi analizzare. Secondo l’azienda sanitaria, visti i risultati dell’indagine epidemiologica, non è stata applicata da parte dei gestori l’ordinanza regionale che impone limiti agli ingressi e impone mascherine e distanziamento. Ha dunque invitato il sindaco di Pietrasanta a intensificare i controlli.

Intanto la curva del contagio toscano riprende a crescere a sobbalzi e le nuove positività avvengono prevalentemente tra i più giovani. La media dei nuovi positivi scende sotto i 40 anni quando per mesi era rimasta ben sopra a quella soglia. Molti di loro sono tornati da viaggi all’estero come in Grecia. Proprio come la ragazza del Seven Apples di sabato sera.

«Negli ultimi giorni ci sono stati dei casi di importazione tra le fasce più giovani della popolazione, soprattutto di ritorno da viaggi da paesi all’interno dell’area Schengen - spiega l’assessora Saccardi - Tuttavia siamo concordi in giunta che al momento la Toscana seguirà le direttive così come previste da Roma. Non è possibile costringere le persone a rimanere a casa ogni volta che tornano da un viaggio. Ci affidiamo alle raccomandazioni e alle precauzioni che abbiamo ripetuto negli ultimi mesi (distanze, igiene e mascherine, ndr) ma anche al buon senso delle persone. Anche durante il lockdown l’isolamento che veniva imposto ad alcuni pazienti era definito “fiduciario”. Non possiamo privare le persone della libertà. Ci possiamo limitare soltanto a forti “consigli”».

Quella compiuta dalla giovane in Versilia viene definita dall’assessora «un’avventatezza»: «Non posso credere infatti che il medico che ha predisposto il tampone, gli operatori o chi ha avuto a che fare con la ragazza non le abbia raccomandato di stare a casa almeno fino all’arrivo del risultato - continua Saccardi - ricordo che nel caso qualcuno si trovi nella situazione per cui è potenzialmente contagioso e il contagio si realizzi il nostro ordinamento prevede il reato di epidemia colposa (art 438 del codice penale). Una fattispecie che si adatta perfettamente al caso. Quindi, sebbene la Regione non abbia deciso di obbligare la quarantena a chi rientra dall’estero, esistono già degli strumenti legislativi importanti. Perché se il paziente non lo sa, è comprensibili; ma se uno ha il sospetto, si fa il tampone e nonostante questo va in discoteca...». —


 

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